{"id":97871,"date":"2026-11-05T09:00:42","date_gmt":"2026-11-05T08:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97871"},"modified":"2026-11-04T22:44:35","modified_gmt":"2026-11-04T21:44:35","slug":"la-guerra-in-ucraina-verso-una-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97871","title":{"rendered":"La guerra in Ucraina verso una svolta?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Mirko Molteni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491857.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"thumb-wrap\"><em>Negli ultimi giorni, mentre si attende a giorni il vertice trilaterale fra Russia, Ucraina e Stati Uniti d\u2019America negli Emirati Arabi Uniti, si sono moltiplicati segnali contraddittori che vedono da un lato il governo di Kiev dirsi intransigente sulla questione dei territori occupati, salvo poi rendersi conto del progressivo indebolimento dell\u2019apparato difensivo, sia di fronte a una pressione russa a terra, soprattutto nei settori del Donetsk e di Kharkiv, che non accenna a calare, sia nei confronti di una offensiva aero-missilistica russa che, specialmente nel campo dei missili balistici sfrutta la carenza estrema di missili intercettori Patriot, ormai praticamente esauriti. Un quadro nel complesso favorevole a un eventuale accordo che tenga conto maggiormente delle condizioni di Mosca, che comunque tratterebbe da una posizione di maggior forza.<\/em><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>Gli Stati Uniti riuniranno la prossima settimana ad Abu Dhabi le delegazioni di Ucraina e Russia per colloqui sulla fine della guerra di Mosca contro l\u2019Ucraina. Ad annunciarlo su X \u00e8 l\u2019inviato americano Steve Witkoff (nella foto sotto), spiegando che le discussioni si terranno il 10 e 11 novembre e riguarderanno \u201caccordi di sicurezza postbellici, de-escalation, misure umanitarie e la fine della guerra\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202926 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491805.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>L\u2019incontro si terr\u00e0 in un contesto in cui l\u2019Ucraina, pur riuscendo a colpire in profondit\u00e0 il territorio russo, resta la parte pi\u00f9 debole, vulnerabile e sicuramente pi\u00f9 pressata, anche sul fronte terrestre, oltre che aereo.<\/p>\n<p>Tanto da poter affermare che, di fatto, in questo periodo, l\u2019Ucraina, spossata nella sua interezza, \u00e8 costretta a cercare di chiudere rapidamente il conflitto, mentre la Russia, pur danneggiata dai droni e missili nemici in alcuni settori specifici, come quello\u00a0 delle raffinerie di idrocarburi, non vi \u00e8 costretta nel vero senso della parola, ovvero pu\u00f2 scegliere, date l\u2019ampio margine concessole dalle colossali dimensioni, riserve e potenzialit\u00e0, di trattare o non trattare, mantenendo nel contempo l\u2019offensiva.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 timidi segnali di compromesso, circoscritti a specifiche questioni, emersi verso la fine di ottobre sembrano pi\u00f9 dovuti alla volont\u00e0 russa di concedere qualcosa per sondare il terreno, che a una fantomatica, e praticamente inesistente, capacit\u00e0 ucraina di imporre a Mosca proprie volont\u00e0. A parte il rinnovo di una gi\u00e0 affermata serie di scambi di prigionieri, con l\u2019ultimo accordo in tal senso concretizzatosi il 23 ottobre scorso con il rimpatrio di 270 militari per parte, ha spiccato soprattutto la tregua umanitaria nella martoriata cittadina di Oleshky, situata nella porzione di Kherson occupata dai russi, a Est del basso corso del fiume Dnepr.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La tregua a Oleshky<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il centro abitato sorge sulla riva sinistra del fiume e si trova a soli 5 km dal capoluogo regionale Kherson, che inizialmente occupato dai russi nel 2022 era stato ripreso degli ucraini gi\u00e0 nel primo autunno di guerra.<\/p>\n<p>La tregua, durata dalla mattina del 27 ottobre fino alla sera del 1\u00b0 novembre e organizzata col contributo della moglie del presidente americano Donald Trump, la first lady Melania, \u00e8 stata da essa definita \u201cun successo\u201d quando ne ha tracciato un bilancio il 2 novembre: \u201c<em>Il cessate il fuoco si \u00e8 concluso. La missione \u00e8 stata un successo, fornendo aiuti essenziali alla regione e consentendo l\u2019evacuazione di quasi 800 persone. A nome degli Stati Uniti, mi congratulo con la Russia e l\u2019Ucraina per la loro leadership e cooperazione in merito al cessate il fuoco di Oleshky. Spero che serva da base per una pace duratura tra le due nazioni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sempre il 2 novembre, entrambi i governi, russo e ucraino, si sono scambiati accuse reciproche di aver approfittato della tregua per riorganizzare le proprie truppe nel settore interessato, ma hanno ammesso che non ci sono state violazioni sostanziali del cessate il fuoco.<\/p>\n<p>Oleshky, attualmente sventrata dai bombardamenti, contava fino al 2022, prima dello scoppio del conflitto, pi\u00f9 di 24.000 abitanti, ma vi sono rimasti ancora 2000 civili a cui mancano cibo e medicinali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202700 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P2025122-10.jpg\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"905\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 fin dal 16 ottobre lo stesso Papa Leone XIV ha chiesto espressamente al presidente russo Vladimir Putin un cessate il fuoco localizzato nell\u2019area della citt\u00e0 per motivi umanitari, nel corso della telefonata di quel giorno tra il Santo Padre e lo \u201czar\u201d del Cremlino. A ci\u00f2 \u00e8 seguita una trattativa mediata da Melania Trump che ha dialogato anche con la Commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova. Certamente il ruolo basilare degli Stati Uniti, nel far raggiungere ai due contendenti questo accordo localizzato era gi\u00e0 visto come un possibile \u201cassaggio\u201d di quanto potrebbe scaturire da un trilaterale di successo.<\/p>\n<p>La tregua per Oleshky \u00e8 iniziata ufficialmente alle 3.00, ora di Kiev, ossia le 4.00 di Mosca, del 27 ottobre ed \u00e8 terminata alle ore 23.00 del 1\u00b0 novembre. Il ministero della Difesa russo ha annunciato: \u201cIn relazione alla preparazione di un\u2019operazione umanitaria nell\u2019area del villaggio di Oleshky, nella regione di Kherson, le Forze Armate della Federazione Russa hanno cessato il fuoco in direzione di Kherson e introdotto un \u2018regime di silenzio\u2019 dalle 4 ora di Mosca del 27 ottobre 2026\u201d.<\/p>\n<p>Anche gli ucraini l\u2019hanno confermato, con l\u2019annuncio da parte di Dmytro Lubinets, Commissario parlamentare per i diritti umani in Ucraina, che ha parlato di \u201ccessate il fuoco nell\u2019area di Oleshky, nell\u2019oblast di Kherson, attualmente sotto occupazione russa\u201d. Fin dal primo giorno, Lubinets s\u2019\u00e8 recato sul posto per coordinare gli aiuti umanitari, come rimarcato dal capo dell\u2019ufficio presidenziale ucraino, Kyrylo Budanov: \u201c<em>La vita di ogni ucraino non ha prezzo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non era del tutto scontato che le cose filassero lisce. Ancora il 26 ottobre, alla vigilia della tregua, un dispaccio del ministero della Difesa russo lamentava che le truppe ucraine stavano minando le vie d\u2019accesso alla citt\u00e0: <em>\u201cLe truppe ucraine minano a distanza le vie di accesso utilizzando droni, con l\u2019obiettivo di impedire l\u2019evacuazione della popolazione civile e bloccare la consegna di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessit\u00e0 all\u2019insediamento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ottimista, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov auspicava che gli ucraini stessero ai patti: \u201c<em>Si spera che la parte ucraina rispetti tutti gli accordi raggiunti con la partecipazione diretta dei negoziatori americani che rappresentano Melania Trump\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E aggiungeva: \u201c<em>La tregua a Oleshky pu\u00f2 essere un precedente per altre iniziative, specie per motivi umanitari, soprattutto quando si tratta dell\u2019intervento diretto, molto positivo e coordinato, della parte americana, dei negoziatori americani, e della First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Un esplicito ringraziamento agli USA che si inquadra nel processo di disgelo Mosca-Washington dell\u2019attuale amministrazione Trump, unico realistico catalizzatore di una possibile cessazione, o interruzione, delle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>A ricordare al mondo il ruolo avuto anche dal Vaticano, fin dal primo giorno della tregua locale \u00e8 arrivato a Oleshky l\u2019Elemosiniere del Papa, l\u2019agostiniano spagnolo monsignor Luis Mar\u00edn de San Mart\u00edn, che recava con s\u00e9 un cospicuo carico di aiuti comprendente 600 scatoloni di abiti invernali, coperte, biancheria e cibo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202927 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/F20261019AH-2028.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Intanto il governatore russo della parte della regione del Kherson annessa unilateralmente dalla Russia, Vladimir Saldo, ha detto che le strade per la citt\u00e0 erano in fase di sminamento per consentire le evacuazioni: \u201c<em>Strutture per l\u2019accoglienza temporanea sono gi\u00e0 state preparate e daremo assistenza a chiunque vorr\u00e0 partire e rimanere in Russia i cittadini che vorranno partire per il territorio ucraino per riunirsi con le loro famiglie potranno farlo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Anche la commissaria Lantratova ha confermato che \u201c<em>a breve potranno cominciare le partenze dalla citt\u00e0 di coloro che se ne vogliono andare<\/em>\u201d. Che lo sminamento stia procedendo bene lo ha confermato il 28 ottobre anche il commissario ucraino Lubinets: \u201c<em>Forze ucraine e russe hanno iniziato le operazioni di sminamento per garantire il passaggio di aiuti umanitari diretti a Oleshky. Anche questo risultato \u00e8 frutto del lavoro congiunto con la controparte russa, Yana Lantratova<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il 30 ottobre la Lantratova ha detto che <em>\u201cla missione umanitaria di oggi \u00e8 stata completata\u201d e che l\u2019evacuazione dei civili \u00e8 stata compiuta con \u201c25 autobus e 9 ambulanze<\/em>\u201d. Tuttavia le operazioni di sminamento sono state funestate dalla tragica morte accidentale di un geniere e un\u2019altra persona.<\/p>\n<p>Il giorno 31 i russi hanno accusato gli ucraini d\u2019aver violato il cessate il fuoco lanciando un drone su un\u2019automobile civile con a bordo un uomo e una donna che uscivano da Oleshky, all\u2019incrocio di Nechaevskij, per fare la spesa nella vicina Radensk. I due civili sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale, ma gli ucraini hanno negato l\u2019attacco.<\/p>\n<p>Nelle stesse ore il portavoce militare di Kiev Maksym Kravchuk asseriva: <em>\u201cI russi hanno usato la pausa per scopi militari. Hanno avvicendato unit\u00e0, rafforzato posizioni, installato protezioni anti-drone sulle strade, potenziato la logistica e portato munizioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel complesso la tregua ha retto e la commissaria russa ai diritti umani Yana Lantratova ha anticipato che <em>\u201cabbiamo concordato altre missioni umanitarie a Oleshky su base regolare\u201d.<\/em> Fra gli evacuati, alcuni hanno testimoniato: \u201cMangiavamo ci\u00f2 che riuscivamo a trovare, siamo arrivati persino a nutrirci di cani\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202928 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/F20261019AH-1687.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questa \u201cisola\u201d di sospensione dei combattimenti lungo un fronte altrimenti sempre caldo sembra quindi funzionare come fosse un esperimento, una piccola prova di laboratorio, in previsione di colloqui di ampio respiro per cercare di uscire dall\u2019impasse.<\/p>\n<p>E se la diplomazia si sta progressivamente muovendo, resta l\u2019incognita sul nodo dei territori e di un fronte che i russi tendono comunque a cercare di spingere pi\u00f9 in l\u00e0 approfittando della loro complessiva superiorit\u00e0 numerica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La tregua nella centrale atomica di Energodar<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Certo \u00e8 interessante che il 28 ottobre, ispirata probabilmente all\u2019esempio di Oleshky, sia emersa l\u2019idea di una tregua temporanea locale anche nell\u2019area della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in realt\u00e0 situata nella citt\u00e0 di Energodar e occupata dai russi fin dal 2022.<\/p>\n<p>L\u2019amministratore delegato dell\u2019agenzia atomica russa Rosatom, Alexei Likhachev, ha infatti affermato che i russi sono pronti per un cessate il fuoco per consentire la riparazione della linea di alimentazione elettrica Dneprovskaya della centrale, rifacendosi anche al precedente di una tregua che aveva gi\u00e0 permesso riparazioni.<\/p>\n<p>Affermando di essersi consultato con l\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia Atomica, Likhachev ha spiegato: \u201c<em>Per quanto riguarda la riparazione della linea Dneprovskaya, i nostri amici dell\u2019AIEA si sono assunti determinati obblighi per iniziare eventualmente le riparazioni in regime di cessate il fuoco. Non \u00e8 stata ancora presa alcuna decisione, siamo pronti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202929 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1490185.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>L\u2019esponente di Rosatom ha ricordato che gi\u00e0 il 15 ottobre c\u2019era stata una breve tregua per una riparazione: \u201cSiamo grati all\u2019AIEA per aver organizzato il lavoro, che abbiamo completato nei tempi previsti.<\/p>\n<p>La sicurezza della centrale nucleare in termini di fornitura di energia \u00e8 semplicemente aumentata entro due giorni da quel lavoro\u201d. L\u2019esempio di Oleshky, comunque potrebbe fare scuola pensando a una ipotetica serie di pause nei combattimenti a intermittenza in settori isolati del fronte, come una prova generale di un eventuale armistizio.<\/p>\n<p>Per il momento, comunque, non si pensa di replicare a breve. Il 2 novembre, sebbene la commissaria russa per i diritti dell\u2019infanzia Maria Lvova-Belova abbia suggerito che la Russia sarebbe pronta a ipotizzare tregue umanitarie simili, dal Cremlino Peskov ha detto che <em>\u201cnon ci sono piani per nuove iniziative come quella di Oleshky al momento\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><u>Il dilemma delle trattative<\/u><\/strong><\/p>\n<p>A dare retta alle notizie affastellatesi tra la fine di ottobre e l\u2019inizio di novembre del 2026, il nuovo mese appariva potenzialmente cruciale per arrivare a negoziati decisivi fra Ucraina e Russia con la mediazione americana, da tenersi probabilmente ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p>Ancora il 28 ottobre Trump, pur nel contesto della sua campagna elettorale in favore dei repubblicani per le elezioni di Mid Term per il Congresso di Washington, svoltesi il 3 novembre, ha detto che \u201c<em>molto presto verr\u00e0 organizzato un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky e penso che si possano compiere molti progressi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202685 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P20251228DT-1.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Poco dopo, ha voluto essere della partita anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che telefonando a Trump gli ha assicurato la disponibilit\u00e0 di Ankara <em>\u201cper rilanciare il processo diplomatico Ucraina-Russia e mettere fine alla guerra<\/em>\u201d, richiamandosi ai precedenti sforzi di mediazione della Turchia, come i colloqui di Istanbul della primavera 2022, che avrebbero potuto fermare la guerra gi\u00e0 nelle sue prime settimane se non fosse stato per l\u2019impicciarsi dei britannici nel convincere Zelensky ad alzare la posta, o come il patto sull\u2019export di grano dal Mar Nero, rimasto in vigore almeno un anno, da luglio 2022 a luglio 2023.<\/p>\n<p>Il 31 ottobre Zelensky ha incontrato in Turchia Erdogan, parlando con lui del trilaterale di novembre e chiamando anche i turchi a partecipare. Dal \u201csultano\u201d di Ankara, ha a sua volta incassato la critica \u201c<em>agli attacchi a navi mercantili nel Mar Nero<\/em>, chiunque li compia\u201d.<\/p>\n<p>Il clima apparentemente favorevole, ma non troppo, \u00e8 confermato da vari indizi, fra cui la presenza del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov alla ministeriale del G20 di Atlanta il 30 e il 31 ottobre.<\/p>\n<p>Alla conclusione del G20 dei ministri degli Esteri, Lavrov, dopo aver incontrato il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, ha detto che \u201cil presidente russo Vladimir Putin \u00e8 ancora pronto a incontrare a Mosca quello ucraino Volodymir Zelensky\u201d. Rubio si diceva tuttavia pi\u00f9 cauto: \u201c<em>Non so se una pace negoziata sia realizzabile in Ucraina. \u00c8 ci\u00f2 che stiamo cercando di scoprire\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Certo, sempre il 31 ottobre un segnale di sintonia ulteriore fra Mosca e Washington \u00e8 stata la collaborazione nello sventare un attentato potenzialmente sanguinoso.\u00a0I servizi segreti americani hanno infatti informato quelli russi di un possibile attacco terroristico che avrebbe potuto verificarsi quel giorno a Mosca, al museo Tsaritsyno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202454 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PrMi1YY7UXtWmAljGxvuaL.jpg\" alt=\"\" width=\"1880\" height=\"1160\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il controspionaggio russo FSB (l\u2019ex-KGB) ha dichiarato di aver ricevuto attraverso \u201ccanali di collaborazione consolidati\u201d, l\u2019avvertimento degli americani, adottando imprecisate \u201ccontromisure\u201d che avrebbero evitato l\u2019attacco. Parimenti, l\u2019ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ha confermato di \u201cessere a conoscenza di una minaccia credibile di un evento con elevato numero di vittime\u201d asserendo che \u201cil governo americano si sta coordinando con le autorit\u00e0 russe per una risposta\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, il 1\u00b0 novembre, s\u2019\u00e8 appreso che il presunto complottista era un minorenne, un russo di 17 anni che secondo l\u2019FSB pubblicava minacce su canale web Tik Tok e frequentava siti internet neonazisti.<\/p>\n<p>Non si sa, al momento, se l\u2019ipotetico attentato sia legato all\u2019Ucraina, eventualmente a frange contrarie a un compromesso con la Russia mediato dall\u2019America, ma si sa che le autorit\u00e0 russe da giorni accusavano i servizi segreti ucraini di arruolare giovanissimi per attentati o sabotaggi in territorio russo.<\/p>\n<p>Il 28 ottobre il consigliere presidenziale russo, Yury Ushakov ha detto alla televisione Vesti, che la data del trilaterale ad Abu Dhabi non \u00e8 ancora decisa ma \u201csar\u00e0 annunciata a breve\u201d, oltre a ribadire che gli europei non saranno invitati: \u201c<em>Gli europei potrebbero presentarsi se comprano i biglietti ma nessuno li inviter\u00e0 al tavolo negoziale e tale questione non \u00e8 stata nemmeno affrontata nell\u2019ultima conversazione tra i presidenti Trump e Putin<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ushakov ha specificato: <em>\u201cAbbiamo detto che si terr\u00e0 a met\u00e0 novembre, dopo il 10 novembre, ma non abbiamo ancora indicato la data esatta<\/em>\u201d. Dal canto suo, invece, Zelensky ha suggerito in un\u2019intervista al giornale britannico Sun che \u201c<em>il trilaterale si sarebbe svolto il giorno 10 novembre\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202674 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P20251228-2.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 concordanza tra pi\u00f9 fonti sul fatto che i colloqui verteranno non solo sulle questioni specifiche del conflitto russo-ucraino, ma anche sulle generali esigenze di sicurezza della Russia nei confronti dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Lo ha anticipato dal Cremlino il portavoce Peskov, mentre lo stesso Zelensky ha ammesso il 28 ottobre: \u201c<em>Non \u00e8 la prima volta che la Russia solleva, in una forma o nell\u2019altra, la questione delle garanzie di sicurezza secondo la propria visione. Credo che qualsiasi ritiro, qualsiasi passo indietro in termini di sicurezza, sia un segno di debolezza per l\u2019alleanza. Abbiamo anche ricevuto segnali dagli Stati Uniti da un punto di vista diverso, riguardo alla presenza di truppe americane sul territorio europeo, a possibili riduzioni e cos\u00ec via<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente ucraino \u00e8 dell\u2019opinione che \u201c<em>tali discussioni dovrebbero avere luogo solo dopo la fine della guerra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E ricordando che gi\u00e0 nei colloqui del 2021-2022 con la precedente amministrazione americana, del presidente Joe Biden, prima dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina, i russi avevano gi\u00e0 chiesto \u201c<em>che la NATO riportasse il suo piano militare in Europa ai livelli precedenti al 1997<\/em>\u201d, mediante un ritiro di forze e infrastrutture da alcuni paesi membri dell\u2019Europa centrale e orientale.<\/p>\n<p>Secondo Zelensky, la Russia potrebbe nuovamente avanzare proposte simili. Il Financial Times ha avanzato l\u2019ipotesi che le trattative ad Abu Dhabi, incentrate su garanzie di sicurezza sia per Mosca sia per Kiev dopo la fine della guerra, non dovrebbero vedere l\u2019America imporre all\u2019Ucraina cessioni territoriali.<\/p>\n<p>Del resto, Zelensky aveva ribadito gi\u00e0 dal 24 ottobre, quando iniziava a concretizzarsi l\u2019ipotesi Abu Dhabi come sede dei colloqui, che Kiev non avrebbe ceduto altri territori. Parlando proprio alla rete americana ABC, il leader ucraino ha detto: <em>\u201cSiamo pronti a fermare questa guerra il pi\u00f9 rapidamente possibile. Ma la Russia attualmente controlla oltre il 19% del territorio ucraino e l\u2019Ucraina non \u00e8 disposta a cedere ulteriore territorio per porre fine alla guerra. Siamo disposti a congelare il conflitto in corso lungo le attuali linee del fronte<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ha poi aggiunto di non sentirsi tradito dagli Stati Uniti, ma di lamentarne la \u201cmancanza d\u2019appoggio\u201d, allusione alle forniture militari USA, specialmente di missili antimissile Patriot, ridottesi al contagocce.<\/p>\n<p>Del resto, a proposito della personale sintonia fra Trump e Putin ha commentato: \u201c<em>Trump ha un ottimo rapporto con Putin, non sta a me giudicare le sue scelte personali\u201d.<\/em> Lo stesso giorno, una nota del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti confermava che \u201csi stanno preparando per la prima met\u00e0 di novembre colloqui trilaterali fra Russia, Ucraina e Stati Uniti da tenersi nella capitale Abu Dhabi\u201d.<\/p>\n<p>Sempre il giorno 24, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha cercato di minimizzare la posta in gioco nel conflitto, evidentemente allo scopo di far passare come meno difficoltosa la via di un accordo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sebbene si dica spesso<\/em> \u2013 ha affermato Rubio \u2013 <em>che questa sia una guerra in Ucraina, in realt\u00e0 riguarda il Donbass, una regione specifica del Paese. Stiamo parlando di un territorio che rappresenta circa l\u201911% del territorio ucraino: la Russia cerca di ottenerlo, ma non pu\u00f2 impadronirsene militarmente, e l\u2019Ucraina non vuole cederlo. E l\u2019Ucraina ha buone ragioni per questa posizione: \u00e8 una questione di sovranit\u00e0 e di sicurezza a lungo termine<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per Rubio la guerra in Ucraina \u00e8 impossibile risolvere militarmente il conflitto, \u201c<em>pu\u00f2 finire solo diplomaticamente, e la questione \u00e8 se sar\u00e0 possibile raggiungere un risultato in cui entrambe le parti ne trarranno qualche beneficio, ma allo stesso tempo faranno delle concessioni che permetteranno alla guerra di finire\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il 25 ottobre il consigliere di Putin, Ushakov, ha per la prima volta posto un limite temporale inferiore ai colloqui ipotizzati negli EAU, rendendo noto che sicuramente non si sarebbero svolti prima del 4 novembre, data della Giornata dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale, una delle maggiori festivit\u00e0 del paese: \u201c<em>La prossima scadenza \u00e8 il 4 novembre, la nostra grande festivit\u00e0. Dopodich\u00e8, saremo pronti a riprendere i negoziati<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202437 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GRrfwqvHXRCyR0U5ZIwAJM-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1880\" height=\"1160\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>E Trump, proseguendo la sua opera di promozione della deescalation USA-Russia ha ripetuto<em>: \u201cPenso che stia per succedere qualcosa<\/em>\u201d. E ha citato come esempio di disponibilit\u00e0 russa il recente rilascio, il 21 ottobre, di Stephen Hubbard, cittadino americano detenuto in Russia: \u201c<em>L\u2019ho riportato a casa semplicemente chiedendo a Vladimir Putin di lasciarlo tornare. E non ho dato nulla in cambio, perch\u00e9 Putin ha ritenuto che fosse una richiesta ragionevole\u201d. <\/em>Ed evocando accordi economici con i russi, per esempio sul gas dell\u2019Alaska e su Lukoil<em>: \u201cSono accordi che prima o poi si faranno. Ma non permetteremo che una questione del genere tenga in ostaggio l\u2019industria petrolifera\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La Russia, comunque, non intende rinunciare alla pressione militare sull\u2019Ucraina fino all\u2019ultimo istante di combattimenti per riuscire a completare il pi\u00f9 possibile il piano di annessione totale delle regioni ucraine gi\u00e0 per la maggior parte occupate. Il 26 ottobre Peskov ha messo in chiaro che <em>\u201cla decisione di riprendere i negoziati trilaterali non comporta alcuna limitazione delle operazioni militari\u201d,<\/em> anche perch\u00e9 \u201c<em>le nostre forze armate continuano a condurre attacchi massicci contro il complesso militare-industriale ucraino e il regime di Kiev prosegue con azioni analoghe\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il portavoce ha anche anticipato che le trattative dovranno essere condotte senza divulgare i dettagli, rivendicando la tradizionale abitudine alla \u201csegretezza delle cancellerie\u201d: <em>\u201cAvremo una conversazione molto seria, che comprender\u00e0 un\u2019enorme quantit\u00e0 di dettagli. Non vorremmo discutere pubblicamente questi dettagli, perch\u00e9 crediamo che ci\u00f2 danneggerebbe il potenziale futuro processo di pace\u201d. Ha fatto per\u00f2 capire che si parler\u00e0 della \u201cquestione dei compromessi territoriali\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><u>La \u201ctalpa\u201d al Pentagono<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Certo, la posizione degli USA come mediatori resta delicata. Il 30 ottobre uno scandalo ha scosso il Pentagono, come riportato da Axios e il Washington Post. E\u2019 stato infatti licenziato un generale dell\u2019US Army che faceva trapelare alla stampa notizie riservate sui dossier Ucraina e Iran. Si tratta di Brett Sylvia, capo della divisione \u201cJ5\u201d che elabora la pianificazione per lo Stato maggiore congiunto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-202925 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/MG_Brett_G._Sylvia_3.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"279\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Avrebbe passato per un anno, da giugno 2025 a giugno 2026, informazioni riservate sulle guerre in Ucraina e Iran a giornalisti di due testate. Il generale ha 54 anni e ha ammesso le colpe dopo aver fallito 4 test con la macchina della verit\u00e0. E\u2019 stato cos\u00ec destituito dopo ben 32 anni di servizio in cui s\u2019\u00e8 distinto come comandante della 101\u00b0 Divisione Airborne, combattendo in Afghanistan, dove \u00e8 stato ferito, e venendo decorato con la Stella di Bronzo.<\/p>\n<p>Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha parlato di \u201c<em>tolleranza zero per la divulgazione intenzionale e non autorizzata di informazioni classificate<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sylvia sarebbe tuttavia anche uno dei 20 generali statunitensi considerati in contrasto col segretario alla Guerra Pete Hegseth, che in tal modo si sarebbe disfatto di un critico. Non si sa quanto questa falla nella necessaria \u201csegretezza delle cancellerie\u201d, come si usa dire tradizionalmente, possa incrinare l\u2019affidabilit\u00e0 degli Stati Uniti come mediatori.<\/p>\n<p>Lo stesso giorno l\u2019agenzia Reuters ha rivelato, sulla base di \u201cquattro fonti informate\u201d, che il Pentagono, per favorire la distensione con Mosca, su ordine di Trump, ha intimato ad alcuni alleati europei, ma soprattutto alle tre repubbliche baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania, <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/11\/il-pentagono-invita-i-baltici-a-moderare-il-bellicismo-russofobo\/\">di \u201cmoderare i toni sulla minaccia rappresentata dalla Russia\u201d.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202803 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/csm_Elbridge_Colby_2_6f27776d47.jpeg\" alt=\"\" width=\"874\" height=\"655\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Fra i funzionari che avrebbero ammonito in tal senso i baltici spiccherebbe Elbridge Colby (nella foto sopra), responsabile delle politiche del Pentagono e tra i maggiori fautori della riduzione delle truppe americane in Europa. Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha negato d\u2019esser stato ammonito dagli americani, mentre il primo ministro estone Kristen Michal ha detto di non voler moderare i toni nei confronti di Mosca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I \u201cno\u201d di Zelensky<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Stando a quanto riferito il 1\u00b0 novembre da Radio Free Europe\/Radio Liberty, il segretario di Stato americano Marco Rubio avrebbe espresso a porte chiuse ai colleghi occidentali <em>\u201cforti dubbi sulla possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo negoziato per porre fine alla guerra nei prossimi mesi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Rubio avrebbe sostenuto che \u00e8 \u201c<em>irrealistica l\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla Nato<\/em>\u201d e che <em>\u201cneppure la conquista dell\u2019intero Donbass basterebbe a soddisfare le ambizioni territoriali russe\u201d.\u00a0<\/em>Ufficialmente non v\u2019\u00e8 prova alcuna, al momento, di simili affermazioni. Certo \u00e8 che Zelensky oppone resistenza all\u2019idea di un trilaterale che escluda gli europei e gli imponga sacrifici territoriali.<\/p>\n<p>Sempre il primo giorno di novembre, il consigliere russo Ushakov ha ribadito la disponibilit\u00e0 dello \u201czar\u201d: \u201c<em>Penso che il presidente Putin risponderebbe a una chiamata di Zelensky, non si \u00e8 mai rifiutato di parlare. Se il presidente ucraino vuole davvero negoziare, \u00e8 libero di venire a Mosca<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dal canto suo, il portavoce del Cremlino Peskov <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/11\/leuropa-in-tilt-vuole-sconfiggere-mosca-ma-pretende-un-posto-ai-negoziati-di-pace\/?swcfpc=1\">ha rigettato l\u2019idea che inviati europei possano partecipare al vertice:<\/a> <em>\u201cL\u2019Europa seguita a parlare della necessit\u00e0 di infliggere alla Russia una sconfitta strategica. Con tale approccio, \u00e8 impossibile dialogare con loro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202179 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/02c565d7e66d383bb993d.jpeg\" alt=\"\" width=\"1042\" height=\"695\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Quasi a rispondere a Peskov, in serata Zelensky ha dichiarato a Rbc-Ukraine che sarebbe \u201c<em>pronto a incontrare Putin in Turchia<\/em>\u201d fidando nella mediazione di Erdogan. Ma ha anche detto che non accetterebbe \u201c<em>la cessione del Donbass e il riconoscimento della Crimea come territorio russo poich\u00e9 sarebbero in contraddizione con la Costituzione Ucraina<\/em>\u201d. Mosca certo non restituirebbe territori conquistati col sangue e simili parole potrebbero compromettere fin dall\u2019inizio il dialogo.<\/p>\n<p>Kiev teme che i russi, tramite Trump, possano imporre come condizione la cessione dei territori aggiuntivi, rispetto alla linea del fronte, che restano a completare l\u2019annessione nella loro interezza delle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson.<\/p>\n<p>E lo stesso giorno fonti diplomatiche vicine a Zelensky hanno riferito a Ukrainska Pravda che mancando un rappresentante europeo ed essendo scemata la fiducia degli ucraini negli Stati Uniti, una simile bozza verrebbe respinta da Kiev: <em>\u201cNella testa dei russi rimane comunque la formula \u2018territori in cambio della pace\u2019. In altre parole, prima cedete i territori e solo dopo arriver\u00e0 la pace. La si pu\u00f2 girare e rigirare, la si pu\u00f2 chiamare in qualsiasi modo, ma i russi vogliono che le truppe ucraine si ritirino dal Donbass.<\/em><\/p>\n<p><em>Che lo si chiami \u2018Donnyland\u2019 o zona demilitarizzata, a loro interessa soprattutto che noi non ci siamo e che loro, invece, ci siano. Se ragioneremo nei termini di territori in cambio di un documento contenente garanzie firmate da Trump, in Ucraina non ci sar\u00e0 nessuno in grado di far accettare un accordo del genere. All\u2019interno del nostro paese, la fiducia in Trump \u00e8 appena sei punti percentuali pi\u00f9 alta di quella in Putin. Qui nessuno accetter\u00e0 di fare nulla sulla sola base delle rassicurazioni di Trump\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Proseguono le indiscrezioni uscite il 26 sul giornale ucraino: <em>\u201cI russi non vogliono che gli europei si siedano al tavolo durante il primo incontro. Ma i nostri li porteranno comunque con s\u00e9 e li terranno aggiornati direttamente ad Abu Dhabi, in tempo reale. Il problema degli europei \u00e8 che non hanno un rappresentante designato con un mandato preciso. Di conseguenza, tutti questi inviati possono soltanto raccogliere e ricevere segnali, senza avere l\u2019autorit\u00e0 per decidere alcunch\u00e9\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202014 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pap_20260918_0Y5.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1027\" height=\"660\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Zelensky ha intanto ribadito di non voler accettare imposizioni in termini di riduzione delle sue forze armate e di una obbligata neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina. Intervistato il 25 ottobre da Alla Mazur, conduttrice del programma TSN.Tyzhden, ha detto: <em>\u201cSe disporr\u00f2 di fondi sufficienti, voglio mantenere un esercito di 800.000 effettivi, a meno che l\u2019adesione alla Nato non modifichi le nostre esigenze di sicurezza. La questione centrale \u00e8 chi sia disposto a finanziare le nostre forze armate del suo Paese. E\u2019 proprio questa la domanda che pongo alla Nato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E poi: \u201c<em>Restrizioni al nostro esercito e la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina non sono oggetto di discussione. La questione territoriale rappresenta una linea rossa che pu\u00f2 essere affrontata solo a livello dei leader stessi. Per noi, \u00e8 sempre stato un punto fermo, non negoziabile. Eppure, gli americani sollevano spesso la questione del territorio, chiedendoci a cosa saremmo disposti a rinunciare in cambio di determinati principi fondamentali\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il presidente ucraino, in sostanza, reagisce a un possibile diktat russo-americano chiedendo che gli alleati siano disposti a continuare a finanziare, probabilmente per anni ancora dopo la fine della guerra, forze armate ucraine a un livello di mobilitazione bellica, come garanzia di sicurezza per Kiev.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 dopo che ha gi\u00e0 battuto cassa con l\u2019Unione Europea per aggiuntivi 75 miliardi di euro con cui ripianare il pauroso deficit dell\u2019Ucraina, non bastandogli il prestito biennale, scaglionato tra 2026 e 2027, di 90 miliardi da parte dei paesi Ue.<\/p>\n<p>D\u2019altronde non si capisce come altrimenti potrebbero mantenersi efficienti le forze armate di Kiev, se non attingendo a fondi stranieri, dato che un paese in bancarotta e indebitato, con l\u2019economia sconvolta dai bombardamenti, cederebbe di schianto se dovesse contare solo sulle sue intrinseche risorse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-201620 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/HS1hWPya8AAZQ60.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"2048\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>L\u2019indomani, 26, il presidente ucraino ha presentato alla Verkhovna Rada, il parlamento di Kiev, un progetto di legge per rinnovare la legge marziale e la mobilitazione generale del paese, altrimenti in scadenza per il 31 ottobre, in modo da prolungarle per ulteriori 90 giorni, fino al 29 gennaio 2027, mossa ovvia dato che il conflitto \u00e8 pienamente in corso e che non si possono fare pronostici per i colloqui.<\/p>\n<p>Si \u00e8 giustificato osservando: <em>\u201cLa legge marziale finir\u00e0 quando in Ucraina saranno garantite le misure di sicurezza. Senza garanzie di sicurezza, questa guerra non finir\u00e0 davvero\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Nelle ore successive i deputati della Verkhovna Rada, hanno approvato l\u2019estensione della legge marziale con 293 voti a favore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019insofferenza crescente degli ucraini<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Dopo quattro anni e mezzo di guerra, \u00e8 un ulteriore sforzo richiesto a una popolazione esasperata, come testimonia l\u2019ormai cronica difficolt\u00e0 dell\u2019esercito di Kiev nel reclutare leve fresche che assicurino un\u2019adeguata turnazione ai soldati al fronte.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo caso, riferito sui social, \u00e8 accaduto a Petropavlivska Borshchahivka, alla periferia di Kiev, dove una folla inferocita ha preso d\u2019assalto un edificio occupato da uomini del Battaglione Azov, inserito nei ranghi della Guardia Nazionale, che, avrebbero tenuto prigioniere quaranta persone e ne avrebbero uccisa una in quella che sarebbe stata una prigione segreta e un centro di tortura per renitenti alla leva e disertori.<\/p>\n<p>Come riporta Fulvio Scaglione <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/ucraina-la-periferie-di-kiev-in-rivolta-contro-la-mobilitazione-zelensky-manda-budanov.html\">su InsideOver<\/a> \u201dle immagini diffuse in Rete sono in effetti impressionanti e non sono mancati colpi d\u2019arma da fuoco, con ogni probabilit\u00e0 sparati in aria dai militari assediati, mentre fuori i dimostranti distruggevano auto della polizia e un autobus usato dalle pattuglie per la mobilitazione forzata\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202936 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/630_360_1793650000_262_1.webp\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"494\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Secondo quanto riferiscono i media ucraini, nello stabile erano presenti circa 18 militari di cui 4 feriti. Tra loro \u00e8 stato portato via anche un adolescente di 14 anni, in evidente stato di shock. Il comandante della Guardia Nazionale Oleksandr Pivnenko ha rappresentato che <em>\u201cquattro dei militari arrestati per diserzione sono rimasti feriti e sono stati quindi ricoverati in ospedale per accertamenti<\/em>\u201d confermando che il comando della Guardia Nazionale, in collaborazione con le forze dell\u2019ordine, ha avviato un\u2019indagine sull\u2019accaduto. \u201c<em>Qualora venisse accertato che si sono verificati atti di violenza illegali all\u2019interno della base militare, i responsabili saranno puniti secondo la legge\u201d,<\/em> ha dichiarato Pivnenko.<\/p>\n<p>Il capo dell\u2019Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Kyrylo Budanov, ha dichiarato che \u201c<em>ormai \u00e8 stato accertato con certezza che gli eventi di ieri a Petropavlivska Borshchahivka non si sono verificati senza influenze esterne. Le persone coinvolte e gli organizzatori di questi eventi saranno certamente identificati e puniti. Saranno inoltre tratte le dovute conclusioni all\u2019interno delle forze di sicurezza<\/em>\u201d ha specificato Budanov in un video messaggio condiviso sui propri canali social. <em>\u201cLa Procura generale e gli organi competenti hanno gi\u00e0 avviato un\u2019indagine imparziale<\/em>\u201c.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202935 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491901.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Un ulteriore indizio di come molti ucraini, forse, vedono la leadership di Zelensky, \u00e8 costituito dalla testimonianza postata fin dal 24 ottobre su X da una ex-portavoce del presidente, Iuliia Mendel (nella foto sopra), secondo cui \u201c<em>Zelensky alimenta la sua compiacenza con la guerra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sostiene la Mendel: \u201c<em>Il conflitto in Ucraina si \u00e8 trasformato in qualcosa che alimenta l\u2019eterno autocompiacimento di Volodymyr Zelensky. La narrazione rimane strettamente incentrata sull\u2019uomo che non dorme, sull\u2019uomo che parla, sull\u2019uomo che soffre e sull\u2019uomo che continua a mostrarsi ottimista. L\u2019Ucraina, in quanto nazione che affronta il conflitto, viene in gran parte relegata a far da sfondo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E poi: <em>\u201cLe interviste, interminabili e numerose, approfondiscono nei minimi dettagli la figura dello stesso Zelensky, che parla volentieri e a lungo di se stesso, evitando al contempo gli argomenti seri e le domande che non lo riguardano personalmente, mentre il paese in guerra riceve meno attenzione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Parole durissime, evidentemente anche da ponderare a freddo tenendo conto di possibili strascichi derivanti da eventuali contrasti personali fra il presidente e la sua ex-portavoce, ma che sono comunque utili ad arricchire l\u2019affresco generale della situazione ponendo l\u2019attenzione a elementi imponderabili, difficilmente tracciabili, inerenti gli stati d\u2019animo, spesso contrastanti, in una nazione in guerra, e specialmente il morale, delle truppe e di chi sta a casa.<\/p>\n<p>Ieri il servizio di sicurezza dell\u2019Ucraina (SBU) e l\u2019ufficio del procuratore generale hanno accusato Yulia Mendel di \u201calto tradimento in condizioni di legge marziale\u201d.<\/p>\n<p>Lo riporta Ukrinform, citando una nota dell\u2019SBU secondo cui Mendel \u00e8 anche accusata di screditare l\u2019Ucraina sulla scena internazionale \u201cattraverso le sue dichiarazioni pubbliche e i post sui social\u201d e di \u201cgiustificare il regime del Cremlino e la guerra su vasta scala da esso avviata contro il nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un difficile equilibrio per Zelensky<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Probabilmente anche il leader ucraino pare convinto che in qualche modo, per uscire da un tunnel cieco, si debba cercare di parlare con Putin.<\/p>\n<p>Ma non volendo cedere a Trump il monopolio della mediazione vorrebbe affidarsi agli alleati europei, i quali per\u00f2 non esprimono un inviato comune e una posizione davvero comune.<\/p>\n<p>Episodio significativo, in tal senso, \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/11\/leuropa-in-tilt-vuole-sconfiggere-mosca-ma-pretende-un-posto-ai-negoziati-di-pace\/?swcfpc=1\">la telefonata del 27 ottobre<\/a> a Putin da parte del presidente della Finlandia, Alexander Stubb, e del primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, entrambi a Helsinki, che, come poi confermato da Kiev, era stata concordata precedentemente con gli ucraini per sondare il terreno diplomatico.<\/p>\n<p>La telefonata, resa nota al mondo dal governo di Helsinki, \u00e8 stata organizzata sulla scia dell\u2019incontro avvenuto a Oslo, in Norvegia, lo scorso 20 ottobre fra Zelensky, i suddetti Stubb e Store e gli inviati speciali americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Stubb ha detto che lui e Store hanno parlato con Putin della crisi ucraina \u201ca nome dei nostri paesi e non dell\u2019Europa nel suo complesso\u201d, il che una volta di pi\u00f9 comprova il fatto che gli europei vanno in ordine sparso. Ha riferito: <em>\u201cLa discussione \u00e8 stata franca e sostanziale. Siamo paesi confinanti con la Russia. L\u2019esito di questa guerra avr\u00e0 un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella europea in generale. Porre fine alla guerra richiede un dialogo diretto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202851 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/866191023_1772768544022503_631893874220417317_n.jpg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"569\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Putin, stando alle fonti del Cremlino, ha ripetuto ai due statisti nordici che \u201c<em>il raggiungimento di una pace giusta e duratura \u00e8 possibile solo con la piena e incondizionata considerazione dei legittimi interessi della Federazione Russa\u201d.<\/em> Fra i primi commenti, quelli del primo ministro polacco Donald Tusk, che sentendo Store e Stubb ne ha percepito impressioni \u201c<em>molto moderatamente ottimistiche<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la telefonata con Putin, i leader finnico e norvegese sono stati contattati da Zelensky, che li ha ringraziati per aver \u201c<em>chiesto passi concreti al presidente russo per la de-escalation\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In concomitanza col colloquio telefonico Stubb-Store-Putin, s\u2019\u00e8 recato a Helsinki il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha confermato come l\u2019iniziativa, da lui definita \u201cil giusto approccio\u201d con Mosca, fosse stata concordata con Kiev. Sybiha ha incontrato in quella sede i ministri degli Esteri finlandese, Elina Valtonen, e norvegese, Espen Bard Eide, poi l\u2019indomani, 28 ottobre, \u00e8 intervenuto al Consiglio Nordico, definendo i paesi scandinavi \u201ci nostri alleati pi\u00f9 stretti\u201d e chiedendo loro supporto in difesa aerea ed energia in vista dell\u2019inverno.<\/p>\n<p>Tuttavia, proprio due altri leader nordici hanno criticato la telefonata finnico-norvegese rimarcando la mancanza di coordinazione con gli altri paesi europei. Cos\u00ec, la prima ministra danese Mette Frederiksen, ha lamentato che Store e Stubb abbiano \u201cagito per conto proprio\u201d, mentre il premier svedese Ulf Kristersson ha chiosato: \u201cCi sono basse aspettative per questo tipo di <em>conversazioni. Intavolare colloqui che potrebbero dividere la voce dell\u2019Europa \u00e8 rischioso\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Sull\u2019onda della telefonata dei nordici, poi, il consigliere russo Ushakov ha lanciato a Volodymyr Zelensky un invito a venire personalmente a Mosca, nel qual caso, gli verrebbero garantire tutte le condizioni di sicurezza: <em>\u201cStubb e Store hanno riferito al presidente Putin l\u2019interesse attivo di Zelensky di parlare direttamente con lui. Il nostro capo ha ribadito che se Zelensky desidera davvero avviare negoziati diretti, dovrebbe venire a Mosca, dove gli saranno fornite tutte le condizioni necessarie, compresa la sicurezza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Kiev senza difese aeree<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ma Zelensky, fra l\u20191 e il 2 novembre, aveva in mente soprattutto la questione dei missili antiaerei e antimissile Patriot Pac-3 che scarseggiano e tardano ad arrivare.<\/p>\n<p>Dopo che il 31 ottobre era stato confermato che il via libera del Dipartimento di Stato USA alla vendita di ben 500 Patriot all\u2019Ucraina era praticamente tarpato dal fatto che le consegne effettive sarebbero avvenute dopo qualche anno, presumibilmente attorno al 2030, data la scarsit\u00e0 degli esemplari, alla bassa cadenza produttiva e le concorrenti esigenze degli alleati degli USA in Medio Oriente, Zelensky ha il 1\u00b0 novembre suggerito che siano gli stessi paesi europei ad anticipare parte di questi sistemi, \u201cda 10 a 30\u201d, immediatamente, per poi restituirli traendoli dalle future consegne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202779 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PAC-3_Patriot_dc_puannc.webp\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"480\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Una beffa se si considera che, presumibilmente, i circa 2,1 miliardi di dollari di costo stimato dei 500 Patriot promessi a Kiev verr\u00e0 pagato dagli stessi stati dell\u2019Unione Europea tramite il meccanismo Purl (Prioritised Ukraine Requirements List) mediante il quale sono gli alleati a pagare di tasca propria armi di fabbricazione americana da rigirare agli ucraini.<\/p>\n<p>Insomma, dato l\u2019astronomico indebitamento dell\u2019Ucraina coi paesi che la sostengono, \u00e8 come se il presidente ucraino avesse promesso di ripagare l\u2019ipotetico \u201cprestito\u201d anticipato di Patriot con gli stessi soldi dei creditori. Di pi\u00f9, il 2 novembre Zelensky ha perfino dichiarato che avrebbe cessato gli attacchi di droni alle raffinerie, e in genere alle strutture petrolifere della Russia, se gli Stati Uniti avessero fornito Patriot in tempi brevi, in sostanza azzardando una sorta di ricatto a un Trump evidentemente sempre meno disposto nei confronti di Kiev.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Trump vuole vendere gas russo all\u2019Europa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sempre il 2 novembre, il Wall Street Journal ha riferito indiscrezioni, tratte da fonti qualificate come \u201cfunzionari americani, europei e ucraini\u201d, secondo cui gli Stati Uniti starebbero da settimane pressando i governi dell\u2019Unione Europea affinch\u00e9 tornino a comprare gas russo attraverso i gasdotti che solcano il territorio ucraino, essendo il Nord Stream sotto il Baltico danneggiato dall\u2019attentato del 2022.<\/p>\n<p>L\u2019idea circola da quando gli inviati americani Jared Kushner, e Steve Witkoff sono andati in missione a Mosca e Kiev fra 5 e 6 settembre scorsi. Il piano americano prevede che la vendita del gas russo all\u2019UE venga effettuata da un intermediario statunitense \u201cper aggirare le sanzioni europee al gas russo\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202940 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491705.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 consentirebbe agli USA di assicurarsi una parte nell\u2019affare, dato che, secondo il Wall Street Journal, \u201cinvestitori americani se ne starebbero interessando\u201d. Non \u00e8 difficile vedervi lo zampino affaristico di Trump e della sua amministrazione.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, quindi, oltre ad aver incrementato dal 2022 la loro vendita di gas liquefatto via nave agli europei, mirano ora a una \u201ccresta\u201d nell\u2019aiutare i russi ad aggirare le sanzioni UE, unendo un obbiettivo economico a quello politico di ammorbidire la Russia, anche se, per la verit\u00e0, sembrano pi\u00f9 le posizioni dell\u2019Ucraina e quelle dell\u2019Unione Europea quelle da rendere pi\u00f9 malleabili se davvero si vuole far chiudere questa guerra.<\/p>\n<p>Gli introiti della vendita del gas verrebbero riversati in un \u201cconto vincolato in una giurisdizione terza\u201d a garanzia che non vengano investiti da Mosca in armi. Anche l\u2019Ucraina avrebbe vantaggi, ricominciando a incassare pedaggi per il passaggio del metano sul suo territorio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202850 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491605.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il piano incontra la resistenza dei governi Ue, che perseguono la cessazione totale dell\u2019import di gas russo entro la fine del 2027, tanto che il commissario europeo all\u2019Energia Dan Jorgensen auspica uno stop definitivo all\u2019import di gas russo, anche dopo la fine della guerra.<\/p>\n<p>Un \u201cfunzionario di un paese nordico\u201d ha detto al Wall Street Journal che \u201c<em>riprendere l\u2019import di gas russo sarebbe contraddire tutta la politica Ue\u201d,<\/em> mentre per \u201cun funzionario di un grande paese europeo\u201d il piano Usa svenderebbe \u201c<em>la sicurezza per interessi commerciali<\/em>\u201d e sarebbe come il compromesso di Monaco del 1938, mediato da Benito Mussolini, con cui Francia e Gran Bretagna consentirono ad Adolf Hitler di mutilare la Cecoslovacchia in cambio di una pace effimera.<\/p>\n<p>Dubbi, o quantomeno cautele, emergono per\u00f2 anche dalla Russia. Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov (nella foto sopra): \u201c<em>E\u2019 improbabile che possiamo parlarne ora. Dipender\u00e0 dai desideri degli acquirenti e dei venditori e dalle capacit\u00e0 dei venditori\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quale fronte?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che Ucraina e Russia, a fatica, si avvicinano a una nuova stagione di colloqui il cui nodo verter\u00e0 sulla questione territoriale, con gli ucraini che, per ammissione dello stesso Zelensky, chiedono perlomeno il congelamento dei combattimenti sull\u2019attuale linea del fronte e i russi che mirano a chiedere il ritiro delle truppe di Kiev dalle porzioni restanti delle regioni occupate e annesse dall\u2019ottobre del 2022, ovvero Luhansk e Donetsk, che insieme formano il Donbass e che a un certo punto hanno anche avuto la definizione alternativa di Novorossija, alias Nuova Russia, e inoltre Zaporizhzhia e Kherson.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202942 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491669.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"650\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>In verit\u00e0 la posizione ucraina appare quantomeno contraddittoria poich\u00e9 occorre rammentare che fin da prima del conflitto, nel 2021, Zelensky aveva varato una modifica costituzionale che di fatto impegnava le forze dello Stato ucraino a recuperare i territori sottratti alla sovranit\u00e0 di Kiev, allora solo le repubbliche secessioniste ribelli di Donetsk e Lugansk, che occupavano una parte inferiore dei territori delle omonime regioni, e la penisola della Crimea, annessa dalla Russia fin dal 2014, per riportare, idealmente, il paese ai confini del 1991, appena ottenuta l\u2019indipendenza con lo sfacelo dell\u2019Unione Sovietica. Se queste norme non vengono abrogate da un successivo governo ucraino, l\u2019idea di un cessate il fuoco lungo il fronte potrebbe sembrare sul momento un successo della diplomazia, ma rischierebbe di rimanere una mera pausa propedeutica a una futura ripresa dei combattimenti se a Kiev si restasse convinti della possibilit\u00e0 di recuperare i territori perduti, approfittando di un momento propizio come una svolta politica a Mosca o altre eventualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il che, fra l\u2019altro, spiegherebbe anche la pretesa di Zelensky di mantenere, anche dopo la cessazione delle ostilit\u00e0, un apparato militare elefantiaco rispetto a quello dell\u2019Ucraina prebellica, ovviamente a spese non del paese, ma, il pi\u00f9 possibile, degli alleati europei.<\/p>\n<p>Dal canto loro, i russi intendono invece completare la conquista delle quattro regioni annesse nell\u2019attuale conflitto (<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/10\/putin-vuole-annettere-alla-russia-una-fascia-di-sicurezza-lungo-il-confine-ucraino\/?swcfpc=1\">pi\u00f9 ampie porzioni di confine nelle regioni<\/a> ucraine di Sumy e Kharkiv), oltre a chiedere lo status neutrale di un\u2019Ucraina a cui Putin stesso ha gi\u00e0 pi\u00f9 volte promesso un nulla osta all\u2019adesione all\u2019Unione Europea, ma un preciso divieto di ingresso nella NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202944 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491813.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Ora la situazione lungo l\u2019intero fronte di circa 1.300 chilometri che taglia tutta l\u2019Ucraina Orientale \u00e8 molto variegata fra i vari settori, come vario \u00e8 anche il tasso di raggiungimento degli obbiettivi strategici locali della Russia.<\/p>\n<p>Facendo fede al sito di OSINT, cio\u00e8 Open Source Intelligence, AMK Mapping, che ha pubblicato dati aggiornati al 24 ottobre 2026, il Lugansk \u00e8 occupato dai russi per il 99,56%, praticamente ormai tutto sotto il loro controllo, il Donetsk all\u201980,65%, la regione di Zaporizhzhia per il 76,21% e il Kherson per il 71,08%. Nel complesso, quindi, Mosca non \u00e8 lontana dal raggiungere il suo dichiarato obbiettivo territoriale, sebbene le truppe russe, mantenendo una pressione costante nei settori pi\u00f9 critici, debbano tener conto di difese ucraine ancora salde, specie nella zona della catena delle citt\u00e0 fortezza del Donetsk, ossia la \u201cfortress belt\u201d che si stende fra Sloviansk, Kramatorsk, Druzhkivka e Kostiantynivka, ben apprestata di fortificazioni campali e anticarro, nonch\u00e9 attrezzata di migliaia di droni tattici che aumentano enormemente i rischi per fanteria e carri armati russi in campo aperto.<\/p>\n<p>Questa fascia, lunga circa 50 km, appare ancora come il vero fulcro dello sforzo militare ucraino, poich\u00e9 le posizioni ucraine proteggono la strategica autostrada H20, che correndo da Nord a Sud nelle immediate retrovie collega le piazzeforti e ne assicura l\u2019arrivo dei rifornimenti e lo spostamento di rinforzi in senso laterale, rispetto al fronte.<\/p>\n<p>In tal modo i difensori possono concentrare forze nel settore della fascia di volta in volta pi\u00f9 minacciato dalle spallate russe. Ma se la fascia delle citt\u00e0-fortezza \u00e8 cos\u00ec difficile da forzare da parte dell\u2019esercito russo, \u00e8 anche perch\u00e9 \u00e8 stata realizzata ed \u00e8 cresciuta gradualmente nell\u2019arco di ben 12 anni. Infatti \u00e8 stato fin dalla guerra locale nel Donbass, scoppiata nel 2014 fra il governo di Kiev e le repubbliche popolari ribelli dei russofoni di Donetsk e Lugansk, che i governativi ucraini hanno iniziato a fortificare con opere sempre pi\u00f9 complesse e scaglionate, come bunker, casamatte, trincee, fossati anticarro, campi minati, quella direttrice, fra l\u2019altro sfruttando una concomitante cresta di alture che concede agli ucraini anche il vantaggio della posizione sopraelevata rispetto al terreno mediamente pi\u00f9 basso da cui provengono gli attacchi russi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202819 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/630_360_1694276574-223.jpg\" alt=\"\" width=\"856\" height=\"489\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Da un lato, quindi, la fascia di fortezze ucraine nel Donetsk rappresenta per i russi l\u2019incarnazione stessa di quelle \u201cradici profonde della guerra\u201d sempre evocate da Putin e dai suoi diplomatici in contrasto con la vulgata occidentale che vorrebbe l\u2019invasione russa in Ucraina iniziata nel febbraio 2022 quasi \u201ca freddo\u201d, ignorandone i presupposti che rimontano almeno al 2014.<\/p>\n<p>Chiedere in sede negoziale che gli ucraini se ne ritirino ha quindi per Mosca la doppia valenza di una misura strategica e di sicurezza, a tutela di una nuova frontiera, ma anche di una sorta di rivincita simbolica, rispetto alle travagliate vicende del Donbass e dei suoi abitanti russofoni.<\/p>\n<p>In modo del tutto speculare, e invertito, per l\u2019Ucraina quel settore del fronte, su cui tanto si \u00e8 investito in termini di uomini e materiali, sembra proprio quello che pi\u00f9 di altri si vorrebbe congelare e rendere intangibile, a maggior sicurezza degli assetti postbellici, senza contare che una sua evacuazione stabilita a tavolino verrebbe automaticamente interpretata come una resa totale.<\/p>\n<p>Ci sono poi altre regioni ucraine in cui persiste una variabile presenza di contingenti russi allo scopo principalmente di distogliere forze ucraine dal fronte principale, che resta quello del Donbass, o di aprirsi una via d\u2019avanzata alternativa per minacciare sul fianco le forze nemiche. In primis la regione del Kharkiv, che i russi hanno preso per il 6,01%, poi quella settentrionale di Sumy, al 2,17%, e, del tutto trascurabili, quella di Mykolaiv allo 0,54% e quella di Dnipropetrovsk per lo 0,14%.<\/p>\n<p>Ora, secondo le stime di AMK Mapping, nel presente anno, ovvero dal 1\u00b0 gennaio 2026 fino al tardo ottobre, il controllo russo sul Donbass \u00e8 rimasto praticamente stabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202818 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/630_360_1782281786-762.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"497\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Infatti, anche se gli ucraini sono riusciti a riprendere alcune piccole localit\u00e0, si tratta di una quota irrisoria. Le forze di Kiev avrebbero ripreso, al netto delle avanzate russe in altri settori, 64 kmq nel Lugansk, niente rispetto ai 26.566 kmq tenuti dai russi. Nel Donetsk gli 87 kmq che gli ucraini sostengono di aver riconquistato pure sfigurano sui 21.371 kmq sotto Mosca.<\/p>\n<p>A Zaporizhzhia, poi, i russi hanno guadagnato di netto 193 kmq, portando a 20.717 kmq il loro possesso della regione, mentre il Kherson, occupato per 20.230 kmq, non ha visto nel 2026 mutamenti di sorta anche perch\u00e9 il basso corso del fiume Dnepr separa le rispettive linee come un\u2019efficace barriera.<\/p>\n<p>Negli scacchieri secondari si segnalano pi\u00f9 cospicui incrementi territoriali russi, grazie al fatto che l\u00ec gli ucraini hanno posizioni relativamente pi\u00f9 sguarnite. Cos\u00ec, nel Kharkiv la Russia ha incrementato le sue posizioni di 221 kmq, arrivando a 1908 kmq totali e nel Sumy ha espugnato 231 kmq e realizzando il guadagno locale proporzionalmente pi\u00f9 importante, dato che il totale \u00e8 salito a 517 kmq.<\/p>\n<p>Se nel Mykolaiv, dove i russi occupano 132 kmq, non si sono registrati mutamenti, l\u2019unico settore in cui nel corso del 2026 le forze ucraine sono riuscite a riprendere una parte apprezzabile di territorio \u00e8 il Dnipropetrovsk, con 398 kmq, il che ha fatto diminuire il controllo russo in quell\u2019area a 46 kmq.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202945 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491837.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Nel complesso, la Russia mantiene il controllo di circa il 20% del territorio dell\u2019Ucraina e seguita a eroderlo, pur in un\u2019altalena atomizzata nei piccoli scontri tattici fra villaggi e boscaglie delle pianure ucraine, intervallate da fiumi\u00a0 presso i quali il controllo di ponti, stradali e ferroviari, \u00e8 vitale cos\u00ec come lo sfruttamento di ogni altri dettaglio topografico, dalle colline ai semplici avvallamenti che possono offrire copertura ai carri da battaglia e in genere ai veicoli corazzati, dalle vie di comunicazione ai centri nevralgici utili ai trasporti logistici.<\/p>\n<p>L\u2019analisi complessiva delle operazioni sul fronte terrestre, i cui risultati giorno per giorno, anzi oseremmo dire ora per ora, sono direttamente connessi con l\u2019affresco generale su cui si lavorer\u00e0 anche in sede di negoziati, indica che l\u2019esercito russo prosegue ad attaccare le posizioni ucraine nella fascia delle citt\u00e0-fortezza del Donetsk, cercando di aggirarle nel contempo da Sud e da Nord, sebbene il piano sia stato ostacolato nelle scorse settimane dalla controffensiva ucraina nota come Operazione Vivaldi, concentrata nella parte settentrionale del Donetsk, attorno a Lyman, e conclusasi lo scorso 14 ottobre dopo aver, al momento, scongiurato il rischio di un accerchiamento di tale centro abitato, il che avrebbe consentito ai russi di stabilire una base avanzata per poi ripartire gradualmente calando verso Sloviansk e investendo quindi la fascia delle fortezze sul suo fianco sinistro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Infiltrazioni e ritirate<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il fronte di guerra russo-ucraino resta, per ora, relativamente stabile sulla scala macroscopica, senza ampi sfondamenti delle rispettive linee dato il carattere del conflitto simile per molti aspetti alla Prima Guerra Mondiale del 1914-1918, con una superiorit\u00e0 della difensiva sull\u2019offensiva dovuta, oggigiorno, ai progressi nei droni, nelle armi anticarro e nel munizionamento guidato, nonch\u00e9 nei sensori di monitoraggio del campo.<\/p>\n<p>Su scala microscopica, invece, a livello della decina di chilometri, piccoli mutamenti delle linee sono incessanti. Il che complicher\u00e0 prevedibilmente il lavoro dei diplomatici e dei leaders nei ventilati colloqui di novembre 2026 e nelle eventuali tornate successive.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 capire se i russi possano sperare di erodere altre posizioni ucraine in un periodo, quello autunnale, che pure si annuncia meno propizio all\u2019offensiva dato l\u2019inizio della stagione della rasputiza, il fango orientale cos\u00ec spesso, quasi adesivo, che immobilizza non solo i fanti, ma persino i veicoli corazzati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202952 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491829.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Una maggiore fissit\u00e0 della linea del fronte pu\u00f2 teoricamente favorire la posizione di Zelensky, volta a imporre un cessate il fuoco bloccando semplicemente le posizioni esistenti, senza acconsentire alle richieste di Putin per un ripiegamento fino ai confini occidentali di tutte e quattro le regioni contese.<\/p>\n<p>Ma a favorire i russi c\u2019\u00e8 il maggior logoramento, complessivo, dell\u2019apparato militare ucraino, nonch\u00e9 la maggior spossatezza del suo personale, rispetto a quello russo.<\/p>\n<p>La prosecuzione della pressione militare russa sulle posizioni ucraine serve sia per guadagnare il maggior spazio possibile, e quindi tutelarsi nel caso si finisca, per i pi\u00f9 vari motivi, con l\u2019accettare un semplice congelamento della linea, sia per implementare l\u2019annientamento delle risorse militari ucraine, comunque inferiori a quelle russe, lungo la linea del fuoco, nella prospettiva di rendere, se non ora, nell\u2019immediato futuro, Kiev pi\u00f9 malleabile verso l\u2019ipotesi di ritirarsi sui confini regionali.<\/p>\n<p>Nel frattempo, in attesa dei previsti, ma ancora incerti, colloqui, i combattimenti proseguono in uno stillicidio di schermaglie locali per il controllo di villaggi o punti strategici, non senza discordanze tra le fonti, spesso imprecise nel distinguere semplici incursioni di ricognizione da vere e proprie avanzate che portino al controllo consolidato e duraturo di nuove posizioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202953 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Sumy-Direction-October-31-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Se ci limitiamo, a titolo di esempio, agli aggiornamenti tattici a cavallo fra 26 e 28 ottobre 2026, iniziamo col notare che sul fronte secondario settentrionale di Sumy, mentre l\u2019istituto americano ISW non riconosceva alcuna avanzata russa in quei giorni, il Ministero della Difesa russo sosteneva invece di aver conquistato Barylivka e i blogger militari russi specificavano che l\u2019unit\u00e0 impegnata nella manovra era il 41\u00b0 Reggimento Fucilieri Motorizzati della 72 Divisione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202948 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Kharkiv-Oblast-October-29-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Nella regione di Kharkiv, i russi avrebbero compiuto una missione di infiltrazione nella cittadina di Chuhunivka, a Nordest del capoluogo Kharkiv, attestandosi nel centro urbano lungo la strada T-2104. Un\u2019altra infiltrazione di piccoli nuclei d\u2019assalto russi sarebbe avvenuta a Mala Vovcha, fino a Sud di questo villaggio, ma in entrambi i casi gli ucraini avrebbero gi\u00e0 iniziato a colpire le posizioni di queste punte avanzate, forse solo in perlustrazione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 concreta potrebbe essere la rivendicazione di Mosca di aver conquistato Alisivka con elementi del 1431\u00b0 Reggimento di Fucilieri Motorizzati. Sempre nel Kharkiv, ma nell\u2019area del fiume Oskil, un\u2019infiltrazione di russi a Kupyansk sarebbe stata respinte nei quartieri nord della citt\u00e0, anche attuando, con l\u2019Operazione Veles, una sorta di \u201cbonifica\u201d di un vecchio gasdotto in disuso attraverso cui i russi avrebbero fatto giungere rinforzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202946 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Kupyansk-Direction-November-2-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Potrebbe essere riuscita una penetrazione nel sobborgo sudorientale di Kupyansk-Vuzlovyi, dove lungo la ferrovia Pivdenna fanterie del Cremlino sarebbero giunte ad attestarsi nella locale stazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019area delle citt\u00e0-fortezze, l\u2019asse Sloviansk-Kramatorsk \u00e8 stato pesantemente colpito dall\u2019aviazione russa, con caccia tattici Sukhoi che hanno bombardato le linee di rifornimento ucraine nelle retrovie del fronte oltre a direzionare bombe plananti guidate sulle fortificazioni, in uno sforzo coordinato volto anche a impedire che arrivino in prima linea materiali per la riparazione dei danni ai bunker.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nell\u2019ambito di una strategia di degradazione delle difese statiche in cui la Russia punta sul fattore tempo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202949 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Lyman-Tactical-Area-October-30-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Nella zona di Lyman, nonostante l\u2019arretramento subito dopo la controffensiva Vivaldi completata dagli ucraini nelle scorse settimane, lo stesso ISW ha ammesso il rafforzamento di una presenza russa a Zelena Dolyna, a Nord di Lyman.<\/p>\n<p>Sul versante Sud della fascia di fortezze, blogger militari russi affermano che sarebbe stata raggiunta la parte occidentale di Oleksiievo-Druzhkivka, centro situato a Nordovest di Kostyantynivka, proprio sull\u2019autostrada H20, e situato poco a Sud di Druzkhivka.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202954 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Kostyantynivka-Druzhkivka-Tactical-Area-November-2-2026-1.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Fonti militari ucraine stesse hanno ammesso che i russi sono entrati nelle vicine Klynove Bezimyane e Popsane, da cui possono organizzare successive puntate per assalire Druzkhivka sul fianco Est. Nell\u2019area di Dobropillya, secondo l\u2019ISW le truppe russe sarebbero al momento al palo, incapaci di avanzare, ma per un blogger militare russo, le truppe di Putin sarebbero entrate nella vicina Serhiivka, mossa atta ad aggirare la precedente citt\u00e0 da Sudest.<\/p>\n<p>Nella regione di Dnipropetrovsk gli ucraini stanno attuando un\u2019offensiva verso Velyka Novosilka, a Sudest di Oleksandrivka, dove il Gruppo Est dell\u2019esercito russo ha stabilito un importante nodo logistico che alimenta le operazioni nella vicina zona di Zaporizhzhia.<\/p>\n<p>Al che i russi hanno dispiegato laggi\u00f9 squadre di operatori di droni del Centro Rubikon come misura difensiva e di sorveglianza. Secondo l\u2019osservatore militare ucraino Kostyantyn Mashovets le truppe ucraine hanno respinto unit\u00e0 russe da varie posizioni attorno a Novomykolaivka, dove i russi sarebbero rimasti attestati solo in un\u2019area boschiva presso la strada Berezove-Novomykolaivka.<\/p>\n<p>Ha per\u00f2 ammesso che piccoli plotoni russi sono arrivati sulla sponda occidentale del fiume Yanchur e che il consolidamento di forze russe fra Zlahoda, Rybne, Pryvilne e Solodke, potrebbe col tempo permettere loro di attaccare sul fianco gli ucraini.<\/p>\n<p>Nel Sud, per ovviare alla pressione russa su Hulyapliske, Orkhiv v e la citt\u00e0 di Zaporizhzhia, gli ucraini hanno consolidato le loro posizioni a Pavlivka e Uspenivka, a Nordest di Hulyaipole, lungo la sponda orientale del fiume\u00a0 Yanchur.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202947 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Eastern-Zaporizhia-Oblast-November-2-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Nei giorni seguenti, il 31 ottobre si segnalava una controffensiva locale ucraina a Yunakivka, a Nord di Sumy, cittadina dove le truppe di Kiev sono rientrate infliggendo, pare, grosse perdite ai russi grazie al massiccio uso di droni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202950 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Orikhiv-Direction-October-30-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Lo stesso giorno, il portavoce militare ucraino Viktor Trehubov ammetteva avanzate dei russi a Hraniv, a Nord di Kharkiv, con l\u2019intento apparente di estendere le proprie ali, dunque a scanso di aggiramenti sui fianchi, anzich\u00e9 spingersi in profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel settore del fiume Oskil, nell\u2019Est del Kharkiv, l\u2019ISW negava, fra 31 ottobre e 1\u00b0 novembre, sensibili avanzate dei russi, limitandosi a parlare di piccole infiltrazioni che perduravano in centri come Kupyansk-Vuzlovyi.<\/p>\n<p>I blogger militari russi parlavano invece di vere e proprie avanzate a Mala Shapkivka, ma ammettevano anche avanzate ucraine a Zelenyi Hai, a Nordest di Borova. Presso Lyman e Slovjansk, fra 31 ottobre e 1\u00b0 novembre si segnalava un fronte statico ma con tentativi di contrattacco ucraino per mettere in sicurezza i sobborghi delle citt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202959 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Dobropillya-Tactical-Area-October-31-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Intanto, mentre proseguivano le lotte strada per strada a Kostyantynivka, il 1\u00b0 novembre i russi si sono infiltrati anche a Rusyn Yar, centro a Sudovest di Kostyantynivka la cui presa pu\u00f2 far consolidare posizioni per poi muovere pi\u00f9 agevolmente verso Druzhkivka facendo tenaglia con direttrici pi\u00f9 sudorientali.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni, fonti militari ucraine riportate da ISW sostenevano che i russi stavano accumulando presso Dobropillya carri armati e veicoli corazzati da fanteria in preparazione di una possibile spallata.<\/p>\n<p>Nel settore di Dnipropetovsk ancora al 1\u00b0 novembre la situazione era statica, senza movimenti degni di nota, mentre pi\u00f9 a Sud l\u2019infiltrazione russa nell\u2019area di Verkhnya Tersa, a Ovest di Hulyaipole, proseguiva sebbene con notevoli perdite, tanto da spingere Mosca a rinforzare ed avvicendare in quella zona elementi della 57a Brigata Separata Fucilieri Motorizzati con personale della 60s Brigata Separata Fucilieri Motorizzati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202951 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Russo-Ukrainian-War-November-2-2026.webp\" alt=\"\" width=\"1795\" height=\"2244\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questa sintetica rassegna degli aggiustamenti, comunque molto limitati in termini di chilometri, della linea del fronte attorno alla fine di ottobre pu\u00f2 solo dare un\u2019idea della complessit\u00e0 della questione territoriale nelle trattative che si vanno preparando.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che cercare di dare validit\u00e0 diplomatica in sede di accordo a una linea frastagliata, discontinua e segnata da infiltrazioni isolate di forze che possono anche occupare posizioni a macchia di leopardo, \u00e8 quantomeno azzardato.<\/p>\n<p>Come ogni fronte in tempo di guerra, infatti, la prima linea russo-ucraina \u00e8 frutto di contingenze tattiche per loro natura provvisorie e destinate a non essere pi\u00f9 valide a distanza di pochi giorni, a seconda dell\u2019andamento dei combattimenti. Pensare di \u201ccongelare\u201d a un dato momento un fronte mobile e magmatico rischia pertanto di rimandare a un futuro forse ravvicinato il riesplodere di una cronica instabilit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202941 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1491601.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"650\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il 3 novembre\u00a0 la Russia ha sferrato un massiccio bombardamento a ondate contro le infrastrutture energetiche dell\u2019Ucraina, lasciando vaste aree del Paese senza elettricit\u00e0 grazie all\u2019impiego di decine di missili e centinaia di droni.\u00a0 Zelensky ha dichiarato che la Russia ha lanciato 289 droni, 17 missili balistici e 59 missili da crociera, colpendo centrali elettriche e sottostazioni, dal porto di Odessa, sul Mar Nero, fino a Rivne, nell\u2019ovest del Paese.<\/p>\n<p>Da parte russa, alcuni funzionari hanno riferito che l\u2019Ucraina, durante la notte, ha provocato un incendio in una grande raffineria di petrolio nella citt\u00e0 di Yaroslavl, mediante un attacco condotto con droni. La DTEK, il principale produttore privato di energia ucraino, ha comunicato che tre delle sue cinque centrali termoelettriche sono state messe fuori uso. Secondo le autorit\u00e0 ucraine, i danni hanno causato interruzioni di corrente nella capitale Kiev e in almeno altre sei regioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202989 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Russian-Drone-and-Missile-Strikes-Against-Ukrainian-Energy-Infrastructure.webp\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il primo ministro Sergii Koretskyi ha riferito che sono state colpite anche le infrastrutture ferroviarie, con danni a vagoni passeggeri, locomotive e a una stazione ferroviaria. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che le proprie truppe hanno colpito, in diverse regioni, impianti elettrici ucraini che forniscono energia a fabbriche militari e all\u2019esercito ucraino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto: Casa Bianca, MSC, US Dept of War, TASS, Forze Armate Ucraine,\u00a0 Presidenza Ucraina, Lockheed Martin, Ambasciata Russa a Londra,<\/p>\n<p>Mappe: ISW<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/11\/la-guerra-in-ucraina-verso-una-svolta\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/11\/la-guerra-in-ucraina-verso-una-svolta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Mirko Molteni) Negli ultimi giorni, mentre si attende a giorni il vertice trilaterale fra Russia, Ucraina e Stati Uniti d\u2019America negli Emirati Arabi Uniti, si sono moltiplicati segnali contraddittori che vedono da un lato il governo di Kiev dirsi intransigente sulla questione dei territori occupati, salvo poi rendersi conto del progressivo indebolimento dell\u2019apparato difensivo, sia di fronte a una pressione russa a terra, soprattutto nei settori del Donetsk e di Kharkiv, che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-psz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97871"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97880,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97871\/revisions\/97880"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}