Francia: cortei, scontri e arresti allo sciopero generale contro il carovita
di L’INDIPENDENTE (Valeria casolaro)

Circa 300mila funzionari pubblici hanno manifestato ieri in tutta la Francia, insieme a studenti dei licei, dipendenti del settore privato, pensionati e disoccupati. La grande mobilitazione è stata organizzata ad appena 48 ore dalla riunione del Consiglio dei Ministri dove verrà discussa la bozza di bilancio per l’anno 2027, per il quale il governo prevede di agire all’insegna dell’austerità, effettuando importanti tagli nel settore pubblico, in particolare ai salari e ai servizi. Misure impopolari, annunciate ad appena sette mesi dal ritorno alle urne, previsto per il prossimo aprile 2027. Dalla piazza, i sindacati lanciano un ultimatum al governo, affinchè i piani di spesa pubblica siano profondamente rivisti prima del Consiglio di domani, giovedì 1° ottobre. Solamente tra gli studenti, scesi in piazza per chiedere maggiori risorse per l’istruzione pubblica e in larga parte minorenni, sono stati centinaia gli arresti, mentre il ministero dell’Interno riferisce di una cinquantina di feriti tra gli agenti e le forze dell’ordine.
«Le nostre esigenze aumentano: invecchiamento della popolazione, accesso alle cure, transizione tecnologica, nuove tecnologie», ricorda in un comunicato la CGT, tra le principali confederazioni sindacali francesi. Per farvi fronte, la Confédération sottolinea come la strada da percorrere sia un maggiore investimento nel settore pubblico, oggetto invece di pesanti tagli che danno la falsa impressione di un risparmio nella spesa dello Stato. Al loro posto, sottolinea, subentreranno i privati, che operano con l’esclusivo scopo della ricerca del profitto. In aggiunta a ciò, «l’austerità colpisce sempre gli stessi, strumentalizzando le divisioni tra chi ha poco e chi ha ancora meno», mentre «continuano i regali ai più ricchi e gli aiuti pubblici alle imprese private». Da qui l’ultimatum al governo, affinchè riveda la bozza di legge evitando così ulteriori mobilitazioni nel pieno della campagna elettorale.
Nella bozza della nuova legge di Bilancio, il ministero dell’Economia prevede prestiti per un valore complessivo di 340 miliardi di euro, con un aumento di 28 miliardi rispetto al 2026. Il dato, secondo l’ufficio, dipende in parte dalla necessità di coprire un deficit pubblico ancora molto elevato, risultato della crisi sanitaria e degli shock energetici degli ultimi anni. Il primo ministro Lecornu ha dichiarato che, per far quadrare le spese e riportare il deficit pubblico al 3% del PIL entro il 2029, il governo congelerà la rivalutazione gli stipendi dei dipendenti pubblici, con un risparmio previsto per il 2027 di 2 miliardi di euro. Secondo i media francesi si tratterebbe, se confermato, del quarto congelamento consecutivo delle buste paga, l’ottavo dall’inizio del mandato di Macron. «La rabbia è immensa» ha dichiarato dalla piazza Sophie Binet, segretaria generale di CGT.
Alle rivendicazioni del settore pubblico si sono unite le mobilitazioni studentesche, con circa 400 licei del Paese coinvolti. Le proteste sono iniziate la scorsa settimana a Ile-de-France e si sono presto estese a tutto il Paese, culminando nella giornata di ieri. In numerose città sono stati registrati scontri con la polizia: a Lille sono stati incendiati cassonetti per strada, con la polizia che ha risposto con il lancio di lacrimogeni, mentre a Nantes gli studenti hanno creato barricate con decine di bidoni per impedire alla polizia di accedere al liceo Gabriel Guist’hau. Altri episodi analoghi si sono verificati in numerose altre città, da Marsiglia a Lione. A Parigi sono stati occupati almeno una decina di istituti e sono state registrate tensioni tra i giovani e le forze dell’ordine tanto davanti alle scuole quanto in strada.
Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha riferito alla TV francese che sono stati 440 i fermi tra gli studenti in tutto il territorio nazionale, due terzi dei quali si sono trasformati in veri e propri arresti, per reati di «vandalismo» e «aggressioni alle forze dell’ordine». Il ministro ha difeso l’operato degli agenti, definendolo «estremamente proporzionato» anche nel suo coordinamento con i dirigenti scolastici, che avrebbe evitato il verificarsi di «incidenti gravi». Di tutt’altro parere le forze politiche d’opposizione, che hanno duramente criticato l’ingresso degli agenti nelle scuole superiori. Se dal canto suo il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha parlato di «violenze inqualificabili», che non possono essere giustificate all’interno di una democrazia, il coordinatore nazionale di La France Insoumise, Manuel Bompard, ha accolto positivamente le mobilitazioni: «questi giovani chiedono condizioni di istruzione dignitose, tutta una serie di rivendicazioni che riguardano tutti gli studenti e i genitori di questo Paese. Hanno motivo di farlo, di fronte a un governo che non li ascolta».





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