{"id":9982,"date":"2013-12-02T06:57:57","date_gmt":"2013-12-02T06:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9982"},"modified":"2013-12-02T06:57:57","modified_gmt":"2013-12-02T06:57:57","slug":"la-costituzione-minacciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9982","title":{"rendered":"La Costituzione minacciata"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tLa Costituzione minacciata\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tdi Luciano Del Vecchio\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tDal secondo dopoguerra i ceti dirigenti dei paesi occidentali contrapposero politicamente lo stato interventista in economia al modello sovietico del socialismo reale. In quel periodo di guerra fredda i politici, preoccupati di disinnescare i conflitti sociali e per tener lontani i lavoratori dalle suggestioni collettiviste dei regimi d&rsquo;oltre cortina, si convertirono all&rsquo;intervento statale sia negli investimenti produttivi sia a fini redistributivi del reddito. Tuttavia, nel caso italiano non fu solo la paura della propaganda sovietica a indurre il ceto politico a concepire e programmare la presenza della Stato in economia (esistevano l&rsquo;IRI e il Ministero delle Partecipazioni Statali), ma anche una tradizione ideale in cui confluivano tanto il socialismo quanto la dottrina sociale della Chiesa, e che ispir&ograve; anche la stesura della Carta Costituzionale. Quel modello di sviluppo che rincorreva la piena occupazione, sostenuta dall&rsquo;intervento statale tramite la spesa pubblica, cominci&ograve; a essere messo in discussione dai liberisti fin dagli inizi degli anni &rsquo;70. Ma fu con la crollo del Muro che le classi dirigenti, affrancatesi da quella paura, cominciarono a realizzare un disegno liberista di costruzione economica volta a instaurare la societ&agrave; del libero mercato che esautorasse &#8211; progetto in corso di attuazione &#8211; la sovranit&agrave; costituzionale degli Stati democratici.\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tLe Costituzioni, affermatesi nel dopoguerra e, in alcuni paesi del sud, dopo il crollo delle dittature militari, furono dettate sotto l&rsquo;ispirazione di principi volti a rimuovere gli ostacoli soprattutto economici alla piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita e all&#039;organizzazione dello Stato, e dunque ad affermare i diritti sociali. Fra queste la Costituzione Italiana pu&ograve; senz&rsquo;altro essere considerata, pur all&rsquo;interno di una visione keynesiana del capitalismo, la pi&ugrave; avanzata per quanto riguarda la disciplina dei rapporti economico-sociali. A giusta ragione la nostra Carta &egrave; invisa come un nemico da abbattere da parte degli eurocrati che, nello scrivere i trattati europei, si sono ispirati alle teorie liberiste e monetariste di Von Hayec e Friedmann. Di queste dottrine l&rsquo;Unione europea &egrave; l&rsquo;odierna realizzazione storico-politica, al servizio e alle direttive della quale la legione straniera che ci governa ha messo mano allo stravolgimento della Carta che d&agrave; fastidio pi&ugrave; di ogni altra perch&eacute; &egrave; la pi&ugrave; contraddistinta dalla democrazia sociale. Non risulta, infatti, che i governi degli altri stati dell&rsquo;Europa meridionale, non meno proni di quello italiano all&rsquo;oligarchia eurounionista, abbiano sollecitato i parlamenti o incaricato commissioni per riscrivere le loro costituzioni, pur essendo queste etichettate da una banca americana come fortemente influenzate da idee socialiste (1).\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tUn&rsquo;apposita commissione di trentacinque &ldquo;saggi&rdquo; teorici del diritto, trasversale agli schieramenti, &egrave; stata nominata dal governo del Centrodestrasinistracentro per stracciare la Costituzione. Questi saggi che, all&rsquo;apparenza con funzioni consultive, tracceranno il percorso di riforma dell&rsquo;impianto costituzionale, sono in gran parte esperti in diritto internazionale o europeo: fatto non insignificante n&eacute; trascurabile, che induce a sospettare il loro incarico come espressione di una volont&agrave; demolitoria della Costituzione del 1948, non solo nella sua parte di ordinamento dello Stato, ma anche nella parte iniziale enunciante i principi fondamentali e le norme programmatiche a tutela di una societ&agrave; lavorista e solidale. Stante la totale inconciliabilit&agrave; dei compiti costituzionali e sociali assegnati alla Repubblica con gli obiettivi istituzionali e contabili dei trattati europei, resisteranno i saggi alla tentazione di riscriverla da cima a fondo con un <em>copia-incolla<\/em> dei trattati e di trasformarla in un codicillo dell&#039;elefantiaco trattato di Lisbona? Introdurranno la parola &ldquo;mercato&rdquo;nel testo della Costituzione Italiana? Non c&rsquo;&egrave;, per ora; ma nel trattato di Lisbona ricorre 65 volte e &ldquo;mercati&rdquo; 12 volte). &ldquo;&hellip;<em>non vogliono colpire solo la forma di governo, ma anche e soprattutto la parte relativa ai rapporti economici. Prepariamoci a lottare&rdquo;<\/em>. (2).\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tIl governo quisling ha assunto come punto del suo programma la modifica della Costituzione da attuare entro 18 mesi dal suo insediamento: limite temporale posto, pena le sue dimissioni, dallo stesso ri-Presidente della Repubblica al percorso delle riforme: <em>&ldquo;Diciotto mesi sono un tempo appropriato per le riforme&rdquo;. <\/em>La strana fretta di Napolitano e Letta, espressa con toni impazienti &ldquo;<em>Il processo &egrave; complesso, si tratta di tenere il ritmo&rdquo;(3), <\/em>lascia intuire che il vero programma della compagine collaborazionista, oltre alla svendita delle industrie strategiche nazionali, si riduca in definitiva a un unico e solo punto: cancellare la Costituzione del 1948, per venire incontro ai desiderata delle oligarchie straniere. &ldquo;<em>L&#039;aristocrazia finanziaria internazionale ci dice chiaramente che se vogliamo tenerci l&#039;euro dobbiamo rinunciare alla Costituzione. I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell&#039;esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste&rdquo;<\/em>.(4)\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\tLa nostra Costituzione &egrave; stata gi&agrave; manomessa con l&#039;inserimento del pareggio di bilancio, che il partito unico Pd-PdL-TerzoPolo ha approvato con un quorum sufficiente e necessario a evitare il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Referendum\" title=\"Referendum\">referendum<\/a> popolare confermativo; &ldquo;equilibrio tra le entrate e le spese&rdquo; &egrave; stata la formula eufemistica ed edulcorante. Ma dai nostri apolidi governanti sono state tentate altre oscene cosucce, fra le quali la pi&ugrave; inquietante e che conferma il sospetto di un&rsquo;intenzione distruttiva non limitata soltanto all&rsquo;architettura dello Stato ma puntata ad alzo zero sui principi fondamentali, &egrave; la proposta di un onorevole pidielle per cancellare dall&rsquo;art 1&nbsp; il comma 2: &ldquo;La sovranit&agrave; appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione&rdquo;(5). Le minacce che, in questi ultimi tempi, si sono ripetute contro la Costituzione sono troppe per non suscitare allarme e la preoccupazione che, dopo la riscrittura dei 35 saggi e dei 40 parlamentari unipartitici del Centrodestrasinistracentro, possa restare ben poco del primigenio testo del &#039;48. La Costituzione del 1 gennaio 1948 &egrave; il testo sacro che fonda la sovranit&agrave; e la democrazia del Popolo italiano e che i sovranisti, &nbsp;contrapponendolo ai trattati europei, dovranno essere determinati a recuperare e a riconfermare come irrinunciabile, allorquando lo scontro politico con i potentati stranieri diventer&agrave; inevitabile.\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\t<em>&nbsp;(1) <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/06\/19\/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste\/\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/06\/19\/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste\/<\/a><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\t<em>(2)http:\/\/il-main-stream.blogspot.it\/2013\/06\/cosa-hanno-in-mente-di-fare.html<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\t<em>(3)http:\/\/www.tmnews.it\/web\/sezioni\/top10\/napolitano-governo-e-a-termine-e-sul-presidenzialismo-pd-diviso-20130603_074249.shtml<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\t<em>(4)http:\/\/il-main-stream.blogspot.it\/2013\/06\/jp-morgan-lo-dice-chiare-lettere-il.html#more<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 70.9pt\">\n\t<em>(5) <a href=\"http:\/\/www.lacostituzione.it\/approf\/proposta_modifica_ceroni_2011.php\">http:\/\/www.lacostituzione.it\/approf\/proposta_modifica_ceroni_2011.php<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Costituzione minacciata di Luciano Del Vecchio Dal secondo dopoguerra i ceti dirigenti dei paesi occidentali contrapposero politicamente lo stato interventista in economia al modello sovietico del socialismo reale. 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