Se l’IA americana verrà abbattuta dalla Cina
da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Martino Dettori)

La Cina inizia a rilasciare modelli open-weight sul mercato americano (e mondiale), che finiranno per saturare il mercato e rendere i modelli americani, molto più costosi, non più concorrenziali.
La guerra delle IA è appena iniziata, e — cari miei — probabilmente la vincerà la Cina. Come dice Scott Galloway, la Cina vincerà questa guerra dell’intelligenza artificiale contro gli Stati Uniti, non perché i cinesi proporranno (almeno per ora) modelli migliori o una tecnologia rivoluzionaria, quanto perché distribuiranno un’IA più economica. Anzi, faranno quello che l’esperto chiama “dumping sulle IA”: inonderanno il mercato americano di modelli open-weight economici che finiranno per saturare l’offerta, rendendo i prodotti americani non più concorrenziali.
Del resto, questo è il capitalismo americano: se c’è un profitto da conseguire, non ha bandiere. Già oggi una buona parte dei CEO delle aziende americane è portata a scegliere i modelli cinesi, perché, a parità di produttività, risultano essere più economici. Non migliori, ma più economici, con una resa produttiva che lascia maggiori margini di profitto. E si sa, il profitto è la mission del capitalismo. Perciò, chi se ne frega del patriottismo. Se il modello cinese amplia quei margini, viva la Cina!
Ecco, dunque lo stato dell’arte: Pechino potrebbe vincere la guerra delle IA, semplicemente facendo collassare l’economia americana sul prodotto principe del ventunesimo secolo. Niente superiorità tecnologica, ma pura e semplice strategia di mercato.
«… Avranno una serie di modelli open-weight. Circa un terzo delle corporation ora starebbe usando modelli cinesi leggeri open-weight che sono più economici…»
Secondo Galloway, questa è una strategia economica vincente perché la Cina l’ha già usata in passato: prima con l’acciaio e poi con il solare.
Ma attenzione, se qualcuno pensasse che la strategia sia replicabile dall’Occidente o dagli USA, sbaglierebbe di grosso. Attualmente, è una strategia che solo la Cina può permettersi di perseguire, e per una semplice ragione: la Cina, a differenza degli Stati Uniti (e dell’Europa), non è ostaggio del capitalismo, bensì sfrutta il capitalismo, lo piega ai suoi interessi strategici e lo usa contro i suoi avversari, in particolare gli Stati Uniti.
Ed ecco la ragione per la quale oggi, per gli USA, il vero e unico avversario geopolitico non è la Russia che, a parte l’arsenale nucleare, è una potenza economica di medie dimensioni, ma è la Cina. In altre parole, è Pechino il Golia da battere, per quanto Washington non sia il suo Davide. Gli USA, semplicemente, sono un altro Golia che non vuole essere scalzato dal trono di re del Mondo in cui è assiso da almeno settant’anni.
L’IA potrebbe essere l’arma finale della vittoria della Cina contro gli USA, quanto meno sul piano geo-economico. Se i cinesi riusciranno nella loro strategia, per gli Stati Uniti sarà di certo crisi. La ragione è semplice: negli USA la scommessa sull’IA è stata piuttosto determinante nella crescita economica degli ultimi anni, poiché basata sull’assunzione che per un prodotto premium, le grandi società americane sono disposte a pagare un prezzo premium. Ma nel momento in cui i cinesi inonderanno il mercato americano con un prodotto premium a prezzi economici, quella scommessa verrà persa.
«… se il mercato realizzasse che non c’è modo di giustificare queste valutazioni incredibili, penso che il mercato USA potrebbe crollare…»
Per quanto sia vero che l’America ha costruito l’IA più avanzata sulla Terra — prosegue Galloway — ha dimenticato di costruire un’economia che sopravviva a qualcuno che la vende a prezzi più economici. E certo non basta invocare esigenze di sicurezza nazionale per limitare la diffusione dei modelli cinesi, semplicemente perché le aziende americane non possono permettersi di subire la concorrenza cinese, partendo svantaggiate sul lato dell’innovazione tecnologica applicata.
Il che spiega perché l’IA made in USA potrebbe palesarsi come una bolla di grosse dimensioni. Una bolla che rischia di scoppiare in faccia a chi l’ha generata. Prodotti con una valutazione eccessiva, basata su aspettative di grandi profitti, che finiscono per crollare nel momento in cui un prodotto concorrente entra nel mercato a un prezzo molto più economico.
Sembra una storia con una fine già scritta. Eppure, c’è chi afferma che la Cina, nel rilasciare i propri modelli open-weight, finirà per avvantaggiare comunque gli USA e la sua tecnologia, dal momento che gli americani, su quei modelli, potranno creare i propri fork indipendenti, neutralizzando la strategia cinese. Chiaramente, è una tesi fallace: chi bazzica il mondo delle IA sa perfettamente che non c’è identità tra modello open-source e modello open-weight. La Cina, attualmente, rilascia solo modelli open-weight, che chiunque può eseguire in locale e adattare alle proprie esigenze, ma sui quali non può concretamente mettere le mani, perché i modelli open-weight non rendono disponibili i dati di addestramento completi né il codice esatto di addestramento, né altri aspetti cruciali relativi alla strutturazione dei modelli. Questi rimangono riservati e saldamente in mano cinese.
Va da sé che questa guerra delle IA — che, almeno per adesso, sembra vedere gli Stati Uniti arrancare con i suoi modelli super-costosi — non potrà che riflettersi, in un modo o nell’altro, anche sul vecchio continente. Se l’uso dei modelli cinesi potrebbe renderci meno dipendenti dai costosi modelli americani (tipo Claude o ChatGPT), c’è il rovescio della medaglia: la dipendenza dai modelli cinesi. Vero è che qualunque sia la prospettiva, noi europei ci troviamo oggi nell’umiliante posizione di dover scegliere tra la zuppa e il pan bagnato; una scelta che certifica l’impietosa realtà: l’Europa, con la UE sul groppone, è solo un vaso di coccio tra due vasi di ferro. E’ talmente chiusa nella sua onanistica battaglia per il clima e nella sua folle guerra contro la Russia, che l’unico risultato che sarà in grado di raggiungere nei prossimi anni, sarà l’autodistruzione. Se non diventerà terra brulla dove impazziscono i contatori geiger, sarà comunque terra di scorribande economiche per cinesi e americani. E per vero — IA o non IA — lo è già da un pezzo. Solo i burocrati che albergano nei palazzi di Bruxelles e delle capitali europee fanno finta di non saperlo. Forse un chiarimento alla IA dovrebbero chiederlo.
Fonte: https://substack.com/home/post/p-209815638
FONTE: https://www.facebook.com/share/p/1HqE9hP2Ge/





Commenti recenti