di MATTEO MODULON (FSI-Riconquistare l’Italia Verona)
Per tagliare il numero dei parlamentari servirebbe una riforma complessiva dell’ordinamento nazionale. Al di là del fatto che tale riforma vada verso una direzione ideologica o verso un’altra. Solo per questo motivo, cioè per l’inettitudine con cui l’attuale classe dirigente vive la vita politica del Paese, sarebbe opportuno votare NO.
Senza un’adeguata giustificazione storica, politica e istituzionale, il sostegno al SI si riduce di conseguenza al solo motivo economico, cioè al risparmio di 57 milioni di euro all’anno, recuperabil lo stesso con un adeguamento del costo di ogni parlamentare.
Pertanto votiamo NO e pretendiamo che i parlamentari abbiano il coraggio di adeguare le loro indennità e i loro costi alla media europea. I cambiamenti di ordinamento infatti accadono a seguito di rivolgimenti storici epocali, come la rivoluzione o la guerra civile americane, come le rivoluzioni francese e russa o come la fascistizzazione italiana del 1925-26. Non certo in tempo di pace e con una riforma che modifica solo un aspetto dell’ordinamento, come il numero dei rappresentanti del popolo.
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