Categoria: Rassegna Stampa

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Immigrazione: crisi ed ipocrisia della sinistra clintoniana italiana

di SOCIALISMO 2017 (Ugo Boghetta) Con il cambio netto e repentino di linea politica sulla questione dei migranti da parte di Minniti, Gentiloni, Mattarella – poi santificato nell’incontro di Parigi – la sinistra clintoniana italiana si è trovata in una crisi imprevista. L’ideologia dell’accoglianza sempre e comunque non c’è più. Un cambiamento di politica non nato, a mio parere, solo per un mero calcolo elettorale del PD, ma dalla spinta di apparati dello Stato che hanno ritenuto l’immigrazione...

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Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione

di FEDERICO DEZZANI Con sempre maggiore frequenza appaiono notizie di attacchi a centri d’accoglienza, di crescente disagio sociale nelle periferie delle città, di un’insofferenza montante verso l’ondata migratoria che sta investendo il Paese. Le forze dell’ordine, sempre più spesso, sono chiamate a soffocare le proteste contro l’insediamento di nuovi immigrati nei centri urbani. Un effetto collaterale dell’esodo africano incentivato dalla UE/NATO, dalla Chiesa di Jorge Mario Bergoglio, e dal compiacente governo italiano? No, è ormai...

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Fornero e Brancaccio su pensioni e lavoro

di EMILIANO BRANCACCIO Spezzoni da “In Onda” (La7) del 28 agosto 2017. Di tanto in tanto affiora la tentazione dei media di riabilitare il governo dei “tecnici” Monti e Fornero. Ma i dati sull’occupazione, sul debito pubblico e sulle disuguaglianze mostrano che quella esperienza fu un fallimento, politico e scientifico: fecero ciò che non andava fatto e che non si dovrà ripetere in futuro. Ne discutono Elsa Fornero (ex ministra del Lavoro), Emiliano Brancaccio (Università...

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Merito del Jobs Act?

di CARLO CLERICETTI Interessante la tesi di Matteo Renzi e di tutto il governo. Sarebbe merito del Jobs Act il fatto che il numero di occupati abbia raggiunto i 23 milioni per la prima volta dal 2008. Ora, a parte che siamo ancora al di sotto del massimo di allora, sorge spontanea una domanda: ma come diamine ci si era riusciti, visto che nel 2008 il Jobs Act non c’era? Non solo: c’era anche il famigerato...

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L’atomica, salvacondotto dei regimi

di ALBERTO NEGRI Non farsi attaccare e avere una potente leva di ricatto nei confronti delle altre potenze nucleari e regionali: questo è il senso dell’atomica. Il dottor Stranamore è sempre di moda. I Paesi oggi teoricamente “inattaccabili”, oltre a quelli del club nucleare ufficiale, sono Pakistan, India e Israele, che non hanno mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, tutti collocati su linee di faglia geopolitiche esplosive e dove si susseguono da decenni...

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Lascienza di Einaudi tra vescovi africani e vescovi €uropei

di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. Avevo scritto un lungo post sulla questione dell’immigrazione e sulla sua effettiva finalità di instaurare il paradigma neo-liberista della “porta aperta”: come abbiamo visto, tale paradigma conduce al lavoro-merce globalizzato che tanto piaceva a Einaudi, ma la cui instaurazione effettiva presuppone, preliminarmente e inevitabilmente, un vasto sistema illecito di traffico di esseri umani, accoppiato con l’eversione delle disposizioni fondamentali, di protezione delle frontiere degli Stati, attualmente derivanti dalle Costituzioni democratiche....

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Chi è Kemi Seba?

di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (Sebastiano Caputo) Saggista polemista, predicatore, opinionista televisivo, Kemi Seba nasce a Strasburgo nel 1981, e a soli diciotto anni si iscrive alla Nation of Islam, un movimento afroamericano presidiato da Louis Farrakhan, fortemente critico nei confronti delle operazioni militari in Africa ed in Medio Oriente da parte del complesso bellico-industriale statunitense. Affascinato dalla personalità di Malcolm X, Kemi Seba si ritaglia subito un ruolo da attivista nonostante la giovane età. “Adolescente, leggevo...

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Economisti e istituzioni di primo piano ora ammettono che la globalizzazione aumenta la disuguaglianza

di VOCI DALL’ESTERO (Malachia Paperoga)   Il sito Global Research mette in luce l’inversione di rotta delle istituzioni mainstream sulla globalizzazione. Sopraffatte dalle giuste intuizioni dell’opinione pubblica, sono costrette ad ammettere che la globalizzazione più che aumentare la ricchezza, la distribuisce in maniera iniqua, riversandone una quantità maggiore sui già ricchi e mettendo in reale competizione solo i più poveri. È urgente ormai interrogarsi su quando un aumento del libero scambio generi benefici, e a...

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Dagli Appennini all’Atlante: propaganda, cambio e autorazzismo

di ALBERTO BAGNAI Come sapete, uno dei temi portanti della mia ricerca, forse il più rilevante in chiave di riflessione politica, è l’indagine sulle cause dell’autorazzismo: quella porca rogna italiana di autodenigrarsi, autentico cancro che corrode la nostra capacità di elaborare strategie coerenti sia sul piano interno, che su quello internazionale. Ci ho scritto un libro (L’Italia può farcela), ne ho discusso qui con voi, a lungo, senza giungere a conclusioni definite. D’altra parte, un...

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Il nuovo ruolo dell’Italia e il controllo dei fondi per i migranti

di ALBERTO NEGRI L’Italia torna protagonista in Libia, da dove volevano cacciarla insieme a Gheddafi. Con un messaggio politico più generale: il Mediterraneo e la questione dei migranti non deve diventare lo specchio della disunione europea. A pagare i conti della stabilizzazione della Libia, del Nordafrica e del Sahel ieri mancavano al vertice di Parigi la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Gli altri due Paesi che sulla spinta della Francia nel 2011 decisero di...

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La trappola dell’odio degli “agenti di influenza”. La manovra dell’antisovrano

di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. C’è un concetto “base” che torna prepotentemente alla ribalta in questi giorni, di fronte al dilagare della sovraesposizione mediatica di accadimenti come gli sgomberi di immobili occupati commettendo illeciti penali non “giustificabili” secondo alcuna interpretazione costituzionalmente (cioè democraticamente) orientata, ovvero come la violenza sessuale di gruppo posta in essere da stranieri, probabilmente a loro volta illecitamente presenti sul territorio nazionale (e, nel caso, oltretutto, in danno di altri stranieri che...

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Meglio un immunologo emiliano o un Emiliano immunologo?

di ANDREA COSSARIZZA* Il Presidente di una meravigliosa regione del sud Italia si è recentemente esibito in una disquisizione immunologica che avrebbe potuto, e dovuto, evitare. Non discuterò quanto detto a proposito della obbligatorietà delle vaccinazioni o delle eventuali sanzioni, argomento che è di natura politica, e appartiene a una sfera del tutto diversa da quella della Sanità pubblica o del dibattito tra persone competenti nel settore. Il problema che è stato sollevato qualche giorno...