{"id":97888,"date":"2026-11-06T10:00:22","date_gmt":"2026-11-06T09:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97888"},"modified":"2026-11-06T08:36:30","modified_gmt":"2026-11-06T07:36:30","slug":"evadere-con-classe-la-moralita-pubblica-al-servizio-del-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97888","title":{"rendered":"Evadere con classe: la moralit\u00e0 pubblica al servizio del capitale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/evasione3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7016\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/evasione3.png?w=800\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"450\" data-attachment-id=\"7016\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/10\/28\/evadere-con-classe-la-moralita-pubblica-al-servizio-del-capitale\/evasione3\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/evasione3.png\" data-orig-size=\"800,450\" data-comments-opened=\"1\" data-image-title=\"evasione3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/evasione3.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">In tempi di manovra di bilancio e in clima gi\u00e0 ormai pre-elettorale la recente pubblicazione delle <a href=\"https:\/\/www.mef.gov.it\/export\/sites\/MEF\/inevidenza\/2026\/article_00390\/Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2026_09_30.pdf\">nuove stime del <em>tax gap<\/em><\/a>elaborate dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze ha fatto tracimare dalle acque di un dibattito politico stanco e ripetitivo il sempreverde tema dell\u2019evasione fiscale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Il <em>tax gap<\/em>, ovvero la differenza tra il gettito fiscale che si sarebbe raccolto se tutte le attivit\u00e0 in essere fossero regolarmente registrate, e quello che effettivamente viene raccolto, \u00e8 l\u2019indice che misura l\u2019evasione fiscale stimata. Quest\u2019ultima include sia i mancati versamenti tributari (tasse e imposte) sia quelli contributivi (contributi sociali versati all\u2019INPS).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Del resto, l\u2019evasione \u00e8 senza dubbio uno degli elementi pi\u00f9 appariscenti delle numerose contraddizioni e storture del sistema fiscale italiano ed \u00e8 il tipico tema che stimola discussioni molto accese e polarizzanti dove tuttavia tutte le parti coinvolte nascondono quasi sempre gli elementi fondamentali del contesto di sfondo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">L\u2019evasione fiscale stimata in Italia ammontava secondo <a href=\"https:\/\/www.mef.gov.it\/export\/sites\/MEF\/inevidenza\/2026\/article_00390\/Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2026_09_30.pdf\">le stime del MEF<\/a> e di ISTAT nel 2023 (ultimo dato disponibile) a circa 110-113 miliardi, un valore pari al 5,1%\/5,3% del PIL. Tale ammontare viene calcolato a partire da una stima dell\u2019economia sommersa ovvero quella parte di attivit\u00e0 economiche legali ma volontariamente non registrate in tutto o in parte e che quindi non danno luogo (o danno luogo soltanto parzialmente) a versamenti tributari e contributivi. L\u2019economia sommersa nel 2023 era stimata a circa 198 miliardi di euro pari al 9,2% del PIL. La gran parte dell\u2019evasione \u00e8 di natura tributaria (circa il 90%) mentre il restante 10% consiste di contributivi sociali non versati all\u2019ente previdenziale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">A titolo comparativo rispetto agli altri paesi europei <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/STUD\/2022\/734007\/IPOL_STU(2022)734007_EN.pdf\">il peso relativo dell\u2019evasione in Italia<\/a> \u00e8 mediamente assai pi\u00f9 elevato collocandosi su livelli medio-alti: circa il doppio della Germania, quasi il doppio rispetto alla Francia e al Regno Unito, su valori di poco superiori alla Spagna e al Portogallo e allineata a paesi dell\u2019est Europa come Polonia e Ungheria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente che l\u2019evasione fiscale si configura come un fenomeno di rilevante portata che oltre a rompere un patto legale e sociale che vincola lo Stato ai cittadini, conduce a due gravi conseguenze: una riduzione della capacit\u00e0 di gettito per lo Stato e gli enti locali e una redistribuzione del reddito regressiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Se il minor gettito incassato incide sulla capacit\u00e0 degli Stati di fare spesa pubblica \u2013 capacit\u00e0 vessata dai vincoli europei e le rigide regole su deficit e debito pubblico \u2013 le conseguenze distributive dell\u2019evasione sono ancor pi\u00f9 evidenti nello sbilanciamento delle fonti di reddito da cui deriva. La stragrande maggioranza dell\u2019evasione \u00e8 infatti attribuibile a lavoro autonomo e attivit\u00e0 d\u2019impresa, mentre soltanto una piccola parte (stimabile a non oltre il 10%) pu\u00f2 essere attribuita a lavoro dipendente. Il motivo \u00e8 semplice: i dipendenti anche se volessero non potrebbero evadere poich\u00e9 i versamenti fiscali li effettua per loro conto il datore di lavoro come sostituto d\u2019imposta. E in effetti anche quel 10% di evasione legata al lavoro dipendente \u00e8 attribuibile essenzialmente a lavoratori in nero, che certo non sono tali per loro scelta. Insomma, l\u2019evasione a conti fatti danneggia in modo preminente le fasce di reddito pi\u00f9 basso e il lavoro dipendente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Fatta questa premessa, \u00e8 indispensabile fare un passo ulteriore, per far uscire la questione dell\u2019evasione da un discorso sulla \u201cmoralit\u00e0 pubblica\u201d nel quale viene spesso, e in modo interessato, confinato, come \u00e8 accaduto nella recente puntata della trasmissione diretta da <a href=\"https:\/\/www.la7play.it\/la-torre-di-babele\/video\/meloni-e-il-pizzo-di-stato-augias-unespressione-mafiosa-12-10-2026-661407\">Corrado Augias \u201cLa Torre di Babele\u201d<\/a> appositamente dedicata all\u2019evasione fiscale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">In particolare, la forte impressione che spesso si ha quando si discute di falle del nostro sistema tributario \u00e8 che concentrare l\u2019attenzione sull\u2019evasione fiscale sia un efficace espediente per non parlare del sistema stesso e delle sue macroscopiche storture e ingiustizie che, a differenza dell\u2019evasione sono invece perfettamente legali, legalizzate e addirittura incentivate. Ingiustizie e distorsioni create con pervicace coerenza da molti decenni che hanno letteralmente stravolto in senso regressivo la struttura dei tributi nel nostro paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">In primo luogo, vi \u00e8 un rilevante tema distributivo interno allo stesso fenomeno dell\u2019evasione. Si calcola che circa l\u201980% del valore dell\u2019evasione in Italia sia attribuibile a micro e piccole imprese e lavoro autonomo, mentre il restante 20% a medie e grandi imprese. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto sia alla peculiarit\u00e0 del tessuto produttivo italiano, fatto in larghissima parte di piccole e piccolissime imprese (95% delle imprese esistenti), sia alla forte presenza di sacche di attivit\u00e0 informali di difficile monitoraggio nel mondo delle micro-attivit\u00e0. A questo mondo il Governo ha offerto in questi anni il \u201cconcordato preventivo biennale\u201d, cio\u00e8 un accordo fra Stato e imprese sulle imposte da pagare nei due anni successivi, a prescindere dal reddito effettivo: in altre parole, qualunque guadagno ulteriore a quello previsto non era tassato per nulla.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Naturalmente, comunque, anche la grande impresa evade e quando evade lo fa su cifre pro-capite infinitamente pi\u00f9 consistenti.\u00a0\u00a0Tuttavia, il vero tema, di cui si parla molto meno, \u00e8 che le imprese oltre ad evadere, eludono. E l\u2019elusione \u00e8 tipica della grande impresa e tipicissima delle grandi imprese multinazionali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Per elusione si intende l\u2019insieme di operazioni legali prive di qualsiasi <em>ratio<\/em> economica che non sia il mero risparmio di imposta. In sostanza un raggiro a tutti gli effetti, ma pienamente legalizzato. Anche qui esiste la piccola elusione e la grande elusione. La prima sfrutta gli spazi e le aporie concesse dal sistema tributario nazionale, la seconda, ben pi\u00f9 corposa e accessibile per lo pi\u00f9 alle grandi imprese, sfrutta l\u2019ingegneria dei sistemi fiscali internazionali adottando tecniche quali i prezzi di trasferimento, il trasferimento dei profitti, la sottocapitalizzazione, la manipolazione di interessi passivi e <em>royalites<\/em> ed altri sofisticati sistemi. L\u2019elusione, a differenza dell\u2019evasione, non \u00e8 un\u2019anomalia tollerata o sfuggente, ma \u00e8 un pezzo costitutivo del sistema per come lo si \u00e8 deciso di disegnare e dell\u2019architettura di concorrenza fiscale globale plasmata in 4 decenni di neo-liberismo. Non un incidente, dunque, ma una precisa strategia, come dimostra l\u2019ultimo pacchetto Tax Omnibus attualmente in discussione in sede europea che, come tutti i <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/simplification\/\">pacchetti Omnibus<\/a> lanciati in questi anni, fa della ulteriore deregolamentazione la chiave per un presunto rilancio dell\u2019economia europea.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">L\u2019altro aspetto generale che l\u2019attenzione univoca sull\u2019evasione nasconde, oltre allo scandalo dell\u2019elusione, \u00e8 quello della struttura complessiva del sistema tributario nel suo insieme, la sua stessa base costitutiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Molti dei commentatori che, giustamente, demonizzano l\u2019evasione fiscale ma ingiustamente, la additano da sola a causa di tutti i mali, dimenticano di ricordare cosa \u00e8 successo al sistema tributario italiano dagli anni \u201980 \u201990 dello scorso secolo. La tendenza di fondo \u00e8 ben sintetizzabile in pochi e cruciali direzioni: la drastica diminuzione della progressivit\u00e0 dell\u2019imposta sui redditi (passata da 32 a 3 scaglioni dal 1974 ad oggi con una vertiginosa riduzione della distanza tra redditi afferenti al primo e all\u2019ultimo scaglione di reddito); l\u2019introduzione di regimi separati agevolati e non progressivi per una parte dei redditi da capitale (redditi da affitti, da attivit\u00e0 finanziaria, redditi di societ\u00e0 di capitali) e per il piccolo lavoro autonomo (regime forfettario fino a 85.000 euro) con conseguente estrema frammentazione caotica dei regimi fiscali; e infine l\u2019approdo ad un sistema di libera circolazione di merci e capitali che ha consentito la libera delocalizzazione produttiva e fiscale dando libero corso a tutti quei meccanismi elusivi di cui beneficia il grande capitale produttivo e finanziario a caccia di paradisi fiscali o trattamenti agevolati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Meccanismi che hanno, nel loro insieme, ridotto programmaticamente il sistema tributario ad un meccanismo selettivo di estrazione di risorse a carico quasi esclusivo del lavoro dipendente, dei pensionati e di una piccola porzione di imprese, per giunta con un ridottissimo livello di progressivit\u00e0 residua.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Discutere di evasione fiscale \u00e8 allora sacrosanto. Ma usarla come facile capro espiatorio a legittimazione implicita di un sistema fiscale la cui unica pecca sarebbe quella di non funzionare correttamente per la disonest\u00e0 dei contribuenti, non soltanto \u00e8 sbagliato, ma \u00e8 molto pericoloso perch\u00e9 finisce per incanalare la critica degli aspetti distributivi del carico fiscale soltanto sulle anomalie attuative di un sistema e non sulla sua stessa struttura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">L\u2019eterna dialettica superficiale tra una destra politica che strizza <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/05\/26\/per-meloni-far-pagare-le-tasse-ai-piccoli-commercianti-e-pizzo-di-stato-guerra-pd-associa-lattivita-dello-stato-a-quella-mafiosa\/7174855\/\">l\u2019occhio all\u2019evasione fiscale<\/a> per conquistare il cuore e il voto dei piccoli evasori confondendo la micro-evasione con il furto programmatico di milioni e milioni di euro all\u2019erario da parte di una classe benestante, e un centro-sinistra che erge, a parole, la lotta all\u2019evasione a pilastro morale della propria visione del mondo ma non mette in alcun modo in discussione i fondamenti stessi della gigantesca ingiustizia fiscale nel neo-liberismo (sbilanciamento assoluto del carico tributario sul lavoro, libera circolazione del capitale, delocalizzazione produttiva, mortificazione della progressivit\u00e0), \u00e8 una dialettica marcia.\u00a0\u00a0Ed \u00e8 una dialettica funzionale alla riproduzione di un sistema profondamente e intrinsecamente iniquo che, da un lato, limita la possibilit\u00e0 di spesa da parte dello Stato e dunque la sua capacit\u00e0 di offrire servizi e politiche per la piena occupazione tramite espansioni della spesa pubblica in deficit, dall\u2019altro risulta basato su una crescente e ormai intollerabile disuguaglianza dove una piccola <em>\u00e9lite<\/em> non soltanto si arricchisce a priori a dismisura a discapito della maggioranza, ma elude a posteriori sistematicamente il fisco attraverso esenzioni, agevolazioni, elusioni e fughe di capitali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">All\u2019azione del Governo di questi anni, che fra l\u2019altro ha garantito diversi condoni chiamati pudicamente \u201crottamazioni\u201d, non si risponde quindi con una critica basata esclusivamente sul piano della moralit\u00e0. Soltanto attraverso una critica radicale dell\u2019impianto del sistema tributario e fiscale \u00e8 possibile affrontare in modo serio e credibile la lotta all\u2019evasione come tassello (tra i molti) di un sistema profondamente iniquo ritagliato per i privilegi di pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/10\/28\/evadere-con-classe-la-moralita-pubblica-al-servizio-del-capitale\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/10\/28\/evadere-con-classe-la-moralita-pubblica-al-servizio-del-capitale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) In tempi di manovra di bilancio e in clima gi\u00e0 ormai pre-elettorale la recente pubblicazione delle nuove stime del tax gapelaborate dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze ha fatto tracimare dalle acque di un dibattito politico stanco e ripetitivo il sempreverde tema dell\u2019evasione fiscale. 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