{"id":97858,"date":"2026-11-04T10:15:58","date_gmt":"2026-11-04T09:15:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97858"},"modified":"2026-11-04T10:09:56","modified_gmt":"2026-11-04T09:09:56","slug":"luniversita-si-svuota-e-non-e-colpa-degli-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97858","title":{"rendered":"L\u2019universit\u00e0 si svuota. E non \u00e8 colpa degli studenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Nicola Del Sarto)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97859\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/pngtree-a-long-empty-hospital-corridor-with-polished-floor-reflecting-the-overhead-image_20630219-300x164.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/pngtree-a-long-empty-hospital-corridor-with-polished-floor-reflecting-the-overhead-image_20630219-300x164.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/pngtree-a-long-empty-hospital-corridor-with-polished-floor-reflecting-the-overhead-image_20630219-768x419.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/pngtree-a-long-empty-hospital-corridor-with-polished-floor-reflecting-the-overhead-image_20630219.webp 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Se l\u2019ateneo diventa un luogo dove superare esami, cercare la strada pi\u00f9 rapida \u00e8 razionale. Per cambiare le abitudini di studio servono universit\u00e0 in cui valga la pena stare.<\/em><\/p>\n<p>Ci lamentiamo perch\u00e9 gli studenti leggono sempre meno manuali e preparano gli esami soprattutto con slide, appunti e riassunti. Un\u2019indagine realizzata da Talents Venture per l\u2019Associazione Italiana Editori, che ha coinvolto 463 docenti di 34 atenei, registra una preoccupazione diffusa per la preparazione degli studenti. \u00c8 la percezione dei professori, non una misurazione diretta di quanto gli studenti imparino. Ma solleva una domanda importante: che universit\u00e0 abbiamo costruito intorno a loro?<\/p>\n<p>Ci lamentiamo perch\u00e9 gli studenti trattano l\u2019universit\u00e0 come un luogo dove sostenere esami. Eppure abbiamo progressivamente costruito un sistema che li incentiva a viverla proprio cos\u00ec. Se il traguardo \u00e8 superare una prova, prepararsi sulle slide pu\u00f2 essere una scelta razionale: permette di concentrarsi sugli argomenti essenziali e passare pi\u00f9 rapidamente all\u2019esame successivo. Non significa necessariamente imparare altrettanto. Significa rispondere a un percorso scandito da crediti da accumulare, prove da superare e tempi di laurea da rispettare.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un aspetto di cui parliamo meno: le nostre universit\u00e0 sono luoghi nei quali \u00e8 piacevole trascorrere il proprio tempo? In molte sedi gli spazi sono organizzati soprattutto intorno alle attivit\u00e0 programmate: aule per le lezioni, corridoi per spostarsi, biblioteche spesso affollate. Non sempre ci sono ambienti accoglienti nei quali fermarsi a studiare, discutere o incontrare altre persone. Esistono naturalmente atenei e dipartimenti che hanno investito molto in questa direzione. Ma se l\u2019universit\u00e0 offre poche occasioni di vita condivisa al di fuori delle attivit\u00e0 obbligatorie, \u00e8 comprensibile che venga frequentata soprattutto per quelle.<\/p>\n<p>Una riflessione analoga riguarda i docenti. La presenza quotidiana nei dipartimenti \u00e8 condizionata da fattori organizzativi e logistici: la distanza tra casa e lavoro, gli impegni didattici e amministrativi, il tempo da dedicare alla ricerca. E non tutti i dipartimenti offrono spazi e occasioni di confronto che rendano naturale trascorrervi l\u2019intera giornata. Non \u00e8 una questione di scarso impegno individuale, ma di condizioni che possono ridurre le opportunit\u00e0 di vivere l\u2019universit\u00e0 come comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo studente intermittente e il professore intermittente producono cos\u00ec un\u2019universit\u00e0 intermittente: un luogo che tutti attraversano, ma che sempre meno persone abitano davvero. Eppure un ateneo dovrebbe essere molto pi\u00f9 di un posto nel quale qualcuno tiene lezioni e qualcun altro sostiene esami. Dovrebbe permettere a persone con competenze e curiosit\u00e0 differenti di trascorrere abbastanza tempo insieme da far nascere idee impreviste.<\/p>\n<p>Uno studente che si ferma a parlare con un professore, due ricercatori che scoprono davanti a un caff\u00e8 di occuparsi dello stesso problema, un seminario seguito semplicemente perch\u00e9 interessante: sono momenti che non assegnano crediti e difficilmente entrano negli indicatori di valutazione. Eppure fanno parte della formazione e della produzione di conoscenza. Se studenti e docenti si incontrano quasi soltanto per attivit\u00e0 programmate, queste occasioni si rarefanno.<\/p>\n<p>Per questo la qualit\u00e0 degli spazi non \u00e8 un lusso estetico. Biblioteche luminose, cortili, giardini, caffetterie, sale comuni e luoghi nei quali studiare e lavorare insieme sono infrastrutture della conoscenza. Non servono campus da cartolina: servono ambienti che offrano buone ragioni per rimanere anche quando non c\u2019\u00e8 nulla di obbligatorio da fare. Investirvi significa investire nelle relazioni che rendono possibile imparare e fare ricerca.<\/p>\n<p>La crescita delle universit\u00e0 telematiche rende ancora pi\u00f9 evidente la questione. Se un ateneo tradizionale viene percepito soltanto come un servizio che offre lezioni, materiali ed esami, l\u2019online pu\u00f2 risultare pi\u00f9 flessibile. L\u2019universit\u00e0 in presenza dovrebbe valorizzare ci\u00f2 che uno schermo difficilmente sostituisce: la condivisione quotidiana di spazi, esperienze e relazioni.<\/p>\n<p>Torniamo allora alle slide e ai manuali. Il punto non \u00e8 solo quali materiali scelgano gli studenti, ma che significato attribuiscano all\u2019esperienza universitaria. Quando l\u2019ateneo diventa una successione di prove da superare, cercare il modo pi\u00f9 efficiente per farlo \u00e8 comprensibile. Se desideriamo un rapporto pi\u00f9 profondo con lo studio, dobbiamo offrire a studenti e professori qualcosa di pi\u00f9 di un calendario di obblighi: un\u2019universit\u00e0 nella quale valga la pena restare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/luniversita-si-svuota-e-non-e-colpa-degli-studenti\/\">https:\/\/www.roars.it\/luniversita-si-svuota-e-non-e-colpa-degli-studenti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Nicola Del Sarto) Se l\u2019ateneo diventa un luogo dove superare esami, cercare la strada pi\u00f9 rapida \u00e8 razionale. Per cambiare le abitudini di studio servono universit\u00e0 in cui valga la pena stare. Ci lamentiamo perch\u00e9 gli studenti leggono sempre meno manuali e preparano gli esami soprattutto con slide, appunti e riassunti. 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