Categoria: Rassegna Stampa
di START MAGAZINE (Marco Dell’Aguzzo) Il petrolio scende sotto i 100 dollari perché il mercato – nonostante il fallimento dei colloqui di Islamabad e il blocco americano di Hormuz – si aspetta un accordo tra Stati Uniti e Iran. La situazione resta grave ma forse “non è così drammatica come ci si sarebbe potuto aspettare”, scrive Tabarelli. Oggi i prezzi dei due principali contratti petroliferi, il Brent europeo e il West Texas Intermediate americano, sono...
di LIMES (Mirko Mussetti) Per consultare la mappa “La Guerra Grande vista dall’Italia”clicca qui Guerra del Golfo A seguito del fallimento dei colloqui di pace di Islamabad (Pakistan) tra Stati Uniti e Iran e all’approssimarsi della scadenza del cessate-il-fuoco di 15 giorni tra le due potenze, le Forze armate americane hanno avviato su ordine del presidente Donald Trump un blocco navale generale verso tutti i porti della Repubblica Islamica, anche quelli con affaccio sull’Oceano Indiano. L’operazione sostenuta da oltre 15 navi...
di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gabriele Busti) Non ho mai scritto di Orban perché prima di tentare qualsiasi ragionamento avrei dovuto dire che è un vecchio malvissuto della melassa politica europea, transitato dal liberalismo più peloso a una specie di cesarismo autoritario un po’ inquietante e per di più filosionista, e che molto difficilmente, fossi stato ungherese, mi sarei sentito rappresentato da un tizio del genere. Non ho mai scritto di Orban per i conati di vomito...
di INSIDE OVER (Andrea Muratore) Nella notte italiana il presidente statunitense Donald Trump ha attaccato duramente Papa Leone XIV in un lungo post sul suo social media Truth, definendo il pontefice “debole su criminalità e politica estera” e evocando addirittura l’ipotesi che Robert Francis Prevost sia stato nominato alla carica di pontefice romano dal conclave del maggio 2025 “solo perché era americano” e che di conseguenza “se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non...
di OTTOLINATV (Redazione) Come sta la scuola italiana? Tra angoscia degli studenti, frustrazione degli insegnanti e diatribe tra i fautori della pedagogia democratica e quelli di uno stantìo gentilianesimo di ritorno, la confusione è grande sotto il cielo; la situazione, tuttavia, non pare esattamente eccellente. E dire che la nebbia si dirada velocemente quando si abbia il coraggio di guardare in faccia il nemico, che è poi lo stesso che, da più di trent’anni a...
di SCENARIECONOMICI (Fabio Lugano) Il settore del credito privato trema: tra la minaccia dell’AI al software (SaaSpocalypse), una montagna di debiti in scadenza nel 2028 e nuovi strumenti speculativi (CDS), il rischio di un contagio sistemico stile 2008 si fa sempre più reale. La Fed scende in campo. C’è qualcosa di profondamente inquietante nel recente e brutale crollo del settore del credito privato. Non è solo una questione di numeri in rosso; è...
di SINISTRA IN RETE (Domenico Moro) Un fenomeno politico o economico può essere irrazionale quanto si vuole ma risponderà sempre a una sua logica interna. Se vogliamo contrastare tale fenomeno dobbiamo andare oltre l’apparente irrazionalità e scoprire la logica interna che lo muove. Questo è ancora più vero per la guerra, che, pur essendo fondamentalmente dannosa per l’umanità nel suo complesso, continua a essere frequentemente praticata in forme sempre più distruttive. La guerra mossa da...
di ILCAFFÈGEOPOLITICO (redazione) Espresso forte – Il conflitto Iran-USA ha portato in superficie un problema strutturale che l’Occidente conosceva, ma ignorava: la capacità di produrre attacchi è cresciuta enormemente, quella di difendersi no. I numeri non tornano e non è un problema risolvibile con ordini di emergenza. CHE COSA È SUCCESSO Da quando gli Stati Uniti hanno attaccato i siti nucleari iraniani il 22 giugno 2025, il conflitto ha assunto una dinamica che va ben...
da L’INDIPENDENTE ONLINE (Valeria Casolaro) Dopo sedici anni consecutivi è finita l’era di Viktor Orban come primo ministro dell’Ungheria. Le elezioni di domenica 12 aprile hanno segnato la schiacciante vittoria di Péter Magyar: con il 99% delle schede scrutinate, il suo partito (Tisza) ha conquistato oltre due terzi dei seggi in Parlamento (138 su 199), acquisendo così il potere di cambiare le leggi più importanti del Paese. Il partito di Orban, Fidesz, si è invece fermato...
da LA FIONDA (Luka Petrilli) Il dibattito sull’intelligenza artificiale si è rapidamente popolato di immagini forti, diventate oggi parte integrante della mitologia moderna: macchine coscienti, algoritmi che manipolano persone ignare, deepfake indistinguibili dalla realtà, scenari di sostituzione totale del lavoro umano. Questi temi sono facilmente narrabili, quasi cinematografici, e attraggono facilmente senza richiedere troppa conoscenza pregressa. Per quanto però possano essere importanti, rischiano di diventare delle vere e proprie distrazioni da quelli che sono problemi...
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB) Quando si parla di neoliberalismo l’immaginario collettivo, soprattutto quello di sinistra, vira immediatamente sugli anni Ottanta. L’associazione di idee è rapida. Arco temporale e dottrina economica si sovrappongono alle immagini raffiguranti una certa andatura manageriale dalle camicie a righe tenute con le bretelle, i dati numerici degli andamenti borsistici, i tailleur delle donne in carriera, le tigri asiatiche, Jerry Calà, Top Gun e la sconfitta dei minatori inglesi. Un piccolo...
di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Matt Martini) Le catene di produzione, nella guerra di attrito che oggigiorno sembra dominare nel Golfo quanto in Ucraina, sono diventate un vera e propria quarta (anzi quinta) dimensione della guerra – le altre essendo le tre dello spazio e quella “astratta” della sfera informativa e cibernetica. Secondo i dati basati sui rapporti del Pentagono al Congresso, la spesa bellica statunitense ha superato i 45 miliardi di dollari (38,4 miliardi di euro)...
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