Categoria: Cultura

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Il mito consolatorio del regno felice

di GIAMPIERO MARANO (RI Varese) Una delle piaghe da cui è afflitta l’Italia meridionale ha un’origine psicologica, oltre che storica, e consiste nella vergogna di sé, nella sudditanza culturale nei confronti del Nord o meglio, di ciò che si presume sia il Nord. L’aspetto peculiare, e forse il compito, del revanscismo neoborbonico sta proprio nell’incanalare un disagio antico e terribile ribadendo sistematicamente tale subalternità, benché rovesciata di segno. Intendo dire che il sudismo non contesta...

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La vischiosa dittatura del Bene

di GIAMPIERO MARANO (RI Varese) Contro l’impegno di Walter Siti (Rizzoli, 2021) è un brillante pamphlet orientato in un senso dichiaratamente ostile alla (riporto le parole stesse dell’autore) “triade di autoritarismo/sovranismo/maschilismo in cui si riflette quel che è stato chiamato il ‘fascismo eterno’”. Le radicate convinzioni liberal-progressiste di Siti non gli impediscono, tuttavia, di denunciare la pericolosa deriva a cui si espongono giocoforza la letteratura, e la cultura in generale, nel momento stesso in cui scelgono di abbracciare istanze...

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Esercizi di vita e di memoria

di GIAMPIERO MARANO (RI Varese) Lo storico delle civiltà mediterranee Alessandro Vanoli ha appena pubblicato I racconti del ritorno (Feltrinelli, 16 euro, 204 pp.), libro gradevole, prodigo com’è di dettagli e aneddoti, dedicato a un motivo archetipico fra i più importanti (il ritorno, appunto). I protagonisti di questi dodici “esercizi di vita e di memoria”, come li definisce il sottotitolo, appartengono alle categorie più disparate: eroi del mito (Ulisse), scrittori (Rutilio, Dante, Christine de Pizan), esploratori dell’ignoto (Colombo,...

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Il ritorno dell’epica

di GIAMPIERO MARANO (RI Varese) Negli anni Novanta Carla Benedetti ha pubblicato libri indimenticati come Pasolini contro Calvino e L’ombra lunga dell’autore, nei quali contestava al post-moderno, in particolare a quello italiano, la pretesa tutta ideologica di chiudere per sempre i giochi, di celebrare il funerale della storia. Nel nuovo saggio da poco uscito presso Einaudi, La letteratura ci salverà dall’estinzione, il giudizio negativo dell’autrice si estende alla modernità tout court, in quanto coincidente con l’Antropocene –...

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Resistere alla “resilienza”: come il neoliberismo ha creato la narrazione della complessità e della resilienza, e come combatterla (parte III)

di GIACOMO BAGGIO 6. Considerazioni sulla resilienza made in Eu Gli ingredienti base della narrativa della resilienza “made in Eu” non sono così diversi da quelli che già abbiamo messo in evidenza nel contesto politico-finanziario USA: l’immagine di un futuro a tinte fosche pieno di continui imprevedibili shock, l’evocazione della complessità estrema del funzionamento dei sistemi e quindi la sfiducia nella possibilità di una gestione ordinata e razionale delle varie criticità, l’enfasi sulla necessità di...

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Resistere alla “resilienza”: come il neoliberismo ha creato la narrazione della complessità e della resilienza, e come combatterla (parte II)

di GIACOMO BAGGIO 3. Complessità e limitatezza della conoscenza in Friedrich Hayek (15) Il tentativo da parte di Holling di costruire un sistema teorico interdisciplinare in cui un unico insieme di concetti poteva venire applicato sia al mondo naturale che a quello umano richiama da vicino la teoria elaborata da Hayek a partire dagli anni ’80 di ordine spontaneo dei mercati e della evoluzione sociale, e fu probabilmente da quest’ultima influenzato. Diversamente dai suoi colleghi americani...

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Resistere alla “resilienza”: come il neoliberismo ha creato la narrazione della complessità e della resilienza, e come combatterla (parte I)

di GIACOMO BAGGIO Il termine “resilienza” era originariamente usato nell’ambito della tecnologia dei materiali e descriveva una specifica proprietà degli stessi, segnatamente quella della resistenza alle sollecitazioni esterne. Fu all’inizio degli anni ’70 che esso venne applicato anche ad altri ambiti: da un lato se ne servì la psicologia infantile per designare la capacità dei bambini di crescere e condurre una vita normale nonostante i traumi subiti in tenera età; dall’altro venne adottato dalla scienza...

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Byung-chul Han: La società senza dolore

di GIAMPIERO MARANO (FSI-Riconquistare l’Italia Varese) Byung-chul Han, filosofo coreano che vive da tempo in Germania e insegna a Berlino, ha da poco pubblicato un libriccino tradotto in Italia da Einaudi, La società senza dolore. La tesi sostenuta dall’autore, benché piuttosto semplice in sé, viene sviluppata con acutezza e profondità di visione, ed è questa: la società contemporanea è dominata da un’algofobia che consiste tanto nella paura della sofferenza fisica e psicologica quanto nella vergogna di...

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“Non avevo capito niente” di Diego De Silva

di GUIDO D’OVIDIO (FSI-Riconquistare l’Italia L’Aquila) L’uscita in libreria dell’ultimo, probabilissimo best seller di De Silva, annunciata sui social da un originale battage pubblicitario (notissimi scrittori, con dei brevi video, hanno raccontato le loro immaginarie esperienze personali con il legale più scalognato d’Italia), non poteva non incuriosire un lettore ossessivo-compulsivo qual è lo scrivente, che pertanto si è avventurato in un viaggio nel tempo conclusosi nel 2007, anno d’uscita del primo romanzo della serie sull’avvocato...

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Democrazia e relativismo

di ALESSANDRO CASTELLI (FSI-Riconquistare l’Italia Trento) Il saggio di cui vado a parlare, Il libero pensiero. Elogio del relativismo (trad. it. Elèuthera 2007), è stato pubblicato da Tomás Ibáñez (Saragozza, 1944), psicologo, attivista libertario e teorico anarchico. Vorrei esporre qui alcune osservazioni che mi sento di fare al campo relativista e non tanto all’autore che in realtà, oggettivamente parlando, ha fatto un buon lavoro nel presentare la causa del relativismo stesso, dando al saggio un...

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Il postmoderno italiano (parte III)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Negli anni Novanta l’influenza del magistero tondelliano si estende anche agli scrittori che prendono il nome di “Cannibali” dall’antologia einaudiana Gioventù cannibale (1996). L’apparizione dei Cannibali corrisponde a una fase di ulteriore sradicamento della letteratura italiana che, sempre meno legata alla tradizione nazionale anche nella sua variante sperimentale-avanguardistica e sempre più americanizzata, è ora infestata senza filtri di sorta da slang giovanili, personaggi televisivi insulsi, riferimenti iperrealistici a marchi commerciali, violenza...