Manovra da 23,5 miliardi, il conto è ancora aperto: banche, giochi e tagli ai ministeri per finanziare le misure
da START MAGAZINE (Valentina Nicolì)

Giancarlo Giorgetti, ministro del MEF, Giorgia Meloni, presidente del consiglio
Il governo mette in fila le priorità, ma deve ancora chiudere il conto delle coperture. Il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e trasmesso questa notte alla Commissione europea e al Parlamento, delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro per il 2027. Famiglie e welfare sono in cima alla lista, seguiti da difesa, imprese, infrastrutture e sanità. Per finanziare gli interventi, l’esecutivo punta soprattutto sul contributo di banche e assicurazioni, sui tagli alla spesa dei ministeri e sulle entrate dal settore dei giochi. Restano però da definire alcune coperture e, soprattutto, quali spese potranno beneficiare della flessibilità concessa dall’Europa.
È proprio la flessibilità uno dei nodi ancora aperti. L’Italia ha chiesto di attivare la clausola nazionale di salvaguardia per ottenere più margini di spesa sulla difesa e sugli interventi ammissibili in materia di sicurezza energetica. L’8 ottobre la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio di autorizzarne l’attivazione, ma il via libera definitivo deve ancora arrivare. Al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre Giorgia Meloni porta anche una richiesta più ampia: maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole fiscali europee per affrontare il caro energia e sostenere famiglie e imprese.
La clausola non è però un assegno in bianco. Consente una deviazione temporanea dal percorso di spesa netta concordato con l’Ue, ma non esclude queste spese dal calcolo del deficit pubblico. Per gli interventi di sicurezza energetica, la flessibilità può arrivare allo 0,3% del Pil all’anno, fino a un massimo cumulato dello 0,6% nel triennio 2026-2028. Le misure devono inoltre rafforzare la sicurezza del sistema energetico e favorire il passaggio dai combustibili fossili: non tutti gli aiuti contro il caro bollette possono quindi rientrare automaticamente nella deroga.
Le priorità della manovra
Dei 23,5 miliardi della manovra, 14,4 miliardi sono legati all’extradeficit per energia e difesa. Per il capitolo ordinario della legge di Bilancio restano così circa 9 miliardi.
La voce più consistente è quella destinata a famiglie e welfare, per circa 5 miliardi nel 2027. Il governo dichiara di voler mettere “al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili”. Il documento, tuttavia, non entra ancora nel dettaglio dei singoli provvedimenti.
Tra le misure che restano in bilico c’è il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’innalzamento da 50mila a 60mila euro della soglia di reddito per l’applicazione dell’aliquota del 33%. La griglia del Dpb non prevede risorse specifiche per questo intervento. “Costa molto, circa tre miliardi, e con le ristrettezze di bilancio non ce lo possiamo permettere”, avrebbe detto ai suoi nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La seconda voce per dimensione è la difesa, con circa 4,5 miliardi nel 2027. Seguono il sostegno alle imprese, per circa 3,4 miliardi, le infrastrutture, con poco più di 3 miliardi, e la sanità, nell’ordine di 2,4 miliardi. Le misure fiscali valgono circa 2,2 miliardi, mentre il fondo per le sentenze pesa per circa 1,9 miliardi: una spesa una tantum, non destinata a ripetersi negli anni successivi. Agli enti territoriali vanno circa 250 milioni. Gli importi sono stime ricavate dalle percentuali sul Pil indicate nella tabella del documento e sono quindi arrotondati.
Per le imprese il capitolo energetico è centrale. Il governo punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo e a contenere una parte dei costi dell’elettricità, anche attraverso contributi agli investimenti in impianti fotovoltaici, la promozione del biometano e la riconversione degli impianti a biogas esistenti. Il Dpb richiama inoltre gli investimenti strategici e infrastrutturali, dalla rete ferroviaria alle infrastrutture pubbliche, comprese scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. Resta da capire quali di questi interventi potranno rientrare nella flessibilità europea e quali dovranno essere finanziati con altre risorse.
Banche, ministeri e giochi: le coperture
La copertura più consistente dovrebbe arrivare dal settore finanziario. Per banche e assicurazioni il Dpb indica risorse per circa 5 miliardi nel 2027, pari allo 0,21% del Pil. Il documento non specifica ancora nel dettaglio come sarà ripartito il contributo né quali strumenti verranno utilizzati. La stessa voce vale circa 3,1 miliardi nel 2028 e 2,4 miliardi nel 2029, per un totale di circa 10,5 miliardi nel triennio.
Ai ministeri viene chiesto un risparmio di circa 1,2 miliardi nel 2027 attraverso la spending review. L’obiettivo sale a circa 1,9 miliardi nel 2028 e si mantiene su un livello analogo nel 2029. Non è ancora indicato dove si concentreranno i tagli. Dal settore dei giochi sono attesi altri 718 milioni nel 2027 e nel 2028, mentre nel 2029 il contributo scende a circa 480 milioni.
La tabella comprende anche altre voci di entrata e copertura, in parte aggregate, che non consentono ancora di ricostruire nel dettaglio tutte le misure.
Deficit in salita nel 2027
Il margine di manovra resta condizionato dall’andamento dei conti pubblici. Il Dpb conferma per il 2026 un deficit al 2,9% del Pil, sotto la soglia europea del 3%. Nel quadro programmatico il disavanzo sale però al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, per poi scendere al 2,3% nel 2029. Rispetto allo scenario a legislazione vigente, l’aumento è stimato in mezzo punto di Pil nel 2027 e nel 2028 e in un decimo nel 2029.
Anche il saldo primario, cioè la differenza tra entrate e spese al netto degli interessi sul debito, si riduce: dall’avanzo dell’1,2% previsto nel 2026 passa allo 0,9% nel 2027, per poi risalire all’1,4% nel 2028 e al 2,4% nel 2029.
Il quadro macroeconomico resta incerto. Il governo prevede per il 2027 una crescita reale del Pil dello 0,8% e un aumento del deflatore dei consumi privati del 2,3%. Il documento non manca di ricordare le tensioni geopolitiche e le loro ripercussioni “sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere di acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo”. È in questo contesto che si inserisce il confronto con Bruxelles. Solo dopo quel confronto il governo potrà conoscere il perimetro esatto delle risorse a disposizione per definire la legge di Bilancio.





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