L’Italia riapre al nucleare: il Senato approva in via definitiva la legge delega
di GIUBBE ROSSE (Canale Telegram)

Dopo quasi 40 anni dal referendum del 1987, il Parlamento dà al Governo 12 mesi per scrivere le regole su reattori modulari, sicurezza e scorie. Primi impianti stimati nel 2033-34.
Il Senato ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge delega sul «nucleare sostenibile» (81 sì, 51 no, 7 astenuti), già passato alla Camera il 4 giugno. Si tratta del primo quadro normativo organico dopo lo spegnimento delle centrali seguito al referendum del 1987 (e al secondo del 2011).
La legge non autorizza la costruzione immediata di impianti. Delega il Governo a emanare entro 12 mesi i decreti attuativi su autorizzazioni, sicurezza, localizzazione, gestione dei rifiuti radioattivi, decommissioning e ricerca (compresa la fusione). Il ministro Gilberto Pichetto Fratin punta a chiudere i decreti entro fine 2026. La stima ufficiale per i primi reattori è il 2033-2034. Si parla di Small Modular Reactor (SMR) e Advanced Modular Reactor, non delle grandi centrali del passato. L’obiettivo dichiarato è coprire l’11% del mix elettrico (fino al 22% nel Piano energia e clima) e ridurre i costi di decarbonizzazione.
Giorgia Meloni ha definito la scelta «coraggiosa e di buon senso» e «un impegno mantenuto»: oggi l’Italia importa elettricità nucleare dai Paesi vicini ma non può produrla. L’opposizione (PD, M5S, AVS) parla di «follia economica», tecnologia non ancora matura e problema irrisolto delle scorie. I sondaggi mostrano un Paese diviso: circa il 51-55% è favorevole in generale, ma la maggioranza rifiuta un impianto vicino casa.
Fonte: https://t.me/rossobruni/65162





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