Il ricatto finanziario USA contro Banca Etica
di LA FIONDA (Flavio Bacchetta)

Il 28 agosto 2026, il governo statunitense decide di inserire il collettivo digitale italiano Autistici Inventati nelle liste OFAC (Office of Foreign Assets Control), organismo del Dipartimento del Tesoro che prende di mira le organizzazioni accusate di terrorismo, narcotraffico e tutto ciò che può arrecare danno al territorio degli Stati Uniti. Far parte di questa lista nera vuol dire essere tagliati fuori dal commercio nazionale e internazionale, attraverso l’interdizione all’accesso alle carte di credito dei circuiti Visa e Mastercard per gli acquisti e l’impossibilità di fare e ricevere bonifici internazionali attraverso il codice SWIFT BIC, indispensabile per riconoscere le banche inserite nel sistema interbancario occidentale.
Ovviamente questi circuiti sono monopolio statunitense: le carte dipendono in larga misura da operatori USA, mentre lo SWIFT BIC è soggetto, per ogni trasferimento extraeuropeo, alle banche intermediarie americane, che tra l’altro gravano le transazioni di corpose commissioni.
Esistono altri circuiti internazionali per il trasferimento di denaro, che sono però legati al gruppo delle nazioni emergenti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), non diffusi in Europa, essendo necessario un conto nelle valute locali dei paesi elencati, che in Occidente non costituiscono moneta di cambio, a prescindere dalle sanzioni alla Russia per l’invasione ucraina e dalla posizione indebolita di Lula in Brasile, che, in prossimità del primo turno elettorale di domenica, vede Flávio Bolsonaro rafforzato dalla lobby del fratello Eduardo con Trump. Se l’anziano presidente non dovesse farcela al 2° turno di fine ottobre per il suo 4° mandato, è possibile che il figlio di Bolsonaro, da eventuale successore, possa accontentare Trump e uscire dai BRICS, che, perdendo il Brasile, perderebbero un partner commerciale enorme, già tartassato dai dazi al 50% comminati dagli USA.
Tornando ai circuiti alternativi, il CIPS (Cross-Border Interbank Payment System) è il sistema cinese; a differenza dello SWIFT, che è solo un servizio di messaggistica finanziaria, questo comunica direttamente e regola in tempo reale i fondi, accorciando tempi e costi di commissione. Impraticabile per i più in Europa, sia per il fatto che si possono spostare capitali solo da e per conti in renminbi, sia perché i rapporti commerciali tra Cina e UE sono in crisi perenne.
Difatti, il tentativo di partecipazione italiana alla Belt and Road cinese (che noi conosciamo come Via della Seta) durante il primo governo Conte, promosso dal Mov. 5 Stelle, venne sabotato da quasi tutti i vertici politici dell’opposizione, malgrado l’iniziale coinvolgimento di grossi gruppi industriali italiani, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti. Complice la Lega, che con Salvini fece cadere la coalizione di governo.
Riguardo alle carte di credito, l’Europa delle chiacchiere (e delle lobby) non è mai stata capace di dotarsi di una sua carta di credito indipendente, tranne le carte di debito prepagate fittizie, legate al circuito Nexi, che si appoggiano comunque a Visa e Mastercard.
CIPS è comunque utilizzato in Europa per le transazioni private con le aziende cinesi e quindi contemplato, a tal fine, da molte istituzioni finanziarie.
Cedere per sopravvivere
Ma torniamo all’ostracismo USA praticato ai danni di Autistici Inventati: le accuse (mai provate, com’è costume delle amministrazioni USA per avallare i loro abusi) vertono su presunte forniture di strumenti digitali alternativi – quali piattaforme web, email criptate – a organizzazioni terroriste appartenenti a non meglio definiti gruppi Antifa dell’estrema sinistra. Secondo Scott Bessent, Segretario del Tesoro, Autistici Inventati è allo stesso livello di pericolosità dei gruppi per la liberazione della Palestina quali Palestine Action inglese e Masar Badil, transnazionale.
Dietro, ancora una volta, la manina di Marco Rubio, instancabile paladino del New Deal a stelle e strisce, che, dopo aver affamato Cuba e lasciato carta bianca al genocidio israeliano di Gaza e alla progressiva annessione coloniale della Palestina e del Libano, si accanisce sulle vittime e non sui carnefici.
Il gruppo italiano è correntista dal 2018 presso Banca Popolare Etica.
Banca che fonda il suo operato sulla finanza etica, supportando con il credito Ong, gruppi no profit, organizzazioni umanitarie e piccole imprese attraverso la concessione di microcrediti.
Ong internazionali come Medici Senza Frontiere, attive soprattutto in Palestina e in numerose aree di crisi, sono tra i suoi clienti più in vista.
La banca è stata posta così sotto ricatto dal Tesoro USA: se il conto di Autistici Inventati non fosse stato bloccato, le stesse sanzioni indirette applicate al collettivo avrebbero potuto colpire anche Banca Etica, che ha a Padova la sede madre e filiali nelle città principali.
Le sanzioni indirette, menzionate all’inizio, riguardano individui ed entità non statunitensi, banche comprese.
In seguito a ciò, BE ha indetto un’assemblea per i soci, al fine di discutere tale provvedimento, a cui hanno partecipato il presidente Aldo Soldi e l’avvocato Piercarlo Felice, fondatore di AIRA – Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio –, i quali, pur riconoscendo che nessuna attività illecita o legata al riciclaggio sia stata riscontrata nel gruppo, hanno comunque deciso la sospensione “temporanea” dell’operatività del loro conto. «Purtroppo – è stato dichiarato – è probabile che la banca sarà a breve costretta alla sua successiva chiusura». L’istituto, allo stato attuale, conta circa 130.000 clienti, tra soci e correntisti, che non può mettere a rischio.
Cedere per sopravvivere, insomma.
Agli appelli rivolti ad ABI e MEF, esternati durante l’assemblea, affinché si facciano promotori di un’iniziativa di governo ai fini di un ripensamento USA, non crede nessuno. Se pensiamo a quanto conta Tajani a livello internazionale e alla Meloni, già umiliata pubblicamente da Trump, di cui cerca disperatamente di riconquistare i favori, quanto può interessare la sorte di un gruppo sconosciuto ai più, oltretutto bollato dal marchio infamante (per il “nostro” governo) di Antifa?
A questo proposito, è stato ricordato come le sanzioni statunitensi «spesso producono l’effetto di abusare del sistema finanziario internazionale e degli strumenti giuridici in modo da compromettere i diritti fondamentali e lo Stato di diritto»; nello stesso intervento, Banca Etica è stata esortata «ad avere più coraggio e non limitarsi a denunciare il ricatto dopo averne anticipato gli effetti».
Ed è proprio sull’anticipo di questi effetti che si è aperto il contenzioso tra Autistici/Inventati e Banca Etica. L’istituto avrebbe infatti sospeso dal 1° settembre ogni operatività del conto, impedendo al gruppo non soltanto di ricevere bonifici, ma anche di effettuare quelli in uscita e quindi di disporre dei fondi rimasti (circa 66mila euro). Secondo i legali di Autistici/Inventati, tuttavia, la licenza generale OFAC n. 36 avrebbe consentito fino al 25 settembre di effettuare le operazioni necessarie alla liquidazione dei rapporti in corso. Proprio per ottenere il ripristino dell’operatività del conto o, in subordine, il trasferimento del saldo su un altro conto, l’8 settembre il gruppo ha presentato un ricorso cautelare d’urgenza al Tribunale di Pisa. L’impossibilità di disporre delle proprie risorse, necessarie anche per pagare fornitori, debiti e imposte, avrebbe contribuito, secondo l’organizzazione, alla decisione di cessare ogni attività. Banca Etica, dal canto suo, sostiene di non aver avuto alternative, a causa del rischio di sanzioni secondarie e delle possibili conseguenze per i suoi circa 130mila correntisti.
Un altro precedente, più illustre, delle conseguenze prodotte dalle sanzioni statunitensi nei rapporti con la stessa banca aveva riguardato la relatrice all’ONU Francesca Albanese, colpevole solamente di aver esposto per prima alle Nazioni Unite i crimini di Netanyahu e dell’esercito israeliano nei confronti del popolo palestinese e di averli chiamati con il loro vero nome, genocidio, denunciando anche le complicità internazionali: «Mentre i leader politici e i governi si sottraggono ai loro obblighi, troppe entità aziendali hanno tratto profitto dall’economia israeliana dell’occupazione illegale, dell’apartheid e ora del genocidio», si legge nel suo rapporto.
Ebbene, Banca Etica, nell’ottobre del 2025, ha dovuto rifiutare l’apertura del conto alla relatrice, anche lei nella lista OFAC, sotto la medesima minaccia delle sanzioni USA, pur facendo appello a Senato, Camera e direttamente al governo affinché intercedessero con gli Stati Uniti.
Appello non solo ignorato, ma fu proprio il delegato italiano all’ONU Maurizio Massari a metterci il carico da 90, infierendo sull’Albanese: «Il contenuto del rapporto – sostiene Massari – oltrepassa palesemente il mandato specifico del Relatore speciale, che non comprende indagini su presunte violazioni commesse da altri Stati o entità, né giudizi sulla cooperazione tra Paesi terzi e la Corte penale internazionale».
Della serie, la codardia istituzionalizzata, che si accanisce ancora una volta su coloro che denunciano le atrocità e non sui loro autori criminali.
Euro digitale: una via d’uscita?
Che succederebbe, visti i precedenti vittoriosi del terrorismo legalizzato, se il Tesoro USA alzasse il tiro prendendo di mira la colonna portante di Banca Etica, cioè Ong quali Medici Senza Frontiere, in prima linea fin dall’inizio nella carneficina di Gaza, non solo a livello medico, ma denunciandone anche le atrocità? E che fine farebbe il volume di denaro che MSF muove con le donazioni internazionali?
L’unica via di uscita, a detta degli esperti, sembra essere il progetto dell’Euro Digitale, che dovrebbe partire nel 2027, per essere formalizzato due anni dopo. Secondo la presentazione della Banca d’Italia, sarebbe una versione digitale del contante, fruibile anche senza connessione internet.
Il suo vantaggio sarebbe quello di costituire un’alternativa all’uso delle carte di credito, monopolizzato dai circuiti Visa, Mastercard e PayPal, tutti statunitensi e quindi soggetti al doppio standard della politica, come nel caso dell’embargo finanziario inasprito ai danni di Cuba, poiché nessuno dei tre è ora utilizzabile per spedire denaro o fare pagamenti via POS nell’isola. L’altro vantaggio sarebbe quello di agire in parallelo con il nuovo sistema di pagamento elettronico Enp (European Network for Payment), che unisce 5 circuiti europei, tra cui lo spagnolo Bizum e l’italiano Bancomat, per fare concorrenza alle carte made in USA.
Tutte belle cose, ma con almeno due giganteschi SE. Il primo riguarda la stessa Unione europea: sottrarsi alla dipendenza dai circuiti finanziari statunitensi servirebbe a poco se poi fosse l’UE ad adottare comportamenti analoghi su questioni diverse, come mostra il caso dell’ex colonnello e analista svizzero Jacques Baud, colpito dalle sanzioni europee per le sue posizioni sul conflitto russo-ucraino. Il secondo è se l’Europa troverà finalmente il coraggio di boicottare la politica criminale di Stati Uniti e Israele, basata su azioni militari e sanzioni illegali, ritrovando l’unione e la forza di dire NO. In caso contrario, tutto rimarrà sulla carta, come sempre succede. D’altra parte, Manzoni, nei Promessi Sposi, così descrive Don Abbondio: «Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare».
E di Don Abbondio la politica europea – e soprattutto quella italiana – è piena.
(Foto: Museo della Scienza a Cali, Colombia © F. Bacchetta)
FONTE:https://www.lafionda.org/2026/10/01/il-ricatto-finanziario-usa-contro-banca-etica/





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