Taggato: globalizzazione

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Globalismo: un mondo in catene

Traduzione a cura di Alessandro Castelli (FSI Trento) La peggior paura dei globalisti non è lo Stato – è il popolo Questo è il primo saggio di una serie in due parti di Phil Mullan che esplora il credo politico ed economico del globalismo. La seconda parte, sulla genesi e la politica del neoliberalismo, sarà pubblicata tra due settimane. Siamo entrati in uno di quei periodi della storia in cui l’ordine mondiale può essere definito...

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È nostro dovere combattere per i lavoratori

di FRANCESCO MASSARENTI (FSI Ravenna) La continua concorrenza nell’accaparrarsi contratti di lavoro con società pubbliche e private e uno Stato fortemente distratto nelle questioni economiche indirizzate alla tutela dei cittadini, hanno portato all’evidente distruzione dello stato sociale; la classe operaia, infatti, che da anni naviga nelle burrascose acque del liberalismo globalizzato, è stata smantellata e impoverita dal mercato. Nell’attuale sistema il presunto andamento del mercato determina anche l’ammontare economico nelle gare d’appalto per l’erogazione di...

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“Competitivismo” e meritocrazia

di GUIDO CARLOMAGNO   Due eventi apparentemente scollegati fra loro occorsi nelle ultime settimane racchiudono un profondo significato simbolico: a) Nel teatrino televisivo orchestrato da Fabio Fazio, padrone della prima serata domenicale Rai, dopo il consueto sermone del Prof. Cottarelli sui “Conti-In-Ordine”, fa il suo ingresso sulla scena, quasi in guisa catartica, Roberto Saviano. Il noto scrittore ed intellettuale si concede questa apparizione nella sua arena tv preferita per presentare, insieme al regista Claudio Giovannesi,...

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Le arti audiovisive e il tema della sovranità: quattro esempi da Corea del Sud, Giappone, Spagna e Norvegia

di Ricccardo Paccosi (*) In Italia, la sempre più ridotta e tuttavia persistente egemonia ideologica dell’eurofederalismo e del globalismo sui media mainstream, impedisce talvolta di percepire come, a livello internazionale, alcune trasformazioni politiche e geopolitiche della presente fase storica stiano, al contrario, cominciando a consolidarsi nell’immaginario collettivo e, conseguentemente, entro la sfera culturale. Conferendo allo sguardo una gittata oltre confine, dunque, risulta più nitidamente percepibile la comprensione diffusa del fatto che le relazioni internazionali stiano...

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Il vero sovranismo inizia dal controllo di sé

di CLAUDIO RISÈ La grande stampa che dopo aver fiancheggiato tutti i governi italiani dal dopoguerra in poi, prima delle ultime elezioni assicurava la sconfitta di quelli che poi hanno vinto, e dopo la loro incapacità di formare qualsiasi governo, ora ne dà per certa la rapida fine e successiva scomparsa. Tra le principali ragioni della fine di questi governanti “provvisori” viene segnalata l’inconsistenza del loro bagaglio programmatico e culturale: populismo e sovranismo. Cosa accadrà...

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Sicurezza, libertà, autonomia cognitiva

È scomparso ieri Danilo Zolo, filosofo e fondatore di “Jura gentium”, centro di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. Ci lascia una delle poche voci critiche e non omologate al pensiero unico degli ultimi decenni.   di DANILO ZOLO Il trionfo dell’economia di mercato non ha soltanto messo in crisi lo Stato democratico nella sua forma di Welfare state: ha coinvolto l’intera esperienza delle istituzioni liberaldemocratiche occidentali. Il termine “sicurezza” è sempre meno associato ai...

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Il primato della politica

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Tradizionalmente l’autorità politica ha svolto, fra le altre, la funzione di tenere a freno le pulsioni distruttive interne alla comunità: non a caso il disordine è sempre stato concepito come un effetto dell’ingiustizia e del malgoverno. Virgilio propone un’immagine icastica di questa forza, “trattenitrice” in senso teologico-politico, nel I libro dell’Eneide, quando Giove profetizza a Venere l’avvento di Augusto e la fine delle guerre civili: allora le porte del tempio...

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Un’alternativa alla Google tax: pazza o nuova idea?

di CARMINE MORCIANO (FSI Bologna)   Parlando delle imposte alle multinazionali di internet e della nuova trovata, la Google tax, non entro nel merito dell’iva. In primo luogo perché non è un problema legato all’imposizione fiscale alle imprese, che agiscono da sostituti d’imposta: per chi quell’iva incasserà o se quell’iva deve essere pagata o meno conta maggiormente il rapporto di forza tra gli Stati dell’UE o tra gli Stati dell’UE e il resto del mondo....

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Noi sovranisti

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Credevano di avercela fatta, i signori della globalizzazione. La loro hybris feroce, impudente, li aveva convinti di essere gli arbitri della vita e del destino comuni, custodi di un universo tecnicamente perfetto ma, alla prova dei fatti, distopico e ogni giorno più maledetto per miliardi di uomini. Nell’arco di un quarto di secolo, a partire dai mesi in cui il gigante sovietico si squagliava con facilità inverosimile, un pugno di...

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Mondo vaselina

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Una vita da precario implica un atteggiamento di instabilità psicologica perenne. I miei amici fidanzati da anni non mettono su famiglia perché non hanno la certezza del reddito. Poi, magari, a un certo punto decidono anche di lasciarsi dopo una vita insieme, perché il precariato mentale inquina anche l’io emozionale. Se non è certo il loro futuro e non lo è quello del loro paese, mettono in discussione tutto, anche...

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La vicenda Honeywell dimostra che siamo in guerra: la globalizzazione non è un processo inevitabile e questo non è un paese per pusillanimi

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) La Honeywell annuncia la chiusura dello stabilimento di Atessa, lasciando a casa 420 lavoratori. Dopo due mesi di sciopero, tavoli di concertazione con MISE e sindacati e promesse di investimenti pubblici finalizzati alla permanenza in loco, l’azienda annuncia la decisione definitiva. Siamo in guerra. La deindustrializzazione del paese, rebus sic stantibus, è un processo inevitabile al quale stiamo assistendo impotenti, con sindacati e politica che utilizzano le armi spuntate degli...

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“L’Europa è su un binario morto. Noi ungheresi sappiamo il perché”

Lo scorso 23 ottobre il primo ministro ungherese Viktor Orbàn ha commemorato la rivoluzione del 1956 pronunciando il discorso riportato integralmente qui di seguito. Se apprezziamo il lucido realismo con il quale esso mette a fuoco il carattere violento e totalitario del progetto europeista, rifiutiamo, d’altro lato, il mito della purezza delle origini come pure la teoria “etnica” della nazionalità cui è ispirato. [LA REDAZIONE] Rendo omaggio e saluto gli ungheresi che davanti agli eroi...