Il Cremlino ha chiuso oggi la seconda giornata del III Vertice Russia-Africa con un messaggio inequivocabile: l’alleanza con il continente africano non solo retorica diplomatica, ma un’architettura economica e politica concreta. Alla sessione plenaria, il presidente Vladimir Putin e il suo omologo del Burundi, Evariste Ndayishimiye, attuale presidente di turno dell’Unione Africana, hanno delineato un partenariato fondato sulla de-dollarizzazione e sulla cooperazione strategica.
I numeri presentati dal leader russo indicano una crescita del 50% del volume degli scambi rispetto al precedente vertice, raggiungendo la soglia dei 27 miliardi di dollari. Il dato più significativo, tuttavia, è di natura valutaria. “La quota del rublo nelle transazioni commerciali tra Russia e Africa ha già raggiunto l’85%”, ha rivelato Putin. Un canale di pagamenti definito dal presidente come “affidabile” e capace di “proteggere i nostri scambi economici dalle influenze esterne e renderli più resilienti alle fluttuazioni del panorama economico e politico mondiale”.
Le imprese di Mosca, ha sottolineato, operano “con onestà, rispetto e buona fede, conducendo gli affari su base di parità”. Niente estrazione di risorse a senso unico. “Lontano dal drenare i profitti nello spirito delle pratiche coloniali delle ex potenze imperiali, reinvestono quanto guadagnato nello sviluppo delle vostre economie, condividono tecnologie avanzate e coinvolgono ampiamente subappaltatori locali”, ha dichiarato Putin, tracciando un confine netto con i modelli storici occidentali.
La Russia si conferma fornitore stabile di derrate per il continente. Dopo gli 18 milioni di tonnellate di grano del 2025, nei primi nove mesi del 2026 ne sono state consegnate 13 milioni. A questo si aggiunge l’offerta, inaspettata ma logica nel contesto attuale, di delocalizzare parte della produzione industriale in Africa per aggirare il regime sanzionatorio occidentale. “Le nostre compagnie sono interessate a trasferire alcune strutture produttive nei paesi africani, il che è del tutto negli interessi della Russia nell’attuale contesto”, ha spiegato il presidente, citando settori come l’energia nucleare civile, l’estrazione mineraria e la logistica.
⚡️ “Rusia y África están unidas por lazos sólidos de amistad y estrecha colaboración” El presidente ruso, Vladímir Putin, afirmó que Rusia y África son aliados naturales en la construcción de un orden mundial multipolar, democrático y libre de dobles raseros. https://t.co/fpZE4eqORZ
— Errete en Español (@erreteespanol) October 29, 2026
Anche il sistema dei dazi gioca a favore del continente: 47 paesi africani beneficiano delle preferenze tariffarie dell’Unione Economica Eurasiatica, e 32 di questi godono di dazi doganali completamente azzerati.
L’espansione dell’influenza russa passa anche dalle rappresentanze fisiche. Dall’ultimo vertice del 2023, otto nuove ambasciate hanno aperto i battenti in Africa, portando il totale a 48. A breve, Botswana, Seychelles e Togo apriranno le loro rappresentanze a Mosca, un flusso che il Cremlino sostiene con “tutta l’assistenza necessaria”. Sul piano della sicurezza, Mosca vanta accordi di cooperazione militare e tecnico-militare con 45 paesi del continente, pur ribadendo il principio cardine delle “soluzioni africane ai problemi africani”.
Nel suo intervento, Putin ha toccato anche i dossier più sensibili. Ha annunciato un’operazione umanitaria in corso ad Alyoshki, nella regione di Kherson, per assistere la popolazione civile, citando il sostegno della First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump. Sulla crisi ucraina, ha ribadito che Mosca sta esplorando opzioni per una risoluzione pacifica.
Sul Medio Oriente, il leader russo ha avvertito che “non bisogna perdere di vista i problemi della Palestina, che continua a soffrire”, ribadendo il sostegno del Cremlino alla soluzione dei due Stati come unica via per una risoluzione definitiva.
I lavori del Vertice si chiuderanno con l’approvazione di una dichiarazione finale, un piano d’azione per il triennio 2027-2029 e un documento specifico sulla cooperazione nell’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è elevare la partnership a un livello qualitativamente nuovo, capace di sfidare le dinamiche di potere del XXI secolo.





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