Il pantano dal quale l’industria dell’auto tedesca non riesce a tirarsi fuori per colpa delle pessime performance in Cina non sta inghiottendo solo i grandi costruttori, da Volkswagen e le sue controllate (Porsche e Audi in primis) a Mercedes, fino a Bmw (che ha appena ridotto le previsioni sul margine EBIT per il 2026, portandole in un intervallo compreso tra -0,5% e +0,5% contro la forbice precedente tra 1% e 3% mentre il RoCE è ora atteso tra -1% e +1%, crollato da 1% e 5% stimato nei mesi scorsi), ma è ormai arrivato a lambire la cintola del settore della componentistica. A iniziare da un colosso del calibro di Schaeffler.
Il piano lacrime e sangue pure di Schaeffler
Solo in Germania, è previsto il taglio di 2.660 posizioni, ossia il 9% circa dei 31.957 dipendenti che risultavano ancora operativi al 30 settembre 2026. I tagli dovranno essere effettuati a stretto giro, entro il 2028. In totale, il piano prevede la soppressione di 3.460 posizioni in tutta Europa, per 16 località, di cui il 50% nella produzione, il 30% nella ricerca e sviluppo e il 20% in altre funzioni. I tagli interesseranno 16 località.
Fabbriche chiuse e rallentamenti nella produzione
Inoltre, è prevista la chiusura di cinque fabbriche: quattro solo in Germania. I primi a tirare giù le serrande saranno gli impianti dedicati alla produzione di motori termici a Dortmund (attualmente dà lavoro a 430 persone) e Morbach (160 dipendenti) cui si aggiungono i siti di Berlino (circa 270 persone) e Schwalbach.
Saranno interrotte le attività di assemblaggio di utensili a Höchstadt e saranno apportate delle modifiche alla produzione di macchinari speciali a Erlangen e Schweinfurt. Inoltre, sono previsti adeguamenti alla capacità in altre località in Germania, tra cui Herzogenaurach, Bühl, Höchstadt, Nürnberg e Regensburg.
Al di fuori della Germania, saranno riviste le capacità di produzione e sviluppo nelle sedi francesi di Haguenau e Tolosa, nonché nelle sedi di Skalica e Kysuce in Slovacchia. L’hub Schaeffler di Herstal in Belgio, con circa 15 dipendenti, sarà chiuso.
I tagli del 2024
Non è la prima volta che Schaeffler fa piombare la mannaia dei tagli sul proprio organico. Nel 2024, morsa dalla crisi post pandemica (dalla quale l’Europa dell’auto non è certo ancora venuta fuori) Schaeffler aveva lasciato a casa circa 4.700 persone in tutta Europa, di queste ben 2.800 licenziate in dieci impianti in Germania.
Una nuova grana per la politica che deve fare già i conti con le chiusure di quattro fabbriche di Volkswagen entro il 2034 (Emden e Zwickau cesseranno di produrre auto nel 2031, Hannover seguirà nel 2032 e Neckarsulm nel 2034) oltre a quelle paventate in estate da Mercedes. Nella consapevolezza che il malcontento dei dipendenti rimasti a casa possa incanalarsi nelle preferenze per il principale partito di estrema destra, l’Alternative für Deutschland – Afd – che finora ha fatto incetta di consensi nelle zone più depresse dell’ex Germania dell’Est.





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