Jared Kushner e il mistero dell’“isola bunker” in Albania
di INTELLIGENCE FOR THE PEOPLE (Roberto Iannuzzi)

Diversi segreti aleggiano attorno all’isola di Sazan, al largo delle coste albanesi, dove Jared Kushner e la moglie Ivanka, figlia del presidente americano Donald Trump, intendono costruire un resort per ultraricchi.
La decisione ha scatenato proteste di massa contro il governo albanese del premier Edi Rama, le quali infuriano ormai da settimane nel piccolo paese balcanico all’insegna dello slogan “l’Albania non è in vendita”.
L’isola e la vicina laguna di Narta-Zvernec, su cui dovrebbe svilupparsi il progetto turistico del valore di oltre 4 miliardi di dollari, sono entrambe aree protette ospitando un delicato ecosistema cruciale per il Mediterraneo.
Esso costituisce infatti una tappa fondamentale per gli uccelli migratori che si spostano tra Europa e Africa, e si contraddistingue per una straordinaria biodiversità, offrendo un habitat essenziale a oltre 200 specie tra cui i fenicotteri, divenuti simbolo del movimento di protesta.
Secondo la narrazione diffusa da Invaka, la coppia avrebbe “scoperto” l’isola per caso durante una gita “sulla barca di un amico”. Fermatisi per una nuotata, i due sarebbero rimasti stregati dalla bellezza del luogo.
Raggiunta Sazan a nuoto, l’avrebbero salita a piedi nudi fino alla cima. Da lì sarebbe nata l’idea del progetto.
Un valore strategico
Dietro l’idilliaca apparenza dell’isola tuttavia si cela ben altro. I suoi pendii sono disseminati di bunker antiatomici di piccole dimensioni (circa 3.600), collegati tra loro da oltre 16 chilometri di tunnel fortificati, corredati da un centro di comando sotterraneo.
Attorno all’isola, proiettili di artiglieria, mine antisommergibile, e innumerevoli altri ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale, giacciono ancora sul fondale marino.
Durante la Guerra Fredda, Sazan fu munita delle sue strutture fortificate dal governo comunista albanese. I sovietici costruirono una base per sottomarini nella vicina Baia di Vlorë.
La baia, controllata dall’isola di Sazan, è l’unico attracco in acque profonde in corrispondenza del Canale di Otranto, passaggio largo appena 72 chilometri tra Italia e Albania, e unica porta di accesso al Mediterraneo dall’Adriatico.
Non a caso l’isola, occupata dall’Italia nel 1914, fu poi fortificata da Mussolini che la utilizzò per controllare l’Adriatico. Riferendosi a Sazan, il leader comunista albanese Enver Hoxha si vantava di avere le chiavi di accesso al Canale di Otranto.
Poco più a nord di Sazan passa il tracciato del Trans Adriatic Pipeline (TAP), gasdotto collegato al turco Trans Anatolian Pipeline che trasporta in Italia il gas proveniente dalla regione del Caspio.
Da non trascurare il fatto che anche Israele intende costruire un imponente gasdotto che dovrebbe collegare il giacimento israeliano Leviathan all’Europa attraverso Cipro, Creta, la Grecia continentale e l’Italia.
Il tratto finale di tale pipeline dovrebbe essere posato non lontano dal luogo dove Kushner e soci vogliono costruire il loro “resort”.
In altre parole, l’isoletta di Sazan ha un valore strategico impossibile da trascurare per la stessa NATO, alleanza di cui l’Albania è ufficialmente membro dal 2009.
Diplomazia e affari
Anche la narrazione dell’incontro “fortuito” di Kushner e della moglie Ivanka con l’isola va reinterpretata. Secondo una versione fornita dallo stesso Kushner, la barca su cui si trovavano i due era il lussuoso yacht di Nat Rothschild, membro della nota famiglia di banchieri, implicato negli Epstein files.
A bordo dello yacht, secondo quanto dichiarato da Kushner, egli ha incontrato il premier albanese Rama. Sempre secondo Kushner, a suggerirgli di investire in Albania è stato Richard Grenell, ex direttore del National Intelligence e attuale inviato speciale del presidente Trump.
Il Guardian scrive che Grenell avrebbe agito come “mediatore d’affari” nella regione per Affinity Partners, la società di investimenti di Kushner.
Quest’ultima è stata costituita nel 2021. I suoi principali clienti sono fondi sovrani delle monarchie del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar), ovvero quegli stessi paesi con i quali Kushner è coinvolto a livello diplomatico in qualità di rappresentante di Trump.
La rivista Forbes scrive che gran parte di coloro che hanno investito in Affinity proviene da contatti stretti da Kushner mentre era al servizio della Casa Bianca, comportando un evidente conflitto di interessi.
Tra i compiti diplomatici di Kushner vi è stato quello di promuovere gli Accordi di Abramo, lanciati da Trump nel 2020 per normalizzare i rapporti fra Israele e i paesi arabi del Golfo (e non solo).
Kushner fa anche parte del Consiglio di Pace costituito da Trump per ricostruire Gaza, al quale hanno aderito diverse monarchie del Golfo già clienti di Affinity.
Kushner, che è amico di famiglia del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha anche partecipazioni in diverse compagnie israeliane, tra cui una del valore di 1,68 miliardi di dollari in Phoenix Financial, una delle principali società finanziarie ed assicurative in Israele.
Kushner ha messo in chiaro che lucrosi investimenti sarebbero stati riservati a quei paesi che avrebbero aderito agli Accordi di Abramo.
Il rapporto con Israele
L’allargamento dell’interesse israeliano ai paesi non arabi si comprende nel quadro della vecchia “strategia della periferia” coltivata da Israele.
Stringere rapporti con i paesi non arabi alla periferia della regione mediorientale era un modo per controbilanciare l’isolamento regionale dovuto al conflitto arabo-israeliano. Tale dottrina viene applicata ancora oggi da Tel Aviv.
In base ad essa, lo stato ebraico ha allacciato rapporti con Azerbaigian, Serbia, Romania ed altri paesi. Fra questi figura l’Albania, strategicamente situata nei Balcani, e di orientamento chiaramente filo-americano.
Per accontentare Washington, Tirana ha accettato di accogliere migliaia di membri dei Mojahedin-e-Khalq (MEK), setta islamo-marxista che, dopo aver preso parte alla rivoluzione iraniana del 1979, divenne nemico acerrimo della neonata Repubblica Islamica.
Il gruppo, in passato sulla lista delle organizzazioni terroristiche sia negli USA che in Europa, è stato trasferito in Albania dopo anni di esilio trascorsi in Iraq, in base a un accordo voluto dall’amministrazione Obama nel 2013.
A seguito delle proteste scoppiate in Albania attorno al progetto di Kushner, Edi Rama ha anche pensato di accusare l’Iran di fomentare la rabbia popolare.
Negli ultimi anni, Tirana ha firmato numerosi accordi economici con Israele, malgrado il genocidio in corso a Gaza. Tra il maggio 2023 e il maggio 2024, le esportazioni israeliane in Albania sono cresciute del 150%.
Il governo albanese ha firmato un accordo con Elbit Systems, industria leader del settore della difesa in Israele. Tirana ha anche aderito al Consiglio di Pace di Trump e si è addirittura impegnata a inviare “peacekeepers” a Gaza.
A cosa serve Sazan
Il progetto del resort multimiliardario di Kushner in Albania è stato annunciato dopo la rielezione di Trump. Il governo di Edi Rama ha concesso lo status di “investitore strategico” ad Atlantic Incubation Partners, società legata ad Affinity Partners, sbloccando permessi e offrendo incentivi.
Secondo la stampa locale, anche la mafia albanese avrebbe giocato un ruolo rilevando i terreni destinati al progetto. Quest’ultimo include investitori del Qatar.
L’acquisizione dell’isola di Sazan da parte di Kushner, genero del presidente americano strettamente legato al premier israeliano, mostra come legami politici e capitali privati possano minacciare la sovranità di interi paesi nel XXI secolo.
Come ha scritto la ben informata Wanted in Rome, rivista per “espatriati” nella capitale italiana,
Lo sviluppo di un importante complesso turistico sull’isola di Sazan implica la realizzazione di significative infrastrutture civili – porti, sistemi di comunicazione, eliporti, infrastrutture di sicurezza – su un territorio strategico […]
Un grande resort con strutture portuali e infrastrutture di comunicazione crea una capacità “dual use”. Le infrastrutture apparentemente civili possono essere rapidamente adattate a scopi militari o di intelligence: un porto privato monitora il traffico adriatico; le infrastrutture di comunicazione intercettano segnali; le basi per elicotteri conducono attività di sorveglianza; i resort ad accesso limitato ospitano agenti segreti.
La rivista, che ha una posizione filo-atlantica, afferma che il caso Sazan arriva a minacciare la coesione della NATO poiché dimostra che le stesse regole dell’Alleanza sulle infrastrutture strategiche possono essere violate senza conseguenze da alcuni dei suoi membri più potenti.
A ciò bisognerebbe aggiungere che Israele e Qatar non sono neanche membri ufficiali dell’Alleanza. Ad ogni modo, la rivista si domanda se il sistema internazionale occidentale possa sopravvivere
quando potere politico e capitale diventano inseparabili, quando i familiari dei presidenti in carica diventano importanti investitori internazionali, quando governi stranieri finanziano tali investimenti e quando questi investimenti rimodellano la sovranità e acquisiscono il controllo di risorse strategiche in nazioni alleate.
FONTE:https://robertoiannuzzi.substack.com/p/jared-kushner-e-il-mistero-dellisola





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