{"id":9805,"date":"2013-11-15T19:26:16","date_gmt":"2013-11-15T19:26:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9805"},"modified":"2013-11-15T19:26:16","modified_gmt":"2013-11-15T19:26:16","slug":"lomerta-manzoniana-su-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9805","title":{"rendered":"L&#8217;omert\u00e0 manzoniana su Moro"},"content":{"rendered":"<p>\n\tRiceviamo e volentieri pubblichiamo\n<\/p>\n<p>\n\t<em>Le sue parole io l&#39;ho sentite, e non te le sarei ripetere. Le parole dell&#39;iniquo che &egrave; forte penetrano e sfuggono. Pu&ograve; adirarsi che tu mostri sospetto su di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello che tu sospetti &egrave; certo<\/em>. (Manzoni)\n<\/p>\n<p>\n\tMio padre mi raccontava di quando negli anni &#39;50 and&ograve;, col gruppo di giovani dell&#39;Azione cattolica, da Sambiase, oggi Lamezia, a Catanzaro a sentire un comizio di Scelba. Uno del gruppo chiese a Scelba chi fossero i responsabili della strage di Portella della Ginestra. Scelba rispose, con un tono inferocito e scocciato: &quot;Sono stato io. Va bene?&quot;. Riuscendo cos&igrave; ad ammutolire il contestatore e, sull&#39;argomento, gli altri giovanotti. Scelba diceva allo stesso tempo una cosa vera e falsa, perch&eacute; come ministro dell&#39;interno ebbe delle gravi responsabilit&agrave;, ma la strage non era tutta farina del suo sacco, e probabilmente se fosse dipeso solo da lui non vi sarebbe stata.\n<\/p>\n<p>\n\tL&#39;episodio mi &egrave; tornato in mente per la notizia di questi giorni che &egrave; indagato per calunnia il sottufficiale della GdF che ha costituito una fonte dei libri e degli interventi di Imposimato sulla volont&agrave; dello Stato di non salvare Moro [1]. La calunnia riguarderebbe la prigione di Via Montalcini, che secondo il finanziere era circondata e monitorata da polizia, militari e servizi, anche stranieri, ai quali per&ograve; fu dato l&#39;ordine di non intervenire.\n<\/p>\n<p>\n\tLe altre ipotesi sui luoghi di prigionia includono una base nel ghetto di Roma, e palazzo Caetani; e anche un ipotetico ambiente dotato di una biblioteca, con testi che fanno pensare a un istituto religioso [2] (ricordo vagamente dai miei anni romani che a palazzo Caetani vi era una biblioteca, aperta al pubblico). Quali che siano state le prigioni, e le mosse delle forze che avrebbero dovuto liberarlo, il finanziere e Imposimato non sono certo i soli a sostenere che si volle fare uccidere Moro: ci sono studi dettagliati, come quelli di Flamigni e De Lutiis, che, mostrando un ampio e coerente quadro di elementi, confermano la presenza di una volont&agrave; atlantica, e forse anche sovietica, della quale i nostri governanti furono intermediari.\n<\/p>\n<p>\n\tOltre ai risultati degli specialisti vi &egrave; poi una legittima credenza bayesiana, che cio&egrave; considera espressamente anche le probabilit&agrave; a priori; che sono un&#39;entit&agrave; epistemologica che il moderno scientismo, che permea di s&egrave; anche le discipline umanistiche, tende a trascurare in nome di un rigore che rigore non &egrave;. Quali sono le probabilit&agrave; che un gruppo di dilettanti, gi&agrave; sotto controllo, riesca senza aiuti potenti e protezioni a programmare ed eseguire un rapimento simile, e a tenere per mesi in scacco un intero Stato proteso alla ricerca del sequestrato? Quali sono le probabilit&agrave; che le forze di polizia non trovassero al pi&ugrave; presto i responsabili della barbara uccisione dei 5 loro colleghi nell&#39;agguato di Via Fani? Quali sono le probabilit&agrave; che gli USA e altri poteri forti non esercitino influenze indebite, anche mediante guerra a bassa intensit&agrave;, e che quindi siano estranei alla vicenda? Dati anche altri casi di terrorismo dove la presenza negativa dei servizi, con la loro subordinazione ai &quot;liberatori&quot;, non &egrave; proprio un fantasma ? E dato il carattere di Moro: credo che la principale &quot;colpa&quot; di Moro fosse quella di fare, sia pure con le sue proverbiali cautele, lo statista, anzich&eacute; il pupazzo, e di esprimere una politica almeno in parte genuinamente indipendente. La &quot;red scare&quot; della Guerra fredda mi pare poco meno di una copertura, una giustificazione ideologica; i &quot;rossi&quot; essendo &quot;rosa&quot;, come si pu&ograve; agevolmente constatare oggi.\n<\/p>\n<p>\n\tTra le varie possibilit&agrave; sull&#39;indagine per calunnia c&#39;&egrave; quella del paradosso di Gettier, dove una credenza &egrave; vera nonostante sia ritenuta tale sulla base di una giustificazione falsa (il libro &ldquo;Il diavolo, certamente&rdquo; di Camilleri ne contiene alcuni esempi [3]). In questo caso il finanziere potrebbe avere effettivamente prodotto, in parte o totalmente, delle false evidenze; che danno supporto a una credenza vera, quella della correit&agrave; dei governanti. Il paradosso di Gettier costruito ad arte pu&ograve; essere una tecnica di depistaggio, per screditare una pista valida o intorbidire le acque su una verit&agrave; raggiunta.\n<\/p>\n<p>\n\tSul piano logico corrisponde alla fallacia proposizionale della negazione dell&#39;antecedente: &quot;se A allora B&quot;; &quot;non A&rdquo;; quindi &ldquo;non B&quot;. Sul piano della disinformazione fa pensare alla tecnica della &quot;inoculation&quot; (vaccinazione): &quot;vaccinare&quot; contro la verit&agrave; presentandola in forma non valida. Thomas H. Huxley, &quot;il mastino di Darwin&quot;, ha scritto che &quot;Verit&agrave; irrazionalmente difese possono essere pi&ugrave; dannose di errori ragionati&quot;; e che, d&#39;altra parte &quot;Non c&#39;&egrave; errore maggiore che la conclusione affrettata che un&#39;opinione &egrave; priva di valore in quanto &egrave; malamente argomentata&quot;. Questi giochi hanno un effetto dirompente sulla ricerca della verit&agrave; (soprattutto se si ha poca voglia di raggiungerla); come in un sistema di specchi, rendono inafferrabile la verit&agrave; mentre sembrano offrirla.\n<\/p>\n<p>\n\tBisogna distinguere tra valore di verit&agrave; e giustificazione di una credenza, quando si tratta di argomenti come i Misteri d&#39;Italia. Nel caso Moro appare esserci stato almeno un altro caso di giustificazione falsa di una verit&agrave;. Cossiga diceva che lui e i DC avevano ucciso Moro; intendendo di avere causato la morte di Moro indirettamente, come effetto collaterale previsto ma non voluto, e per una scelta autonoma di difesa dello Stato; mentre fu una responsabilit&agrave; di tipo diretto, e in esecuzione di volont&agrave; esterne. L&#39;affermazione di Cossiga, anch&#39;essa una risposta alle accuse, nella sua arrogante ambiguit&agrave; ha alcune somiglianze con quella di Scelba a Catanzaro.\n<\/p>\n<p>\n\tNon va dimenticato d&#39;altra parte che se i dettagli non sono ricostruibili con certezza, il quadro generale &egrave; abbastanza chiaro. Personalmente non ho bisogno di studi interminabili per comprendere che coloro che occupano le istituzioni dello Stato sono corrotti e venduti a forze sovranazionali: lo vedo coi miei occhi ogni giorno. Bisogna anche evitare che, come tendono a fare accademici e magistrati, venga sabotata l&#39;accuratezza in nome della precisione; cio&egrave; che si neghi il quadro generale perch&eacute; alcuni particolari vengono periodicamente messi in discussione e corretti.\n<\/p>\n<p>\n\tOltre che un depistaggio, le rivelazioni false che indicano la verit&agrave;, e la loro successiva demolizione, possono essere una forma di intimidazione, e hanno un effetto demoralizzante. Col conseguente procedimento per calunnia il paradosso intimidisce il pubblico dal profferire ci&ograve; che d&#39;altro canto gli si lascia capire. Una nota, questa del negare e mostrare, presente in tutta la vicenda Moro. Sembra anzi che faccia parte della strategia del terrore il far intravedere chi sono i veri mandanti, prima ai politici e alla classe dirigente, ora al pubblico generale; dando cos&igrave; un esempio e lanciando una minaccia. E rivelando quindi il senso di un&#39;operazione altrimenti folle, oltre che scellerata; di una &quot;follia&quot; che apparentemente pervase anche la risposta dello Stato.\n<\/p>\n<p>\n\tGli atti terroristici del potere, come ho potuto apprezzare a Brescia [4], hanno, dopo la frazione di secondo dell&#39;esplosione, o della penetrazione del proiettile, un lungo<em> fall-out<\/em> di corruzione e di degrado, che dura anni e decenni. Con Moro si pu&ograve; ancora intimidire il popolo e addestrarlo alla sottomissione. Pochi giorni prima dell&#39;indagine per calunnia, Pieczenik, emissario di Kissinger presso il governo italiano in veste di consulente per il caso Moro, intervistato da Minoli ha affermato, similmente a quanto aveva fatto negli anni precedenti, che vi era un interesse USA a eliminare Moro, e che egli ag&igrave; in questo senso; attribuendo a s&eacute; stesso &ldquo;il sacrificio&rdquo; di Moro, come un merito. Con un discorso simile nella struttura formale a quello di Cossiga.\n<\/p>\n<p>\n\tAppare che vi sia la volont&agrave; di imporre, mediante ammissioni parziali e distorte da un lato e smentite e minacce giudiziarie dall&#39;altro, una forma di omert&agrave; particolarmente umiliante, che si pu&ograve; chiamare &quot;manzoniana&quot;, descritta nella sua perversit&agrave; da Manzoni, a proposito della dominazione spagnola sull&#39;Italia (v. epigrafe): non si deve dire ma si deve sapere. Cos&igrave; il mostro pu&ograve; circolare liberamente nelle menti ma non nel discorso pubblico. Gi&agrave; nell&#39;agor&agrave; la convinzione privata dell&#39;omicidio di Stato in esecuzione di ordini sovranazionali diviene un argomento poco maneggevole e opinabile, al quale vengono affibbiate connotazioni da chiacchiera da bar, complici la diffusa vigliaccheria e il diffuso atteggiamento ruffiano verso il potere. E nelle assemblee ufficiali la terribile accusa di essersi venduti agli stranieri nel partecipare a un assassinio politico non entra se non per essere condannata come una calunnia, che getta fango sui fieri rappresentanti di un popolo fiero.\n<\/p>\n<p>\n\tQualcosa del genere appare essere avvenuto per l&#39;11 settembre. Vi &egrave; una letteratura, scritta da tecnici competenti, sull&#39;impossibilit&agrave; materiale che le torri collassassero completamente in seguito al solo urto degli aerei. Forse anche qui si &egrave; voluto ventilare ci&ograve; che ufficialmente si nega. Questo spiegherebbe perch&eacute; il terzo edificio, il &quot;Salomon Brothers&quot;, &egrave; crollato apparentemente da solo, come se si volesse svelare il trucco e insinuare il dubbio sulla versione che allo stesso tempo si propagandava. E&#39; interessante che coloro che supportano, anche con la loro rispettabilit&agrave;, la tesi che l&#39;attentato sia stato un auto-attentato vi sia Imposimato.\n<\/p>\n<p>\n\tL&#39;accusa di calunnia coinvolge, sul piano della credibilit&agrave;, Imposimato, ex magistrato che indag&ograve; sull&#39;omicidio di Moro. Io vedo che i magistrati sono &quot;atlantically correct&quot; [5], e che le loro responsabilit&agrave; e complicit&agrave; nella dominazione USA, nelle collegate eliminazioni di soggetti sgraditi, e quindi nel degrado del Paese, sono ampiamente sottovalutate. Il PM che sta indagando per calunnia il finanziere &egrave; Palamara, gi&agrave; segretario dell&#8217;ANM: comunque stiano le cose, egli rappresenta bene la corporazione e gli interessi dei magistrati. Imposimato mi era sembrato l&#8217;esponente visibile di una esigua minoranza nobile di magistrati che mi immagino debba esistere; magistrati capaci, esperti e insieme probi e animati da passione civile. Ora pare che non sia sicuro che le cose stiano cos&igrave; [6]. Avendo il prof. Giannuli proposto Guariniello come candidato alla Presidenza della Repubblica, ho scritto di come gli interventi del PM di Torino sulla medicina siano a volte in realt&agrave; pi&ugrave; consonanti con grandi interessi sovranazionali che con quelli del popolo [7], e sul sito di Giannuli ho proposto invece Imposimato [8], che mi era parso una voce pacata e allo stesso tempo fuori dal &#8220;tolemaicismo&#8221;, la pratica politica e intellettuale di ricondurre responsabilit&agrave; sovranazionali a fattori interni [9]. Pu&ograve; darsi che chi si occupa professionalmente dei Misteri d&#39;Italia possa mostrare su Imposimato riserve speculari a quelle che ho espresso su Guariniello rispetto alla medicina, il mio campo.\n<\/p>\n<p>\n\tCome per gli interventi giudiziari di Guariniello, l&#39;opera pubblicistica di Imposimato conserva comunque una sua utilit&agrave;. Ma temo che l&#39;attesa per la venuta del Magistrato Sconosciuto, prudente come un serpente e candido come una colomba, debba proseguire. Gli italiani, col loro cinismo da povera gente, sono pure colpevoli, per come si sono fatti i fatti loro, per come hanno guardato con indifferenza, con calcolata indifferenza, a quello che &egrave; stato definito &quot;il golpe di Via Fani&quot; (De Lutiis). Come se un fatto di tale gravit&agrave; non li riguardasse direttamente, come se si fosse trattato di uno dei tanti sceneggiati su forze del male, terroristi o mafiosi, capaci di impossessarsi della societ&agrave;, se le forze del bene, lo stesso potere che ci opprime, non le fermano. O al pi&ugrave; di una lotta tra signori, della quale era meglio non impicciarsi. Rilevante solo per il fatto che per avere protezione bisognava quindi rivolgersi alla fazione vincitrice; che &egrave; ci&ograve; che hanno fatto, accettando e votando personaggi, a sinistra non meno che a destra, cento volte peggiori di Moro. E servendoli, speranzosi di ottenere benefici. Dovrebbero riflettere sul fatto che poi hanno avuto Cossiga presidente e ora hanno un Napolitano bis; e su come sarebbe diversa la loro vita se, come sarebbe stato probabile, avessero avuto un settennato Moro, e altri presidenti almeno dello stesso livello.\n<\/p>\n<p>\n\tLa risposta di Scelba non era il motivo principale per il quale mio padre ricordava la giornata a Catanzaro. Nel viaggio di ritorno, lungo la strada vecchia tutta curve e pendenze, su quel genere di torpedoni che sono diventati uno dei simboli del Sud, uno della comitiva cominci&ograve; ad accusare il mal d&#39;auto. Si mise con la testa fuori dal finestrino, bianco in faccia come un cencio. Un altro personaggio si sporse a sua volta dal finestrino immediatamente posteriore per sfotterlo. Traducendo dal calabrese, diceva, con una voce fintamente carezzevole: &quot;********* brutto, perch&eacute; sei venuto? Dove va girando uno come te? Non potevi startene a casa? Che c&#39;entri tu con queste cose?&quot;. E cos&igrave; via, senza smettere. La corriera andava, tra curve, controcurve, scossoni e beccheggiamenti, con le due teste che sporgevano fuori; quella china e quella protesa verso l&#39;altra. Il sofferente, persona mite e di umile condizione sociale, non rispondeva. Subiva boccheggiando, fino a che non vomit&ograve;, e il getto and&ograve; a finire in faccia al suo tormentatore, che si ritrasse ingiuriando e imprecando, con esclamazioni che descrivevano ci&ograve; che aveva ricevuto: &quot;puzzi &#39;i subbrimatu&quot;, &quot;puzzi d&#39;a midicina d&#39;i surici&quot; [sublimato corrosivo, allora usato come disinfettante e topicida]; tra la soddisfazione ilare del resto del gruppo. La scena rimase memorabile. Io ho collegato i due episodi salienti di quella giornata: il vomito dei semplici sarebbe una risposta adeguata alle parole e agli atti perfidi, che penetrano e allo stesso tempo sfuggono, degli iniqui in posizione di potere.\n<\/p>\n<p>\n\t<a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/<\/a>\n<\/p>\n<p>\n\tNote\n<\/p>\n<p>\n\t[1]. Non vollero salvare Moro. Indagato per calunnia ex finanziere. Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2013.\n<\/p>\n<p>\n\t[2] De Lutiis G. Commento sul libro &ldquo;Diario apocrifo di Aldo Moro prigioniero&rdquo; di A. Vettori. In : Il golpe di Via Fani. Protezioni occulte e connivenze internazionali dietro il delitto Moro. Sperling &amp; Kupfer, 2007.\n<\/p>\n<p>\n\t[3] Il diavolo, certamente. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/09\/15\/il-diavolo-certamente\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/09\/15\/il-diavolo-certamente\/<\/a>\n<\/p>\n<p>\n\t[4] Brescia non solo bombe. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/11\/23\/brescia-non-solo-bombe\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/11\/23\/brescia-non-solo-bombe\/<\/a> . La Leonessa. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/11\/21\/la-leonessa\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2010\/11\/21\/la-leonessa\/<\/a>\n<\/p>\n<p>\n\t[5] La convergenza di mafia e antimafia. Pizzo mafioso e pizzo di stato. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/09\/08\/la-convergenza-di-mafia-e-antimafia-pizzo-mafioso-e-pizzo-di-stato\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/09\/08\/la-convergenza-di-mafia-e-antimafia-pizzo-mafioso-e-pizzo-di-stato\/<\/a>\n<\/p>\n<p>\n\t[6] Caroli G. Imposimato, giudice bendato. Bye bye Uncle Sam, 8 novembre 2013.\n<\/p>\n<p>\n\t[7] Il magistrato e gli stregoni. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/04\/15\/il-magistrato-e-gli-stregoni\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/04\/15\/il-magistrato-e-gli-stregoni\/<\/a>\n<\/p>\n<p>\n\t[8] Giannuli A. Ancora sulle candidature al Quirinale. 5 marzo 2013.\n<\/p>\n<p>\n\t[9] Il tolemaicismo politico. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/02\/04\/il-tolemaicismo-nella-storia-contemporanea-italiana\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2013\/02\/04\/il-tolemaicismo-nella-storia-contemporanea-italiana\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo Le sue parole io l&#39;ho sentite, e non te le sarei ripetere. Le parole dell&#39;iniquo che &egrave; forte penetrano e sfuggono. Pu&ograve; adirarsi che tu mostri sospetto su di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello che tu sospetti &egrave; certo. (Manzoni) Mio padre mi raccontava di quando negli anni &#39;50 and&ograve;, col gruppo di giovani dell&#39;Azione cattolica, da Sambiase, oggi Lamezia, a Catanzaro a sentire un comizio di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2y9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9805"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9805"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9805\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}