Il gas a 37 euro al MWh: più 27 per cento da inizio anno. Effetto Oreschnik?
da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)

Nuovo balzo del prezzo del gas naturale sulla piazza TTF di Amsterdam, dove in chiusura di seduta ha sfiorato i 37 euro al MWh. I contratti future sul mese di febbraio hanno guadagnato l’11,22% a 36,88 euro, portandosi ai livelli dello scorso mese di giugno. Tra le cause di una corsa sfociata in un rialzo di oltre il 27% da inizio anno, gli analisti evidenziano le previsioni di una nuova ondata di freddo in Europa Occidentale a fine mese, i timori per la chiusura del gasdotto tra l’Iran e la Turchia a seguito di un possibile attacco Usa e gli interventi di manutenzione in alcuni impianti della Norvegia, che produce oltre il 30% del gas europeo.
C’è già chi parla di “tempesta perfetta” sui prezzi del gas in Europa riferendosi alla combinazione delle cause sopra citate (tutte peraltro esistenti già da tempo mentre le previsioni di un’ondata di freddo più intenso sull’Europa riguardano fine gennaio) a cui aggiungere che le scorte in Europa sono scese al 51% (66,4% in Italia) contro una media quinquennale del 67% di un anno fa.
Nessuno si esprime sul fattore che più probabilmente ha scatenato la tempesta rialzista del prezzo del gas in Europa, che era già salito a 30 euro nei giorni scorsi dopo che diverse fonti, oltre ai media e blogger russi, avevano reso noto che il missile balistico ipersonico Oreshnik aveva distrutto il secondo più grande deposito sotterrano di gas nei pressi della città occidentale ucraina di Leopoli.

L’impianto sotterraneo di stoccaggio di gas naturale di Bilche-Volitsko-Uhersky (nella foto in apertura), vicino a Striy, ha una capacità di 17,05 miliardi di metri cubi, ovvero oltre il 50% della capacità totale di tutti i depositi in Ucraina ed è il secondo più grande sito di stoccaggio sotterraneo di gas naturale in Europa.
L’infrastruttura, gestita da Ukrtransgaz, costituisce (o forse costituiva) un elemento strategico per la sicurezza energetica dell’Ucraina e dell’Europa, facilitando l’accumulo di riserve di gas durante l’estate per l’uso invernale e supportando il transito del gas verso i mercati europei.
La sua distruzione comporterebbe l’annientamento di molti miliardi di euro di gas.
Secondo le fonti ucraine l’Oreshnik avrebbe colpito uno stabilimento industriale aeronautico ma le quotazioni del gas hanno cominciato ad alzarsi bruscamente dopo l’attacco russo effettuato col missile balistico ipersonico: il 12 gennaio il prezzo del gas in Europa registrò un balzo in avanti del 7,8 per cento sopra i 30 euro/MWh.
Solo una coincidenza? Di certo il tema sembra essere bandito dai media e dalle analisi rese pubbliche degli esperti di energia.
Foto: Ukrtransgaz e TASS





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