Categoria: Rassegna Stampa
di MEGACHIP (Maurizio Blondet) “La UE deve capire che il populismo è il sintomo di reale fallimento politico” “E’ la mancanza di riforma dell’Europa, non l’Italia, che romperà la zona euro”. Non sono due titoli di giornaletti sovranisti sloveni. Il primo, è alla testa di una analisi del potente – e globalista-imperialista Royal Institute of International Affairs, la leggendaria “Chatham House”. Il secondo, è un titolo del Financial Times, il garante teologico del liberismo...
di OLTRELALINEA (Stelio Fergola) Si è insediato, finalmente, il governo Conte. Pena chiaramente la fiducia parlamentare che verrà votata nei prossimi giorni. Le reazioni sono già copiose, soprattutto in senso negativo, da gran parte degli opinionisti e delle testate nazionali. Si parla di fascismo, razzismo, governo più a destra della storia dal 1948: Vittorio Zucconi e Gad Lerner tra i grandi protagonisti. Quest’ultimo si prodiga in questa geniale e filosofica sintesi: Toni da solite,...
di AGI.IT (di Alessandra Spalletta) Guerra commerciale sui dazi e disarmo nucleare. Come si intrecciano le partite più difficili sullo scacchiere mondiale Donald Trump sospetta che Xi Jinping abbia sabotato il summit con Kim Jong-un a Singapore il prossimo 12 giugno. Ventiquattro ore prima di cancellare il faccia a faccia con Kim – che alla fine è stato confermato – l’inquilino della Casa Bianca aveva manifestato contrarietà nei confronti del presidente cinese. Lo aveva definito “un...
di ILSUSSIDIARIO.NET (Nicola Berti) Dopo aver alimentato la fiammata dello spread italiano, il Financial Times cambia linea: il problema non è il nuovo governo in Italia, ma l’immobilismo anti-riforme della Ue. […] continua a leggere quì http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2018/6/4/SPILLO-Contrordine-del-Financial-Times-il-problema-non-siamo-noi-ma-la-Ue/824010/
di MICRO MEGA (Sergio Cesaratto) L’economista ha un giudizio interlocutorio, ma anche preoccupato, sul nuovo esecutivo: “C’è un problema di coperture finanziarie, fare sia la flat tax che il reddito di cittadinanza, oltre alla riforma della Fornero, sarà impossibile”. E per farlo, nel caso, è necessario battere i pugni a Bruxelles: “Manca una visione macroeconomica, non ci si può limitare all’alternativa secca che o si obbedisce ai vincoli europei o si rompe con l’Ue....
di PIERLUIGI FAGAN (in riferimento all’articolo tratto da Voci dall’estero, leggi QUI: http://vocidallestero.it/2018/06/01/handelsblatt-italiani-fannulloni-e-tedeschi-infami-come-leuro-semina-la-discordia/) Come anticipato qualche post fa, l’intera faccenda turbinosa in cui siamo stati sballottati in questi giorni, ha avuto ed ha il merito di portare molte persone ad occuparsi di cose complicate a cui non avevano prestato attenzione visto che siamo tutti alle prese con le già ampie complicazioni della vita quotidiana. Questo è un fatto di estrema importanza poiché il primo punto...
di Gli occhi della guerra La crisi economica dell’eurozona e le instabilità politiche hanno determinato un cambiamento radicale dei sistemi partitici tradizionali europei. A trarne beneficio sono stati, in particolar modo, i partiti populisti nelle loro diverse sfaccettature ed ideologie. In Francia, tuttavia, l’ascesa al potere di una forza populista, in questo caso della destra nazionalista del Front National di Marine Le Pen, è stata impedita dall’entrata in scena di Emmanuel Macron. Presentatosi come una figura pragmatica e post-ideologica, il giovane Macron si è...
di AGI (Veronique Viriglio) Il partito guidato da Marine Le Pen ora si chiama “raggruppamento nazionale” Il partito di estrema destra francese ‘Front National’ (Fronte nazionale) ha cambiato nome: da ora in poi si chiama ‘Rassemblement national’ (Raggruppamento nazionale). La nuova denominazione è stata approvata con l’80,81% dei voti nel referendum interno al partito cui ha partecipato il 53% degli iscritti. Linea politica e logo – la fiamma tricolore – rimangono invece invariati. A decidere sul cambio di...
di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore) La sfida economica diretta tra gli Stati Uniti e la Germania è stata animata, poche ore dopo l’annuncio da parte di Donald Trump di nuovi dazi diretti contro l’alluminio e l’acciaio dell”Unione Europea, dalla “bocciatura” da parte della Federal Reserve della filiale americana di Deutsche Bank, istituto che con oltre 1,7 trilioni di dollari in asset è il terzo per dimensioni nell’area euro e il quindicesimo più grande...
di IL MEDITERRANEO (Luca Pinasco) La crisi dei rapporti con gli Stati Uniti si riflette necessariamente nei rapporti di forza europei e porta la Germania a cercare nuovi equilibri tra economia e geopolitica per mantenere la sua egemonia. Negli ultimi tempi la Germania appare sempre più distante dagli Stati Uniti, dalla vicenda del “diesel gate” agli accordi commerciali con Pechino, dalle sanzioni all’Iran agli odierni dazi americani su acciaio e alluminio. Queste divergenze stanno portando...
di PIAZZA PULITA (Federico Rampini) ******************* PREMESSA Quando anche gli esponenti dell’informazione tradizionalmente progressista e mainstream arrivano a dire quello che si sostiene da anni, significa che la strada del ‘sovranismo’ (in questo caso declinato nell’espressione di ‘populismo’) sta prendendo piede anche finalmente a livello di senso comune. ******************** guarda il video QUI: http:/
di AGI (Carola Frediani) I dati del rapporto Internet Trends, bibbia della Silicon Valley. Usa e Cina leader dell’intelligenza artificiale Le aziende tecnologiche stanno diventando una parte sempre più rilevante dell’economia statunitense. Ad aprile raccoglievano il 25 per cento della capitalizzazione di mercato. E sono responsabili anche di una fetta crescente della spesa in ricerca e sviluppo. Tutto ciò in un quadro in cui la velocità con cui le nuove tecnologie soppiantano sistemi precedenti è sempre...
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