{"id":97684,"date":"2026-10-27T08:30:31","date_gmt":"2026-10-27T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97684"},"modified":"2026-10-27T08:00:58","modified_gmt":"2026-10-27T07:00:58","slug":"meloni-tra-i-candidati-a-trattare-con-putin-leuropa-torna-in-gioco-tra-usa-russia-e-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97684","title":{"rendered":"Meloni tra i candidati a trattare con Putin. L\u2019Europa torna in gioco tra Usa, Russia e Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"stack\">\n<header>\n<div class=\"stack\">\n<div class=\"stack\">\n<h5 class=\"article__lead\">La scelta di cinque atlantisti doc come mediatori potenziali potrebbe, in tal senso, testare la capacit\u00e0 europea ma anche stanare Washington.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"article__featured-media\" src=\"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OVERCOME_20261024120250406_411a70438965d1013001a9c1741e17b6.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1311\" \/><\/p>\n<div class=\"container article__body\">\n<div class=\"prose entry-content\">\n<p>Mentre tra incontri e senza un accordo definitivo prosegue il confronto diplomatico tra <strong>Russia e Stati Uniti<\/strong> per capire se esistano i margini per un nuovo accordo tra Mosca e Washington, tale da coinvolgere anche la crisi ucraina, i leader europei ragionano su come <strong>muoversi per avere una voce nei negoziati<\/strong> e, secondo quanto <a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/world-news\/2026\/10\/22\/europe-auditions-negotiators-face-off-putin\/?ICID=continue_without_subscribing_reg_first\">riportato dal <em>Telegraph,<\/em><\/a> avrebbero individuato una rosa di cinque figure in grado di incontrarsi con <strong>Vladimir Putin.<\/strong> Tra queste la presidente del Consiglio italiana <strong>Giorgia Meloni,<\/strong> l\u2019omologa danese <strong>Mette Frederiksen,<\/strong> il primo ministro norvegese <strong>Jonas Gahr Store<\/strong> e i presidenti di Repubblica Ceca e Finlandia, <strong>Peter Pavel e Alexander Stubb<\/strong>. Una rosa di cinque nomi eterogenei su cui la diplomazia europea starebbe confrontandosi.<\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Cinque leader pro-Kiev per parlare con Mosca<\/h5>\n<p>\u201cUna fonte a conoscenza delle discussioni ha affermato che sarebbe pi\u00f9 probabile la scelta di un gruppo di leader, evitando cos\u00ec una competizione tra i Paesi per il ruolo e il rischio che i singoli candidati vengano bloccati dal veto\u201d, scrive il Telegraph. <strong>Le figure in questione sono accomunate da un tratto comune politico<\/strong>: sono tutti convinti sostenitori della necessit\u00e0 di difendere e sostenere l\u2019Ucraina, guidano Paesi che presidiano contesti critici per la difesa europea e sono tutti, al contempo, <strong>convinti sostenitori del progetto transatlantico e della Nato.<\/strong> Non essendo la Norvegia membro dell\u2019Unione Europea, \u00e8 plausibile pensare che il <strong>discorso sulla presenza di una figura mediatrice europea<\/strong> o di un pool di leader capaci di portare un\u2019istanza comune di fronte alla Russia avvenga in maniera esterna o non pienamente sovrapponibile alle decisioni politiche di Bruxelles, e che si stia cercando una via per consolidare operativamente una voce del Vecchio Continente a dei negoziati che appaiono frastagliati.<\/p>\n<p>In tal senso, i Paesi europei si trovano di fronte a un quadro consolidato quantomeno complesso. In primo luogo, la trattativa russo-americana nei quasi due anni dall\u2019insediamento di Donald Trump non si \u00e8 rivelata risolutiva e al contempo si sente il peso di un\u2019asimmetria politica che vede un sistema europeo dei Paesi del Vecchio Continente membri della Nato assumersi l\u2019onere crescente del <strong>sostegno militare e finanziario all\u2019Ucraina<\/strong> trovandosi, parimenti, marginali sul piano politico. La proposta che \u00e8 stata discussa da Steve Witkoff, inviato di Trump, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2026\/oct\/22\/ukraine-war-briefing-peace-proposals-lack-substance-witkoff-putin-meeting\">nel recente incontro con Putin ha trovato la freddezza del Cremlino<\/a> e mentre si prepara il trilaterale dei <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/zelenskiy-says-ukrainian-russian-us-negotiators-meet-early-november-abu-dhabi-2026-10-23\/\">negoziatori russi, ucraini e americani a Abu Dhabi a novembre<\/a> annunciato da Volodymyr Zelensky i Paesi europei possono sfruttare una finestra politica di opportunit\u00e0. <strong>L\u2019appoggio militare e politico dell\u2019Europa all\u2019Ucraina<\/strong>, sommando le forniture economiche e in armamenti dal 2022 a oggi, \u00e8 secondo il Kiel Institute pari complessivamente a 237 miliardi di euro (100 dei quali garantiti da Commissione e Consiglio Europeo), <a href=\"https:\/\/www.kielinstitut.de\/research\/topics\/war-against-ukraine\/ukraine-support-tracker\/\">pi\u00f9 del doppio dei 115 statunitensi.<\/a><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La spinta europea per Kiev, le prove di un dialogo con Mosca<\/h5>\n<p><strong>L\u2019Europa \u00e8 riuscita, indirettamente, a garantire a Kiev un risultato: non ci potr\u00e0 essere pace in Ucraina senza gli ucraini<\/strong> e senza la voce delle istituzioni di un Paese in grave difficolt\u00e0 materiale e sul campo di battaglia, la cui prospettiva di una vittoria militare \u00e8 estremamente remota ma la cui posizione politica e diplomatica non \u00e8 compromessa. Corollario di questo teorema, che ha sfatato una convinzione personale di Donald Trump e alzato il costo del negoziato per la Russia anche di fronte agli stessi Stati Uniti, \u00e8 per i Paesi del Vecchio Continente la possibilit\u00e0 di avere voce sulla fine del conflitto. Il cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz<\/strong> ha di recente detto che <a href=\"https:\/\/www.pravda.com.ua\/eng\/news\/2026\/10\/21\/8059062\/\">\u201cla capitolazione dell\u2019Ucraina \u00e8 fuori discussione\u201d perch\u00e9 \u201csignificherebbe la capitolazione di tutti noi\u201d.<\/a> <strong>La prospettiva di un confronto con la Russia parte dal presupposto che i Paesi europei si sentono in grado di giocare un ruolo<\/strong> in relazione al peso esercitato nel sostegno a Kiev.<\/p>\n<p>Berlino ha provato un abboccamento diplomatico con <a id=\"530864\" href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/germania-e-russia-tornano-a-parlarsi-gli-scenari-dopo-lincontro-wadhepul-lavrov.html\">Mosca ai margini dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu con il dialogo tra Johann Wadepuhl, ministro degli Esteri di Merz<\/a>, e l\u2019omologo russo Sergej Lavrov. Ma Merz \u00e8 un cancelliere in grave difficolt\u00e0 politica e l\u2019altro leader di prima fascia dell\u2019Unione Europea, <strong>Emmanuel Macron<\/strong>, \u00e8 a fine ciclo.<\/p>\n<p>Parimenti \u00e8 incerta la posizione dello spagnolo Pedro Sanchez, che andr\u00e0 presto a elezioni, mentre fuori dall\u2019Ue il britannico <strong>Andy Burnham incarna la linea di Londra di fermo sostegno a Kiev<\/strong> e non pu\u00f2 permettersi politicamente di andare in prima linea a dialogare con Putin, almeno per ora. Quindi \u00e8 emersa questa cinquina di leader. Figure che <strong>condividono nei fatti il teorema politico di fondo su Kiev (il potere negoziale dell\u2019Ucraina \u00e8 una derivata prima del sostegno europeo<\/strong>) e il corollario della necessit\u00e0 di un ruolo europeo per una fine del conflitto e, parimenti, possono avere un canale aperto anche con gli Stati Uniti.<\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Cinque leader stabili per la trattativa<\/h5>\n<p>Stubb, presidente finlandese, ha un rapporto personale solido con Trump; Frederiksen ha di recente negoziato l\u2019accordo sulla <strong>Groenlandia<\/strong> con Washington; l\u2019Italia di Meloni \u00e8 dei quattro grandi dell\u2019Ue l\u2019unico Stato che mantiene la necessaria stabilit\u00e0 politica per poter immaginare, da qui al voto dell\u2019autunno 2027, una continuit\u00e0 diplomatica; Pavel, ricorda il Telegraph, \u201critiene che sia giunto il momento di avviare seri negoziati con Putin per allentare le tensioni, nel timore di un conflitto su vasta scala tra l\u2019Occidente e la Russia\u201d e pu\u00f2 parlare sia da capo di Stato che da generale ex comandante militare Nato. <em>Last but not least<\/em>, Store ha dalla sua il potere negoziale di un Paese come la Norvegia che \u00e8 <strong>attivo partner Nato nel sostegno all\u2019Ucraina e grande potenza energetica<\/strong>, ma anche nazione dalla grande e consolidata tradizione diplomatica, capace di leggere le mosse di Mosca con attenzione.<\/p>\n<p><strong>Le figure politiche ipotizzate, inoltre, non sembrano almeno per il momento interessate dal rischio di caducit\u00e0 politica<\/strong> e di avvicendamento al vertice. Questo rappresenterebbe un importante fattore di continuit\u00e0. <a id=\"506993\" href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/danimarca-la-premier-frederiksen-va-al-voto-anticipato-e-cerca-leffetto-groenlandia.html\">La Danimarca ha appena votato e Frederiksen<\/a> \u00e8 stata confermata per un nuovo mandato, l\u2019Italia voter\u00e0 nell\u2019autunno 2027, in Repubblica Ceca Pavel pu\u00f2 contare su un mandato che durer\u00e0 fino a gennaio 2028, in Norvegia Store e il suo Partito Laburista affronteranno il prossimo voto nel 2029 dopo esser stato riconfermato dopo le elezioni del 2025 e, infine, per Stubb il mandato in Finlandia \u00e8 fino al 2030. Detto questo, la prospettiva dei potenziali mediatori sarebbe tutta da confermare e, operativamente, resta da capire molto su quale potrebbe essere il mandato della figura o delle figure prescelte a un confronto con Mosca.<\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Gli scenari aperti per la mediazione<\/h5>\n<p>In primo luogo, quale sarebbe la <strong>carica e quale il mandato politico<\/strong> con cui confezionare la missione di trattativa con la Russia? La missione si svolgerebbe con o senza il cappello dell\u2019Ue? La presenza della Norvegia nel quintetto lascia pensare a un partenariato autonomo, e in questo caso a nostro avviso il cappello politico potrebbe essere quella della <strong>Coalizione dei Volenterosi<\/strong> con Parigi e Londra come principali sponsor, o in misura meno probabile del <strong>Gruppo di Contatto per la Difesa dell\u2019Ucraina <\/strong>(l\u2019ex \u201cformato Ramstein\u201d) ora a sostanziale trazione tedesco-britannica. Del resto, la stessa missione dei Volenterosi \u00e8 proprio quella di garantire le basi per una pacificazione dell\u2019Ucraina funzionale a un disegno di sicurezza collettiva condivisibile.<\/p>\n<p>Aggiungiamo a ci\u00f2 altre questioni: con che <strong>posizione comune presentarsi davanti ai principali mediatori, gli Usa, per trovare una linea comune occidentale<\/strong> per la fine della guerra in Ucraina? Come apparire capaci di agire di fronte alla Russia e farsi portavoce di una strategia di de-escalation che oltre l\u2019Ucraina eviti anche lo sdoganamento dei venti di conflittualit\u00e0 in Europa? E, soprattutto, come convincere della possibilit\u00e0 di trattare con Mosca i Paesi pi\u00f9 preoccupati per le iniziative geopolitiche della Russia o pi\u00f9 ostili a trattare con Putin, soprattutto in Europa orientale? <strong>Come reagirebbero, poi, le istituzioni dell\u2019Unione Europea<\/strong> se venissero, sostanzialmente, messe ai margini in questo contesto?<\/p>\n<p><strong>Infine, potrebbero i mediatori svincolarsi dal loro ruolo di leader pro tempore di esecutivi nazionali<\/strong> o di apparati istituzionali sottoposti a pressioni politiche interne ed internazionali e, per quanto non vincolati nell\u2019immediato dalla caducit\u00e0 dei cicli elettorali, chiamati a gestire le conseguenze di possibili emergenze o di cambi di rotta delle rispettive opinioni pubbliche? Queste domande restano aperte cos\u00ec come resta aperta la riflessione sul <em>physique du role<\/em> ideale della figura che potrebbe essere l\u2019animo di una trattativa con Mosca<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/linviato-europeo-per-parlare-con-putin-ecco-lidentikit-del-negoziatore-ideale.html\"> su cui, in passato, l\u2019ambasciatore Marco Carnelos ha scritto una riflessione interessante per InsideOver.<\/a><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Nessun ordine di sicurezza europeo senza gli europei?<\/h5>\n<p><strong>Ragioniamo su ipotesi, ma riteniamo che quanto discusso dal <em>Telegraph<\/em> sia indizio di una maggior volont\u00e0 di \u201cvoce\u201d politica dell\u2019Europa<\/strong> che, potenzialmente, pu\u00f2 essere funzionale a entrambe le parti in causa nel conflitto. All\u2019Ucraina, che ha tutto l\u2019interesse di vedere al tavolo delle trattative al suo fianco i Paesi maggiormente attivi a puntellarne l\u2019indipendenza. Ma anche la Russia potrebbe avere da che guadagnare dal fare un passo nella direzione dell\u2019Europa se una postura dialogante emergesse e anche il Cremlino capisse che il deterioramento definitivo del rapporto con l\u2019Europa non \u00e8 nel suo interesse, specie in un contesto di potenziale tensione economica nel dopoguerra, quando il conto del conflitto sar\u00e0 presentato al Cremlino.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda Washington,<\/strong> la presenza dell\u2019Europa ai negoziati creerebbe un dilemma tra il necessario appoggio per concludere una trattativa che gli Usa da soli non riescono a risolvere e la spinta al <em>divide et impera<\/em> che la guerra in Ucraina ha promosso in Europa a tutto vantaggio degli interessi statunitensi, nell\u2019era di Joe Biden come in quella di Donald Trump. Sono gli Usa pronti a rinunciare a un contesto in cui l\u2019Europa \u00e8 diventata acquirente di gas naturale liquefatto a stelle e strisce, segue le linee americane sul boom della spesa militare e in prospettiva si intesta la deterrenza antirussa nel quadro del doppio contenimento di Washington contro Mosca e la Cina?<\/p>\n<p><strong>La scelta di cinque atlantisti doc come mediatori potenziali potrebbe, in tal senso, testare la capacit\u00e0 europea<\/strong> ma anche stanare Washington: che pace vuole per l\u2019Ucraina e l\u2019Europa e che ordine continentale intende? Cos\u00ec come nessuna pace in Ucraina si potr\u00e0 fare senza gli ucraini, partecipare alla trattativa potrebbe garantire ai Paesi del Vecchio Continente la prospettiva di far s\u00ec che <strong>nessun ordine di sicurezza europeo possa essere discusso senza gli europei. Ammesso che emerga la volont\u00e0 politica<\/strong> di concretizzarlo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/meloni-tra-i-candidati-a-trattare-con-putin-leuropa-torna-in-gioco-tra-usa-russia-e-ucraina.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/meloni-tra-i-candidati-a-trattare-con-putin-leuropa-torna-in-gioco-tra-usa-russia-e-ucraina.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Andrea Muratore) La scelta di cinque atlantisti doc come mediatori potenziali potrebbe, in tal senso, testare la capacit\u00e0 europea ma anche stanare Washington. 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