{"id":97818,"date":"2026-11-03T09:00:44","date_gmt":"2026-11-03T08:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97818"},"modified":"2026-11-02T15:32:24","modified_gmt":"2026-11-02T14:32:24","slug":"contro-il-razzismo-istituzionale-per-labolizione-dei-centri-di-permanenza-per-il-rimpatrio-cpr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97818","title":{"rendered":"Contro il razzismo istituzionale. Per l\u2019abolizione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GLI ASINI (Nicola Cocco)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/31.-pesca-sul-malecon-1-1024x633.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"633\" \/><\/p>\n<div class=\"featured_caption\" style=\"text-align: justify\">Foto di Michele Conti<\/div>\n<div class=\"autore\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"postshare\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_24 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/contro-il-razzismo-istituzionale-labolizione-dei-centri-di-permanenza-per-il-rimpatrio-cpr\/\" data-a2a-title=\"Contro il razzismo istituzionale. Per l\u2019abolizione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry_content\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p><i>Nicola Cocco \u00e8 medico infettivologo, fa parte della Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle Migrazioni (<a href=\"https:\/\/simmweb.it\/\">SIMM<\/a>) ed \u00e8 stato consulente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libert\u00e0 personale. \u00c8 attivo nella <a href=\"https:\/\/linktr.ee\/noaicpr\">Rete <\/a><\/i>Mai pi\u00f9 lager \u2013 No ai CPR<i>, che chiede la chiusura dei <\/i>Centri di permanenza per il rimpatrio<i> (in passato denominati <\/i>CPT<i>, <\/i>Centri di permanenza temporanea<i>, poi <\/i>CIE<i>, <\/i>Centri per l\u2019identificazione e l\u2019espulsione<i>), ovvero i centri di detenzione amministrativa nei quali persone migranti prive di permesso di soggiorno vengono detenute pur senza aver commesso alcun reato, con l\u2019obiettivo di essere rimpatriate. <\/i><i>Nell\u2019ambito di un\u2019inchiesta della procura di Ravenna, che ha coinvolto decine di medici che hanno firmato la \u201cnon idoneit\u00e0\u201d al trasferimento di persone migranti nei <\/i>CPR<i> con certificati ritenuti \u201cfalsi\u201d dalla procura, il 16 settembre Nicola ha subito una perquisizione di polizia ed \u00e8 risultato indagato per associazione a delinquere. Oltre a dare solidariet\u00e0 a Nicola per questa accusa, lo abbiamo incontrato per approfondire con lui alcune questioni aperte da questa vicenda.<\/i><\/p>\n<p><i><br \/>\n<\/i><i>Nel volume pubblicato in sua memoria (<\/i>Per una medicina da rinnovare. Scritti 1966-1976<i>, PiGreco, 2025), c\u2019\u00e8 un testo di Giulio Maccacaro, \u201cOperacion Verdad\u201d, che racconta cosa accadde in Cile quando la corporazione medica scese in campo contro Salvador Allende finendo per accettare l\u2019uso della medicina come strumento di controllo sociale da parte della dittatura di Pinochet. Quando un regime \u2013 anche un regime democratico \u2013 arriva a cooptare i medici siamo in un momento di grande crisi. Hai mai considerato questa prospettiva nel tuo agire o hai semplicemente utilizzato la tua conoscenza, competenza, professionalit\u00e0?<\/i><\/p>\n<p>Come Rete <i>Mai pi\u00f9 lager \u2013 No ai CPR<\/i> siamo partiti recependo due richieste che venivano dal basso. La prima arrivava dalle testimonianze dall\u2019interno dei CPR: grazie al centralino di una rete di attivisti abbiamo avuto notizie delle condizioni di degrado, sofferenza, abbandono, violenza. L\u2019altra spinta, parallela e convergente, \u00e8 stata quella del disagio dei medici, chiamati, dall\u2019introduzione della Direttiva Lamorgese nel 2022, a fare queste valutazioni di idoneit\u00e0, vissute come qualcosa di improprio in base all\u2019etica professionale: il mandato del medico \u00e8 puramente dedicato alla cura, alla prevenzione, alla presa in carico, non pu\u00f2 avere delle ambiguit\u00e0, che pure ci sono in altri ambiti. Io, ad esempio, lavoravo e lavoro in ambito carcerario, dove questa ambiguit\u00e0 \u00e8 quotidiana, per\u00f2 ci sono dei paletti, delle tutele, che permettono al medico di preservare quanto pi\u00f9 possibile la propria autonomia.<br \/>\nDa queste due spinte \u00e8 nata una riflessione teorica che ha preso in considerazione aspetti sociologici e deontologici anche partendo da esempi di altre epoche storiche, come i medici nazisti e le dittature sudamericane, dove ai medici veniva addirittura chiesto di fare una valutazione dell\u2019idoneit\u00e0 dei corpi dei prigionieri che dovevano essere torturati, che \u00e8 quanto di meno medico possa esistere. Abbiamo iniziato a fare una ricerca della letteratura scientifica sui CPR; io feci una prima review nel 2023, come consulente del Garante nazionale dei detenuti, in cui raccolsi una ventina di studi pubblicati a livello internazionale, in particolare su Europa, Stati Uniti e Australia, che descrivevano la patogenicit\u00e0 di questi centri. Negli anni successivi abbiamo aggregato ulteriori studi ed evidenze e questo ha portato alla proposta della campagna della SIMM, dell\u2019Associazione Studi Giuridici sull\u2019Immigrazione e della rete <i>Mai pi\u00f9 lager \u2013 No ai CPR<\/i>, dove si\u00a0 dice in maniera molto lineare che, dal momento che la detenzione amministrativa ha delle caratteristiche di patogenicit\u00e0, come medici dobbiamo interrogarci su come sia possibile dare una valutazione di idoneit\u00e0.<br \/>\nSottolineo questo percorso perch\u00e9 la nostra posizione non nasce solo da una postura scientifica, ma soprattutto dall\u2019esperienza. La patogenicit\u00e0 della detenzione amministrativa si sostanzia su tre livelli e il primo livello \u00e8 quello delle testimonianze, che spesso vengono dimenticate perch\u00e9 ormai siamo anestetizzati ai racconti della sofferenza. Sulle pagine social della Rete c\u2019\u00e8 una raccolta di testimonianze, una sorta di enciclopedia della sofferenza dei CPR. Il secondo livello \u00e8 quello della letteratura grigia pubblicata negli ultimi dieci anni: report di associazioni indipendenti, accessi del garante nazionale e dei parlamentari, inchieste giornalistiche. E infine ci sono le evidenze scientifiche, quel corpus di 50-100 articoli che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha poi raccolto in due report, l\u2019ultimo pubblicato a gennaio 2026, che sostanzialmente dicono che questi sono dei posti dove la gente si ammala. Da questo si pu\u00f2 desumere la violazione dei diritti e la riflessione deontologica di medici che devono dichiarare che delle persone sono idonee ad andare in posti che sono di volta in volta definiti \u201cpatogeni\u201d, \u201c<i>torturing environment<\/i>\u201d, \u201cluoghi di <i>mismedication<\/i>\u201d, di \u201c<i>uncare<\/i>\u201d, di \u201cnecropolitica\u201d.<br \/>\nSi trova di tutto nella letteratura scientifica. Per\u00f2 ci tengo a ripetere che la nostra decisione \u00e8 nata prima della raccolta delle evidenze, anche se oggi vale molto di pi\u00f9 un grafico pubblicato su <i>Lancet<\/i> che la testimonianza di una vita che \u00e8 passata nei CPR. Ma se pensate agli scritti di Basaglia, non troverete mai un dato epidemiologico, un grafico, un numero, una percentuale, perch\u00e9 la battaglia per la chiusura dell\u2019istituzione passava per una riflessione politico-culturale, prima che di sanit\u00e0 pubblica. Basaglia diede voce alle persone che stavano nei manicomi e abbiamo cercato di farlo anche noi, dando importanza alle testimonianze dall\u2019interno dei CPR.<\/p>\n<p><i>Non \u00e8 la prima volta che i centri per il rimpatrio vengono contestati e non \u00e8 la prima volta che si prova a utilizzare i medici contro i migranti privi di documenti. Cosa ha portato oggi addirittura a un\u2019accusa per associazione a delinquere?<\/i><\/p>\n<p>Mi sembra la conseguenza di un clima che tende a intimidire e criminalizzare tutti coloro che cercano di normalizzare le questioni che riguardano le persone migranti, soprattutto dal punto di vista dei diritti, e il diritto alla salute \u00e8 stato sempre trattato in una prospettiva emergenziale. Nel 1998 la legge Turco-Napolitano, la stessa che cre\u00f2 i CPT, istitu\u00ec il tesserino STP (Stranieri temporaneamente presenti), con il quale si decise di dare assistenza sanitaria alle persone considerate irregolari, dando loro un codice per l\u2019accesso ai servizi sanitari, ma senza fare una scelta strutturale (e questo pone problemi ancora oggi). C\u2019\u00e8 poi stato l\u2019assurdo del pacchetto sicurezza di Maroni, nel 2009, quando si voleva imporre ai medici, in veste di pubblici ufficiali, di denunciare le persone considerate irregolari, perch\u00e9 senza permesso di soggiorno; questo andava al di l\u00e0 di ogni possibile comprensione deontologica e credo sia stato l\u2019ultimo momento in cui la classe medica \u00e8 riuscita a ottenere un risultato politico che non fosse corporativo o legato ai propri interessi. All\u2019epoca scesero in piazza gli ordini dei medici, con la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) assieme alla SIMM, altrimenti la campagna \u201cNoi non denunciamo\u201d non avrebbe mai avuto successo.<br \/>\nAggiungiamo la criminalizzazione del soccorso in mare e alle frontiere. Si crea un contrasto, che in realt\u00e0 avviene sulla pelle delle persone migranti: da una parte un potere politico sempre pi\u00f9 pervasivo, che non riconosce le persone migranti come persone ma come mezzo di propaganda; dall\u2019altra le figure che invece vogliono difendere la sacralit\u00e0 di quei corpi, di quelle persone, di quelle storie.<br \/>\nOggi il razzismo istituzionale porta ad accettare che le persone migranti siano completamente deumanizzate e questo giustifica che possano stare nei CPR o rientrare in processi di deportazione sempre pi\u00f9 semplici ed esternalizzati. Forse quello che sta facendo incazzare chi governa \u00e8 che siano dei medici \u2013 quindi figure importanti a livello sociale, di cui la gente si fida e che hanno anche un valore di pubblico ufficiale \u2013 a opporsi a questo, non solo gli attivisti politici. Questo per il potere \u00e8 inaccettabile perch\u00e9, finch\u00e9 si vuole restare in un ambito di regime democratico, sar\u00e0 sempre necessario un bollino di accettabilit\u00e0 sanitaria per permettere di far andare avanti quella macchina deumanizzante, altrimenti si torna a un contesto di violazione dei diritti pre-novecentesco. Un medico che metta la firma lo devono sempre trovare, altrimenti siamo fuori dalla Costituzione.<br \/>\nA livello giudiziario, la definizione di \u201cfalso\u201d ha purtroppo assunto un valore che non \u00e8 pi\u00f9 legato alla riflessione etica, deontologica e culturale, ma al dibattimento in un\u2019aula di giudizio, con degli effetti importanti anche sulle vite dei medici inquisiti. Quindi s\u00ec, io vedo una continuit\u00e0 in questa criminalizzazione di chi osa mettere in dubbio il sistema di razzismo istituzionale imperante. Anche senza usare la parola \u201clager\u201d, che lo stesso Basaglia ha usato, termini come \u201cdeportazione\u201d, \u201csegregazione\u201d, \u201capartheid\u201d per noi sono semplicemente descrittivi. Io non riesco a pensare che ci sia possibilit\u00e0 di dialogo in questo momento con chi continua a parlare delle persone migranti come criminali da detenere, espellere, cancellare. Per me \u00e8 impossibile, perch\u00e9 al centro del mio lavoro e della mia riflessione c\u2019\u00e8 il rispetto del corpo delle persone.<\/p>\n<p><i>Hai fatto cenno a Basaglia e hai proposto un parallelo tra CPR e manicomi. Da medico, vuoi raccontarci cosa succede al bisogno sanitario di una persona dentro un CPR?<\/i><\/p>\n<p>In un CPR non viene garantito il diritto alla salute cos\u00ec come noi lo intendiamo per le persone italiane. Siamo in un paese occidentale, con un Sistema Sanitario Nazionale, in cui il diritto alla salute \u00e8 un diritto costituzionale fondamentale sancito per ogni individuo. Il CPR \u00e8 fuori dall\u2019articolo 32 della Costituzione per almeno due motivi. Il primo riguarda il meccanismo degli appalti: i CPR sono luoghi di detenzione appaltati a degli enti gestori privati, che quindi ci devono fare un profitto, e il diritto alla salute fa parte banalmente del capitolato d\u2019appalto. Tra i servizi su cui si taglia c\u2019\u00e8 sicuramente la sanit\u00e0. I medici che ci lavorano \u2013 con tutto il rispetto per la loro professionalit\u00e0 \u2013 hanno degli orari di lavoro che non garantiscono che i luoghi di salute dei CPR possano essere definiti ambulatori o cliniche: sono solo delle infermerie. Inoltre, a questi medici non viene fatta una formazione adeguata. Gli infermieri sono invece assunti tramite cooperative e fanno delle turnistiche che sono assolutamente fuori dal contratto nazionale.<br \/>\nIl secondo motivo \u00e8 quello che si definisce \u201cdoppia lealt\u00e0\u201d. Il medico che lavora in un CPR (ma la stessa cosa si pu\u00f2 dire per il carcere) si trova a dover essere \u201cleale\u201d verso due realt\u00e0: verso il suo paziente, come da giuramento di Ippocrate e da codice deontologico, e, inevitabilmente, verso l\u2019ente che gli d\u00e0 il lavoro e le forze di polizia che gestiscono il centro. Ne abbiamo una dimostrazione per il fatto che negli ultimi anni molte persone che sono state rilasciate dai CPR hanno poi denunciato episodi di violenza da parte della polizia o episodi di malacondotta su problematiche sanitarie: nessuna di queste denunce ha avuto il sostegno di uno dei medici che lavorano all\u2019interno dei CPR, nonostante i medici abbiano l\u2019obbligo di denuncia, ad esempio nel caso di persone picchiate dalla polizia. Se il medico denuncia non lavorer\u00e0 pi\u00f9 per quel centro.<br \/>\nA questo si lega la questione della deriva manicomiale che caratterizza questi luoghi. Il CPR si configura come un luogo di segregazione dell\u2019Altro, cos\u00ec come era di fatto il manicomio. Inevitabilmente, nel CPR le problematiche di salute mentale sono quelle che esplodono pi\u00f9 facilmente, sia per chi arriva con problematiche pregresse, che quindi non vengono filtrate dal meccanismo dei certificati di idoneit\u00e0, sia per persone che non hanno problemi di salute mentale ma li sviluppano proprio a causa della psicopatogenicit\u00e0 del CPR stesso. Se tu crei delle strutture dove vuoi segregare l\u2019Altro per tenere \u201cpura\u201d la societ\u00e0, quell\u2019Altro che verr\u00e0 segregato star\u00e0 male. E diventer\u00e0 matto, sempre per citare Basaglia. Questo crea una correlazione con la lotta anti-istituzionale degli anni Settanta.<\/p>\n<p><i>Quanto \u00e8 diffusa questa cultura nei medici, negli psichiatri?<\/i><\/p>\n<p>L\u2019approccio puramente specialistico e psicofarmacologico porta molti psichiatri a non vedere tutto l\u2019aspetto dei determinanti sociali di salute in luoghi come il CPR e il carcere, perch\u00e9 la detenzione \u00e8 di per s\u00e9 uno dei massimi determinanti sociali di psicopatogenicit\u00e0: non vedono che quella sofferenza mentale \u00e8 frutto del contesto in cui le persone vivono. Se lo psichiatra vede la persona che viene portata in pronto soccorso dopo un tentativo di suicidio e scrive \u201cepisodio di agitazione psicomotoria, gesto autolesivo a scopo dimostrativo, pu\u00f2 tornare in CPR, si raccomanda stretto monitoraggio\u201d, questa non \u00e8 una diagnosi psichiatrica post-basagliana! Questo \u00e8 evidentemente un tentativo di non prendere in carico una persona che mostra una sofferenza mentale. \u00c8 un\u2019abdicazione del lavoro dello psichiatra; \u00e8 il fallimento di tutto l\u2019insegnamento di Basaglia. L\u2019intervento degli psichiatri non si traduce in una maggiore tutela, per cui lo psichiatra potrebbe dire \u201cio rilevo che questa persona ha dei problemi, non pu\u00f2 stare nel CPR, immettiamolo in un percorso di cura\u201d; al contrario\u00a0 normalizza la presenza di persone con problemi di salute mentale nei centri e sopperisce con un abuso di psicofarmaci, perch\u00e9 in un luogo sostanzialmente psicopatogeno l\u2019unico modo che si intravede per mantenere la calma sono gli psicofarmaci. \u00c8 la \u201ccamicia di forza farmacologica\u201d di basagliana memoria. Di questo potrei fare tanti esempi.<\/p>\n<p><i>Possiamo leggere in questo modo la vicenda di Moussa Balde, il ragazzo che si suicid\u00f2 nel CPR di Torino nel 2021.<\/i><\/p>\n<p>Moussa Balde fu vittima di un\u2019aggressione razzista a Ventimiglia e, mentre si trovava ancora nel pronto soccorso dell\u2019ospedale di Bordighera con la testa fasciata, vide arrivare dei poliziotti che gli chiesero i documenti. Lui i documenti non li aveva e nel giro di pochissimo tempo si trov\u00f2 nel CPR di Torino. Era un ragazzo che si potrebbe definire integrato (nelle foto in rete ha la maglietta \u201cImperia antirazzista\u201d), tre italiani l\u2019hanno massacrato di botte, tra l\u2019altro di fronte alla Questura di Ventimiglia (durante il processo la poliziotta che si trovava nella questura aveva detto di non essere intervenuta perch\u00e9, essendo sola, non poteva lasciare il posto). Nel CPR \u00e8 entrato in un vortice psicopatogeno, continuava a dire \u201cperch\u00e9 mi avete messo in carcere quando sono io la vittima dell\u2019aggressione?\u201d; nel giro di tre settimane questo vortice psicopatogeno lo ha portato a diventare sempre pi\u00f9 richiestivo, agitato, e il coordinatore medico decise di metterlo nel cosiddetto ospedaletto, un luogo terrificante, che io ho visitato col Garante nazionale quando era gi\u00e0 stato messo sotto sequestro e che era sostanzialmente costruito come un grosso fienile, con delle aie per polli all\u2019esterno, come spazi d\u2019apertura, e delle celle di pochi metri quadri. In una di queste celle entravano piccioni e Moussa Balde dovette restare mezza giornata in mezzo alle cacche di piccione; in un\u2019altra di queste celle si \u00e8 infine impiccato.<br \/>\nL\u2019antropologo medico Roberto Beneduce ha fatto un\u2019analisi impressionante del processo di bestializzazione di Moussa Balde nel CPR. Sicuramente \u00e8 stata la prima vicenda a far conoscere all\u2019esterno come possa diventare la permanenza in questi centri. Riassume tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato: il fatto di finire in detenzione senza aver commesso reati, solo perch\u00e9 ti trovi a essere una persona considerata irregolare; la violenza medica che non ti protegge da quello che ti sta succedendo ma ti mette in isolamento; la deriva manicomiale, perch\u00e9 la problematica di salute mentale \u00e8 stata del tutto misconosciuta, trattata solo con dei sedativi e con l\u2019isolamento; e infine la patogenicit\u00e0 nella sua massima espressione, che ha portato alla morte di Moussa Balde. Il processo, pur avendo portato nel 2026 alla condanna della direttrice del CPR, \u00e8 anche un\u2019occasione mancata perch\u00e9 non ha messo in discussione le modalit\u00e0 della gestione medica della vicenda.<\/p>\n<p><i>Come si pu\u00f2 rilanciare ora la lotta contro i CPR e per delle politiche migratorie diverse?<\/i><\/p>\n<p>Il 24 ottobre \u00e8 prevista una manifestazione della rete <i>Mai pi\u00f9 lager \u2013 No ai CPR<\/i> a Castelvolturno, che dovrebbe essere la sede di un altro CPR e dove la risposta contraria da parte della popolazione \u00e8 molto forte e chiara. Inoltre, \u00e8 prioritario mantenere alta la guardia nei confronti del <i>Patto europeo sull\u2019asilo e l\u2019immigrazione<\/i> perch\u00e9 quel framework normativo \u00e8 lo strumento che si \u00e8 data l\u2019Europa per normalizzare il razzismo istituzionale che sta imperando. Nei prossimi anni, uno dei nostri compiti, sia come professionisti che come attivisti, sar\u00e0 smontare tutti gli aspetti del Patto europeo che configurano l\u2019approccio al fenomeno migratorio con un piglio securitario, criminalizzante, deumanizzante. Il termine \u201cmigranticidio\u201d, coniato da alcuni sociologi, mi sembra sintetizzi bene questa situazione. Il migranticidio \u00e8 figlio delle politiche dei paesi europei che oggi non si vergognano pi\u00f9 nemmeno di usare il termine \u201cremigrare\u201d; il Patto europeo \u00e8 la facciata \u201cbuona\u201d di quelle stesse politiche.<br \/>\nSui CPR ci aspettiamo che il governo, in una nuova legge apposita, per risolvere il problema tolga la richiesta di valutazione medica dell\u2019idoneit\u00e0; ma noi lo contesteremo, perch\u00e9 questo viola l\u2019articolo 32 della Costituzione.<br \/>\nQueste battaglie, per\u00f2, non possono essere condotte solo dai medici: i medici non risolveranno il problema dei CPR, serve una mobilitazione politica pi\u00f9 ampia. Come ho detto altre volte, il problema non sono i medici accusati di un reato tutto da dimostrare, ma le condizioni in cui facciamo vivere le persone migranti nel nostro paese.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/contro-il-razzismo-istituzionale-labolizione-dei-centri-di-permanenza-per-il-rimpatrio-cpr\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/contro-il-razzismo-istituzionale-labolizione-dei-centri-di-permanenza-per-il-rimpatrio-cpr\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Nicola Cocco) Foto di Michele Conti Nicola Cocco \u00e8 medico infettivologo, fa parte della Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) ed \u00e8 stato consulente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libert\u00e0 personale. \u00c8 attivo nella Rete Mai pi\u00f9 lager \u2013 No ai CPR, che chiede la chiusura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (in passato denominati CPT, Centri di permanenza temporanea, poi CIE, Centri per l\u2019identificazione e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":90920,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GliAsini-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-prI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97818"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97818"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97818\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97819,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97818\/revisions\/97819"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/90920"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}