I funerali di regime
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB)
Leggo qua e là, con sconcerto e rassegnazione, commenti in Rete davvero sorprendenti, analisi sempre più raffazzonate. Per esempio, chi critica la vita politica di Emma Bonino è sostanzialmente un vetero comunista (ad avercene!) maschio, bianco, eterosessuale. Sì, esatto, il livello ormai da qualche anno è questo qui. Non appena si prova a mettere in discussione qualche archetipo del mondo liberale, ecco che, sempre più feroci, sul modello liste di proscrizione di Repubblica e Corriere, scattano rappresaglie argomentative per screditare socialmente chi, sfidando il perbenismo progressista, si permette di avanzare qualche critica, o più semplicemente, prova a ragionare senza i condizionamenti stilistici degli storytelling.
Così, i funerali di Stato per Emma Bonino, diventano un riconoscimento per una combattente dei diritti civili e la “gente”, così viene chiamato il popolo nel fantasmagorico mondo della società civile borghese, ricorderà per sempre le sue battaglie. Questo encomio postumo è ovviamente bipartisan, offerto dalle più alte cariche del Paese, dell’Unione Europea, della Nato, semplicemente perché nei Settanta Emma Bonino si rese protagonista di azioni coraggiosissime. Va da sé, lo potrebbe capire anche un bambino, che questa messa in scena è assolutamente ridicola. Però si può dire lo stesso, per di più cercando di ridicolizzare chi cerca di raccontare l’evidenza.
I funerali di Stato, tipico esempio di sovversivismo delle classi dirigenti, sono organizzati in fretta e furia perché il Regime neoliberale riconosce a Emma gratitudine per i suoi anni di militanza estremista. Inutile ricordare quanto Emma abbia contribuito a sfasciare le conquiste democratiche della classe lavoratrice, quanto abbia disprezzato democrazia e giustizia, quanto abbia concorso a rafforzare il totalitarismo sovranazionale dell’Unione Europea, quanto abbia gioito per le guerre umanitarie che bombardavano innocenti. E quanto abbia tradito le donne, alle quali Emma Bonino ha tolto ospedali, medici e strutture per farsi curare o per abortire, alle quali ha tolto lavoro e speranza perché raggiungessero autonomia e indipendenza.
Ecco, Emma Bonino riceve i funerali di Stato per questi motivi qui. Se fosse stata una semplice militante dei diritti civili, una protagonista nostalgica e indimenticata del lungo Sessantotto italiano, avrebbe avuto la stima sociale di un Mario Capanna qualsiasi. Quindi, davvero, non offendente le intelligenze altrui e fateci il piacere.
Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1FSQsYFS6D/





Commenti recenti