Chi di Ucraina ferisce, di Ucraina perisce
di GIUSEPPE MASALA CHILI (Il Simplicissimus)
Oggi mi dedico a una serie di piccole notizie, di piccoli allarmi, di sintomi apparentemente trascurabili, ma che preparano l’infarto per lo status quo. Il primo segnale di malessere prima riguarda la festa del 14 luglio, guastata dalla sconfitta con la Spagna ai Mondiali che costringerà Emmanuel e Brigitte a disfare le valigie già pronte per partecipare alla finale. Una circostanza che rende meno accettabile il fatto che alla tradizionale parata sugli Champs-Élysées, assieme ai drappelli militari di altre nazioni ha partecipato anche un reparto di nazisti ucraini con il loro passo dell’oca.
Insomma mentre l’Ucraina affonda, Macron non ha trovato di meglio che far sfilare truppe naziste, alla presenza dell’ebreo errante Zelensky, ormai una macabra maschera che dovrebbe dare un volto umano alla disumanità delle oligarchie occidentali. D’altro canto il presidente era un funzionario della banca Rothschild e si sa che furono proprio i Rothschild a finanziare la campagna di Napoleone in Russia. Dunque la russofobia non è solo un dovere nazionale, ma anche un dovere aziendale per l’inquilino dell’Eliseo.
Al contrario di quanto accade in Francia, in Polonia è comparso il manifesto con la scritta “La Russia combatte per noi contro i banditi di Bandera, ovvero contro i nazisti”.
La cosa non deve stupire perché Bandera assurto al ruolo di mito fondativo del regime di Kiev fece migliaia di vittime tra i polacchi e nel momento in cui si avvicina la fine dell’avventura criminale di Zelensky & soci, la Polonia si appresta a rivendicazioni territoriali sulla parte nord occidentale dell’Ucraina. Ne vedremo delle belle durante il finale europeo.
Infine il mistero della morte improvvisa del senatore repubblicano Lindsey Graham, per anni uno dei maggiori guerrafondai americani, nonché principale collettore dei fondi della lobby sionista. Si è detto che è morto casa, mentre è morto a Kiev. Ecco la sequenza dei fatti riportata da Larry Johnson:
“Lindsey è partito dall’aeroporto internazionale di Dulles intorno alle 7:00 ora locale del 9 luglio: il volo da Dulles a Varsavia dura 9 ore. Ha preso il treno notturno partito da Varsavia alle 18:15 ora locale del 9 luglio ed è arrivato a Kiev tra le 9:45 e le 10:45 ora locale del 10 luglio. Quindi Lindsey Graham arriva a Kiev alle 11 del mattino di venerdì. Incontra Zelensky e visita una fabbrica di droni.
Il primo treno per Varsavia parte da Kiev-Pasazhyrskyi tra le 07:40 e le 08:00 dell’11 e arriva a Przemyśl Główny nel pomeriggio (circa 17:00-18:00 ). Si tratta di almeno nove ore. Questo significherebbe che a Washington, sarebbero circa le 11:00. Ipotizziamo che abbia un’ora per raggiungere l’aeroporto e che l’aereo decolli alle 19:00 ora locale dalla Polonia, ovvero alle 12:00 a Washington. Il volo verso ovest dura 10 ore… Ciò significa che l’aereo non avrebbe potuto atterrare a Dulles prima delle 22:00 dell’11. Ovvero 2 ore e mezza dopo la presunta morte di Graham a casa”.
Quali siano le circostanze e le cause reali della morte del senatore di guerra non è dato sapere ma sospettiamo qualcosa, in ogni caso la legge del contrappasso ha funzionato benissimo: chi di Ucraina ferisce, di Ucraina perisce.
Fonte: https://t.me/giuseppemasala/116094





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