Colombia, la guerriglia moderna dove l’estorsione fa la differenza
da LA FIONDA (Flavio Bacchetta)

A 35 km da Santa Marta nella regione di Magdalena, costeggiando la Sierra Nevada verso il dipartimento di La Guajira, si arriva al Parque Nacional Natural Tayrona, un’oasi con piscine naturali come Playa Cristal, e popoli nativi. Tornando sulla strada principale a pochi km, girando a destra, si accede a Playa Mendihuaca. Mare aperto, con onde alte che sconsigliano la balneazione se non si è nuotatori esperti, davanti alla selva tropicale, un ambiente selvaggio che nulla ha a che vedere con i classici lidi caraibici. Video
È la giungla di Villa Maria Tayrona, proprietà di un imprenditore italiano, un resort di 17 ettari che si contraddistingue per la difesa dell’ecosistema locale nell’ambito del turismo sostenibile.
Qui è stato girato il film The Lost City of Z. Percorrendo un sentiero ricco di fauna endemica, tra cui primati come il mono capuchino e la scimmia urlatrice, dopo un’ora di cammino si incontra il villaggio Kogui di Quebrada Orinoco.
Ma non è solo trekking: continuando a salire, c’è un avamposto paramilitare di ACSN (Autodefensas Conquistadores de La Sierra Nevada) organizzazione criminale che, oltre al narcotraffico, pratica l’estorsione sulle attività commerciali della regione e la lottizzazione abusiva per speculazioni edilizie: ne ha fatto le spese due anni fa la bella Playa de Los Cocos.
Una triangolazione illecita di tre società prestanome ha consegnato ai paramilitari un’area protetta da vincoli ambientali. Costoro hanno iniziato la parcellizzazione della tenuta con lotti di 200 mq venduti a 200 milioni di pesos, (50.000 euro) dopo aver disboscato due ettari di palme da cocco. Centinaia di alberi che assicuravano il sostentamento di pescatori e indigeni. Dopo questo scempio, è iniziata la costruzione dello Jaguar Hotel Boutique, un resort di lusso per turisti e colombiani benestanti.
Allo stato attuale, la lottizzazione è bloccata dopo la denuncia del proprietario di VM Tayrona, da cui sono scaturite azioni giudiziarie che coinvolgono funzionari pubblici sospettati di corruzione, tra cui membri di Corpamag (Corporación Autónoma Regional del Magdalena) la massima autorità ambientale della regione che non ha comunque impedito la deforestazione, e nei confronti di una delle società prestanome, il gruppo Argos.
Denuncia che ha portato all’intervento dell’esercito dopo le minacce di morte al titolare, che ha comunque dovuto lasciare la Colombia per tutelare la sua vita.
Le ACSN sono gli “eredi” di AUC (Autodefensas Unidas de Colombia) disciolti in maniera definitiva nel 2006 per intervento dell’ex presidente Álvaro Uribe, lo stesso che però nel 1997 aveva consentito azioni violente insieme a Convivir, un esercito di security composto da 120mila uomini, la cui formazione era stata favorita dallo stesso Uribe.
Connubio che portò alla strage di El Aro, dove furono massacrati decine di contadini e un centinaio vennero espropriati delle terre.
Dai loro predecessori le ACSN hanno ricalcato la ferocia unita alla strategia organizzativa diversificando i vertici, come avevano fatto i leader di AUC, in particolare Hernán Giraldo e Carlos Castano, di cui Feltrinelli ha pubblicato un’autobiografia.
I nuovi boss, conosciuti perlopiù con alias, si dividono i compiti, affinché in caso di loro arresto o uccisione, l’organizzazione non venga decapitata.
I vertici più noti di Los Pachencas (nome di battaglia delle ACSN): José Luis Pérez Villanueva, alias Cholo, comandante e negoziatore. Carmen Evelio Castillo, alias Muñeca, uno dei leader principali. Alias Mina, capobanda logistico, incaricato delle minacce a scopo estorsione. Secondo testimoni, è stato lui ad entrare a VM Tayrona, mentre Cholo e Muñeca sarebbero i diretti responsabili dei disastri ecologici locali.
I loro armamenti sono di prim’ordine e tecnologicamente avanzati: l’uso di droni per sganciare ordigni sui nemici è frequente; la foto si riferisce a un arsenale sequestrato dai militari.

È Fredy Castillo Carrillo, alias “Pinocho”, il leader più rappresentativo del gruppo, mentre Raspao Baudilio sarebbe invece l’agitatore sociale, quello che recluta gli indios di Quebrada Orinoco per organizzare blocchi stradali contro
l’esercito. Il loro nemico principale e rivale “in affari” è il Clan del Golfo, anch’esso nato dalle ceneri di AUC: oggi la banda più potente del paese che opera anche in Antioquia, Córdoba e Chocó.
Il suo leader, alias Jerónimo, era in trattativa con il governo Petro, che aveva sospeso le operazioni militari.
Il Clan ha deciso, dopo l’ultimatum del nuovo presidente Abelardo de la Espriella, di sospendere l’estorsione sui commercianti di Santa Marta a partire dal 10 luglio come “gesto di buona volontà nei confronti della nuova amministrazione”.
La forza maggiore dei Los Pachencas è il pragmatismo politico.
A differenza della guerriglia classica schierata a sinistra – FARC e ELN – intessono alleanze politiche a seconda della convenienza del momento.
Difatti, pur se “Cholo” è stato portavoce del gruppo durante il processo di pacificazione con il governo centrale – che aveva sospeso i mandati di arresto – nello stesso tempo i suoi affiliati continuavano a delinquere, condizionando l’operato della giunta di centrodestra che amministra Santa Marta e province, con a capo l’Alcalde (sindaco) Carlos Pinedo Cuello. Una fedina penale di tutto rispetto: si fa attribuire la pensione post mortem del padre senatore, poi revocata non avendone diritto.
Nel 2023 viene accusato da Petro di avere incontrato un gruppo paramilitare, inscenando un falso sequestro. Nel 2024 è imputato di associazione a delinquere con il gruppo armato che avrebbe influito sulle contestate elezioni da cui è uscito vincitore. E i suoi fratelli non sono da meno: Osmer fu condannato nel 2006 per truffa e falso, mentre Miguel lo fu per complicità con la banda Frente Resistencia Tayrona.
Da quello che ho potuto constatare, Santa Marta è in condizioni pietose: marciapiedi inagibili, monnezza non raccolta sia al centro che in periferia, clinica comunale in pessimo stato, gente che vive per strada. Il Barrio Pescatillo, dove è nata l’icona dei Mondiali degli anni ’90, Carlos Valderrama alias El Pibe, è abbandonato a se stesso. Racconta una signora: “Non esiste acqua potabile a Santa Marta, né al centro storico e neanche nella parte alta, causa lo sversamento di acque reflue nelle tubature. Esce dai rubinetti praticamente nera; la mancanza di acqua pura è l’incubo peggiore, quella in bottiglia è carissima e dobbiamo usarla pure per cucinare. È il business delle autocisterne, sempre sulle nostre tasche”.
Il tasso di omicidi in Magdalena è di 34 ogni 100mila abitanti, Santa Marta è tra le città più colpite. Ha fatto scalpore per i suoi dettagli macabri quello di un biologo italiano. Dopo la sua sparizione, sono state ritrovate parti del suo corpo, senza testa, sparsi ovunque.
La polizia ha arrestato gli autori, legati alle bande che attirano i single attraverso le App di incontri erotici come Tinder. Secondo l’autopsia, al malcapitato, drogato pesantemente, il cuore non ha retto, e i criminali avrebbero fatto a pezzi il cadavere per far perdere le loro tracce.


Il patto con Petro è finito quando il presidente uscente, pressato da Trump, si è reso conto di quanto effimero fosse il tentativo di fare la pace con i gruppi della costa. Ora sta all’esercito riprendere il controllo del territorio, impresa assai ardua. Mi è pervenuto un volantino attribuito ai paramilitari, dove si offrono 10 milioni di pesos di taglia per ogni soldato ucciso. Sono € 2500, al cambio attuale.
Tanta roba, se si pensa che ai tempi di Pablo Escobar per lo stesso “servizio” la tariffa standard era 500.000 pesos.
L’inflazione vale anche per i sicari.

Intervista
Ho parlato con il titolare di VM in Italia via WhatsApp. Riporto i passaggi salienti:
Dopo il Suo esposto alla DIJIN (Dirección de Investigación Criminal e INTERPOL) a che punto siamo?
“Ho inviato un’istanza a Corpamag perché mi spieghino che tipo di sanzioni hanno attuato per la distruzione del bosco. Lo stesso ho fatto con l’ufficio di Urbanistica regionale chiedendo il numero della licenza edilizia per vendere lotti.
Non avendo ricevuto risposta, sono partite le tutele giudiziarie e per ora la lottizzazione è bloccata.”
Qual è il ruolo del sindaco di Santa Marta in tutta questa vicenda?
“Marginale, è solo una pedina che non ha potere reale, tutto è in mano dell’oligarchia di Santa Marta che controlla il municipio. Una macchina per far soldi illeciti, la polizia sparisce, una mafia perfetta. Lui e Agudelo della lista di Caicedo (il candidato avversario di Cuello NdA) si equivalgono.
Comunque l’ho denunciato per non aver agito dopo le mie segnalazioni.”
Anche per le Sue proprietà le ACSN hanno chiesto il pizzo? “Sì, 30 milioni di pesos (circa € 7500) loro la chiamano “multa” per non aver mai dato loro nulla”.
È giusto definire questi gruppi come parte della guerriglia?
“No, la guerriglia è ideologicamente schierata. Posso dire che ai tempi delle AUC e di Uribe l’estorsione in quest’area non esisteva. È questa che asfissia commercio e turismo. Per paradosso, se fosse solo narcotraffico, darebbe meno fastidio alla popolazione civile.
Fare la pace con questa gente non serve, perché non rispettano i patti. In Colombia non esiste il castigo sociale, la mancanza più grave che permette tutto. Ancora oggi, il narcotrafficante è considerato un eroe”.
È il mito di Pablo Escobar, duro a morire.
(Foto e video © F.Bacchetta
Foto ordigni concessa da un testimone)





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