Categoria: Rassegna Stampa

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Venezuela avanguardia e garanzia dei diritti sociali

di L’ANTIDIPLOMATICO Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, durante la Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite su Abitazioni e Sviluppo Urbano Sostenibile, Hábitat III, ha sottolineato che l’abitazione e la stabilità delle famiglie nella società è stata da sempre minacciata dallo sviluppo del capitalismo del XX secolo. Dalla città di Quito, Ecuador, dove si è svolto l’incontro, il Presidente venezuelano si è congratulato per gli sforzi fatti dall’ONU e dalle organizzazioni sociali...

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Quel che il Giappone ha da insegnarci sulla deflazione

di ECONOPOLY (Maurizio Sgroi) Poiché il mondo che conta soffre di inflazione declinante, per non dire deflazione, diventa istruttivo studiare il caso del Giappone, che sperimenta questo tormento da circa un ventennio senza essere riuscito a uscirnemalgrado gli sforzi non siano mancati. L’occasione ce la offre un’analisi contenuta nel recente World economic outlook del Fmi (“The Japanese Experience with Deflation”) che passa in rassegna l’ampia letteratura che si è generata nel tempo sull’enigma giapponese ponendosi poche...

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La svalutazione della sterlina fa bene alla Gran Bretagna (non credete a ciò che vi hanno raccontato)

di VOCI DALL’ESTERO (Ashoka Mody) Sul giornale britannico Independent il prof. Ashoka Mody riassume efficacemente un punto a noi noto: la svalutazione post-brexit della sterlina (l’ultimo spauracchio ripetuto a nausea dai catastrofisti anti-brexit) non è affatto un disastro, ma un evento da festeggiare per l’economia britannica. Come già decretava il FMI a inizio anno, la sterlina era fortemente sopravvalutata, collocandosi al valore adeguato per un settore finanziario ipertrofico e parassita, ma eccessivo per tutti gli...

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L’euro e il gold standard d’accordo con Keynes, meglio di no

di IL MANIFESTO (Antonella Stirati, Maurizio Zenezini) Nella discussione sulla moneta, Giorgio Lunghini (Il Manifesto, 29 settembre), si chiede, con comprensibile preoccupazione, quali potrebbero essere le conseguenze per il mondo del lavoro di una dissoluzione della moneta unica. Questa domanda non ha risposte facili. Certo, se ad abbandonare l’euro fosse un paese grande come l’Italia vi sarebbero ripercussioni sulla zona euro e fasi di instabilità finanziaria. La domanda, tuttavia, non è se l’uscita dall’euro sia...

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Il respiro dei nostri padri

di COMEDONCHISCIOTTE (Alceste) Cosa ne sarà dei giovani italiani quando i padri e le madri esaleranno l’ultimo respiro? Tempi impensabili aspettano i ventenni, i trentenni e i quarantenni italiani; quelli che, oggi, smanettano allegri in metropolitana o chattano tontoloni passando da un lavoricchio all’altro mentre il Bullo di Firenze (uno dei tanti usurai), tra una barzelletta e l’altra, gli smonta il welfare, il futuro e il loro stesso paese, lentamente, con la sicumera e l’arroganza...

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Atene. (S)vendute le frequenze tv, congresso ‘bulgaro’ per Syriza

di CONTROPIANO (Marco Santopadre) Da ben ventisette anni i più importanti gruppi finanziari, industriali e commerciali operanti in Grecia spadroneggiavano nel mondo della televisione privata senza versare un soldo nelle casse dello Stato, o al massimo pagando pochi spiccioli. Dopo tre decenni di legge della giungla finalmente Atene ha varato una nuova cornice che prevede che le frequenze vengano assegnate ai soggetti privati sulla base di un’asta. Il problema – in realtà i problemi sono...

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Il caos in Europa e il sistema monetario imperfetto (2ª parte)

di RETE MMT (William Mitchell) La nuova macroeconomia dei consensi. Perché la BCE non ha ritirato liquidità dalle banche tedesche (come ha fatto alla Grecia nel mese di giugno 2015) per aver deliberatamente violato le regole della zona euro? Non è necessaria una risposta. Il 14 marzo 2016, Barry Eichengreen e Charles Wyplosz hanno delineato le loro Condizioni minime per la sopravvivenza dell’euro. All’inizio essi rifiutano il racconto mainstream, che vede nella creazione di un’unione...

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E’ debito parlare di debito

de IL SOLE24ORE (Vito Lops) Quando si parla di debito saltano in mente due collegamenti immediati, pressoché inconsci 1) debito pubblico 2) Italia sprecona e spendacciona Si tratta di punti molto delicati che toccano qualsiasi dibattito politico-economico di oggi. E’ bene approfondire un po’ entrambe le questioni. Partiamo dal DEBITO PUBBLICO. In questo momento l’Italia ha accumulato uno stock di debito pubblico di circa 2.100 miliardi che, rapportati a un Pil di 1.550 miliardi, porta...

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Ecco come le lezioncine di Mario Monti sull’austerità sono rottamate pure dagli ex montiani

di FORMICHE.NET (di Michele Arnese e Leo Soto) Ma che ci azzecca? L’espressione dipietresca sorge naturale leggendo stamattina la fluviale intervista delCorriere della Sera al suo ex editorialista Mario Monti, onusto di molti ex: ex commissario europeo, ex rettore della Bocconi, ex presidente del Consiglio, ex leader di Scelta Civica prima fondata e poi affondata. Dall’alto dei suoi tanti ex e di tanta ferrea logica accademica e scientifica, Monti argomenta con l’intervistatore Federico Fubini così il...

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Il vuoto di leadership che fa comodo al Cremlino

di ALBERTO NEGRI Le cronache dal basso impero americano non sollevano entusiasmo ma qualcuno comunque dovrà pur governare l’America e il nuovo disordine mondiale. L’ ultimo dibattito ci ha consegnato un copione da “Sesso bugie e videotape”, film vincitore a Cannes nell’89. L’aspetto interessante è che il pubblico partecipa divertito o scandalizzato, star di Hollywood e della politica comprese, mentre si contano milioni di tweet che faranno volare il titolo a Wall Street. continua a...

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Riforma Costituzionale e globalizzazione

di ALDO GIANNULI In una recente trasmissione televisiva, Luciano Violante (esponente del Pd troppo noto perché si debba dire chi è) ha giustificato la riforma costituzionale con le necessità del momento: “Nel mondo della globalizzazione la democrazia deve essere decidente”. (Come se qualcuno volesse una democrazia non decidente) sottintendendo con questo che il governo deve avere le mani libere dai troppi impacci del confronto con l’opposizione. Di passaggio notiamo come questo implicitamente ammetta che la...

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Stiglitz tra “riforme” e “le riform€”: un problemino di democrazia no?

di LUCIANO BARRA CARACCIOLO Fingiamo per un attimo che Stiglitz non sia parte di un establishment USA, storicamente connotato dal nuovo modo di essere “democrat” (e cioè liberal, ben radicato nella upper middle class); e fingiamo pure, per un attimo che Stiglitz non sia il terminale spendibile, – in un’€uropa sempre più squassata dal dramma della disoccupazione e della dottrina ordoliberista al potere-, di un blocco di potere che, pur annoverando tra le sue fila,...