Perché non ci possiamo più permettere case dignitose, spiegato bene
da OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci)
Perché lavoriamo sempre di più e riusciamo sempre meno a permetterci una casa decente?

Non è solo colpa degli stipendi bassi, della scarsità di alloggi o dell’ennesima fantomatica “legge della domanda e dell’offerta”. Nelle grandi città occidentali è successo qualcosa di molto più profondo: la casa ha smesso di essere soprattutto un luogo dove vivere ed è diventata un prodotto finanziario.
Da New York a Berlino, da Madrid a Milano, la questione abitativa sta diventando uno dei principali terreni dello scontro politico. Affitti impazziti, sfratti, interi quartieri trasformati, prezzi sempre più scollegati dai redditi di chi quelle città le abita, ci lavora e le manda avanti.
Un processo che ha un nome preciso — finanziarizzazione — e che nelle grandi città dell’Occidente è diventato il vero campo di battaglia tra chi abita le città e chi le usa come portafoglio.
Tutto comincia nel 2008, quando milioni di famiglie americane perdono la casa con la crisi dei subprime. Arrivano i fondi — Blackstone in testa — comprano interi pacchetti di immobili pignorati, li trasformano in affitti, e trasformano quei canoni in prodotti finanziari. Quasi vent’anni dopo, in alcune aree metropolitane degli USA, oltre un appartamento su tre appartiene a un fondo. In Europa il copione cambia forma — privatizzazioni in Germania, bolla in Spagna, rigenerazione urbana a Londra — ma il risultato è identico: i prezzi delle case non riflettono più i salari di chi ci abita, ma le aspettative di rendimento di chi le possiede da lontano.
E poi c’è Milano. Arrivata dopo, ma capace di comprimere in pochi anni processi che altrove hanno richiesto decenni. L’Expo 2015 apre la strada: riqualificazione a misura di speculatore, soldi pubblici, fondi immobiliari in festa. Da allora i prezzi salgono del 55% in meno di un decennio, mentre i salari restano al palo. Eppure, della mobilitazione che infiamma Berlino, Madrid e New York, qui non c’è traccia. Neanche quando lo scandalo giudiziario mette nero su bianco i regali che l’amministrazione ha fatto, anno dopo anno, a finanzieri e palazzinari sulla nostra pelle.
Con Alessandro Volpi, professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa e autore di studi fondamentali sulla finanziarizzazione dell’economia, ricostruiamo i meccanismi concreti di questa macchina: le SGR, i fondi immobiliari, le casse di previdenza, le varianti urbanistiche che smontano la pianificazione pezzo dopo pezzo. Per capire non solo cosa sta succedendo, ma come funziona — e su quali leve è possibile intervenire.
Perché il problema non è che il mercato immobiliare non funziona. Il problema è che funziona benissimo. Solo che non deve più garantire una casa a chi in città ci vive e ci lavora. Deve garantire un rendimento a chi quella casa non la vedrà mai.
Milano è il laboratorio italiano di questa battaglia. Sta a noi decidere se diventerà il primo muro dove gli speculatori andranno a sbattere.
FONTE: http://youtube.com/post/UgkxTq-F41LDn_eMdy7pF8w_Fz39l9JtX-xh?si=PWZXX-ols0k_z_zL





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