Un pensiero su Guido Salerno Aletta
da PIANO CONTRO MERCATO (Pasquale Cicalese)
Guido Salerno Aletta
Una volta il dottor Guido Salerno Aletta mi disse al telefono: “sai Pasquale, non dovevamo fare l’Ue, ma rimanere come la Cee, una Confederazione di Stati, ognuno con la propria particolarità, economia, diplomazia, una certa autonomia, un certo pensiero, una certa cultura, certi costumi. In fondo le relazioni erano fitte, molto piu’ di adesso e c’era un certo rispetto. Il Muro di Berlino ci è caduto addosso e la fine della Prima Repubblica, che tu rimarchi spesso, è stato uno spartiacque. Dopo, non si è capito piu’ nulla, tutti che facevano, in nome dell’euro, la guerra al salario, tutti che ammazzarono la domanda interna, tutti che adottarono l’export led growth”. Mi fece capire che se fossimo rimasti Cee, un’autonomia verso gli Usa ci sarebbe stata, una certa libertà, un certo modo di “muoversi nel mondo”, di allargare la sfera. Poi venne la Jugoslavia, poi venne il centrosinistra, poi venne il Pacchetto Treu, l’euro, la legge Sacconi, il Jobs Act, la finanziarizzazione, che favoriva Wall Street, la crisi del 2008, che ammazzò l’Europa, la delocalizzazione, le privatizzazioni, la scomparsa di centri di ricerca di eccellenza nel nostro Paese (lui li conosceva benissimo), la fine del salario sociale globale di classe, il 2001, la Primavera Araba, la cacciata di Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Draghi, il lockdown, Lui alla fine scrisse il libro: “Non ci fidiamo piu'” ed in qualche modo rifletteva il sentimento degli italiani (il 54% non vota, o pensa alla pizzeria, o, ancor peggio, al crack). Era imbestialito con le banche italiane privatizzate, era imbestialito con certa gente che non nomino, e cercava di dialogare, magari sui social (parlava con tutti, anche di ricette culinarie, o di donne) o tramite interviste, con il popolo, che la sinistra aveva abbandonato. Certo, c’erano e ci sono compagni, ma non sfondano, c’è un certo elitismo, una certa puzza al naso (che lui, gran borghese, mai aveva avuto). Una volta, ero al camino, era d’inverno, gli chiesi: “Dottore, ma secondo lei, il salario sociale globale di classe è un meccanismo di accumulazione?” Lui rispose semplicemente: “certo, pensa al Pil degli anni settanta, alla produttività totale dei fattori produttivi di quel decennio, nonostante il “casino” che c’era”. Lui collaborò con Tina Anselmi alla riforma sanitaria universale pubblica, ieri mi ha chiamato al telefono la marxista Carla Filosa, alla quale avevo mandato il pezzo, che una mia cara amica mi aveva inviato mentre lavoravo, sulle risultanze del Plenum cinese sulla sanità. Carla non ci voleva credere, mi disse: “magari Pasquale, è una meraviglia”. Avrei voluto far incrociare il Dottor Guido Salerno Aletta con Carla Filosa, gente di altra generazione, saggia, colta, che sapeva e sa di Storia, di conflitto, di relazioni internazionali. Ma il dottor Guido Salerno Aletta è morto il 6 gennaio, e mi, ci, manca.
FONTE: https://t.me/pianocontromercato/6416





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