IN PILLOLE – Le mille incognite del Memorandum di intesa fra Stati Uniti e Iran
di INTELLIGENCE FOR THE PEOPLE (Roberto Iannuzzi)
– L’accordo raggiunto fra Washington e Teheran è solo un memorandum d’intesa (MOU). Questioni essenziali come il nucleare iraniano, l’abrogazione delle sanzioni, il risarcimento dei danni di guerra all’Iran, dovranno essere negoziati nei prossimi 60 giorni.
– La mera implementazione del MOU sarebbe un evento epocale, poiché implicherebbe una sconfitta di portata storica per gli USA che non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi di guerra, perdono il controllo dello Stretto di Hormuz, e subiscono un ridimensionamento senza precedenti come superpotenza mondiale.
– Ma soprattutto, l’implementazione del MOU, con il ritiro israeliano dal Libano, implicherebbe il fallimento dei principali obiettivi strategici di Israele in questa guerra, e la sconfitta personale – e forse definitiva – di Netanyahu.
– Probabilmente, non c’è modo che Netanyahu possa riprendersi da una sconfitta che vede l’Iran affermarsi come potenza di primo piano in ambito regionale e internazionale, e Israele rinunciare al Libano. E’ il collasso della campagna militare israeliana iniziata il 7 ottobre 2023.
– Per questo, l’implementazione del MOU è estremamente incerta. Essa implicherebbe la capacità di Trump di imporre la propria volontà a Netanyahu, evento in linea di principio possibile ma finora mai verificatosi.
I falchi anti-iraniani all’interno di USA e Israele faranno di tutto per far saltare l’intesa, che potrebbe non arrivare alla firma prevista venerdì 19 giugno in Svizzera. Diversi esponenti del governo Netanyahu hanno già dichiarato che l’accordo non vincola Israele.
Un’ultima importante osservazione riguarda la crisi energetica: se anche il MOU fosse implementato, la riapertura di Hormuz non implica affatto la ripresa immediata delle esportazioni petrolifere. Ci vorranno mesi per ripristinare la precedente produzione di greggio e il normale traffico delle petroliere. La crisi energetica è dunque destinata a restare, e probabilmente ad aggravarsi in ogni caso.
Ho parlato di tutto questo con Fabio Cabrini a Linea di Faglia (Punto Critico Blog)





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