Germania: agli uomini in età di leva serve l’ok dell’esercito per i viaggi oltre i 3 mesi
di L’INDIPENDENTE (Giorgia Audiello)

In base alla nuova Legge sulla modernizzazione del servizio militare, gli uomini tedeschi di età compresa tra i 17 e i 45 anni devono obbligatoriamente chiedere un’autorizzazione alla Bundeswehr (l’esercito tedesco) per poter lasciare il Paese per più di tre mesi. L’obiettivo è quello di garantire un conto preciso e completo dei coscritti, in quanto, in caso di emergenza, le autorità devono sapere chi si trova all’estero per un lungo periodo. L’obbligo – che costituisce una clausola precisa della nuova legge sul servizio militare – è stato segnalato per la prima volta dal quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau, e ha suscitato diverse polemiche e malumori in un Paese dove le regole sul servizio militare hanno già suscitato accese proteste di piazza, soprattutto da parte dei giovani. La clausola rischia di avere diverse ripercussioni sulla vita degli uomini tedeschi, in particolare per quelli più giovani, qualora scelgano di studiare all’estero o di svolgere un anno sabbatico, ma anche per chi volesse lavorare all’estero.
La Legge sulla modernizzazione del servizio militare è stata approvata nel dicembre 2025 in un clima di crescente militarizzazione a causa dei contrasti con la Russia, che la maggior parte delle nazioni europee considera una minaccia. Per rafforzare le difese e la prontezza in caso di emergenza, la nuova normativa sulla leva prevede che ogni diciottenne maschio, nato dal 1° gennaio 2008, riceva un questionario di valutazione a partire dal 2026, seguito da una visita di idoneità dal 2027. Una volta finalizzata la registrazione, chi vorrà potrà arruolarsi per un servizio militare volontario della durata minima di sei mesi. L’aspetto cruciale della legge consiste nel fatto che se il numero di volontari non sarà sufficiente, scatterà un meccanismo di selezione coatta attraverso un sorteggio, la cosiddetta “coscrizione obbligatoria in base alle necessità”. Una soluzione ibrida che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rafforzare la Bundeswehr, alle prese con carenze strutturali di personale.
La clausola portata recentemente all’attenzione dell’opinione pubblica tedesca, come anticipato, ha creato polemiche tra i cittadini, motivo per cui il ministero della Difesa, guidato dal ministro Boris Pistorius, ha cercato di ridimensionare l’impatto concreto della disposizione: la norma riprenderebbe misure già esistenti durante la Guerra fredda e sostanzialmente mai applicate. Allo stesso tempo, non sono previste sanzioni e – al momento – le autorizzazioni dovrebbero essere concesse automaticamente. «Chiariremo tramite regolamenti amministrativi che l’autorizzazione si considera concessa finché il servizio resta volontario», ha precisato un portavoce, almeno fino a quando non ci sarà una eventuale emergenza di sicurezza.
Quello che è certo è che la Germania ha scelto la strada del riarmo e la logica dei blocchi contrapposti, individuando nella Russia il suo principale avversario geopolitico, mentre fino a pochi anni fa era un partner affidabile che forniva allo Stato tedesco circa la metà del suo fabbisogno energetico a prezzi competitivi. Fattore, quest’ultimo, che ha contribuito a far diventare la Germania una potenza economica e industriale, mentre – di contro – negli ultimi anni l’economia tedesca ha subito un brusco rallentamento entrando in recessione. Tuttavia, Berlino sembra aver deciso che la sua priorità non è più quella economico-industriale, bensì quella di tornare a essere una potenza militare. In questo senso va letta la politica di riarmo che ormai da tempo è al centro degli obiettivi tedeschi: già dal 2023, il governo tedesco ha varato una nuova dottrina militare che sostituisce quella del 2011 e che prevede il rafforzamento della Bundesweher – le Forze armate tedesche – dell’industria e degli appalti militari. Si tratta di una svolta epocale per la Germania da quando il suo esercito era stato notevolmente ridimensionato e riorganizzato dopo il 1990, tanto che la nuova dottrina è stata definita il “grande cambiamento” – la Zeitenwende – nel pensiero strategico di Berlino. A tal fine, lo Stato teutonico ha anche chiesto alla Commissione Europea una sospensione del Patto di Stabilità per aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni.
Ma se da un lato il governo tedesco è determinato sulla via del riarmo e dello scontro contro la Russia, anziché optare per la diplomazia, dall’altro si nota uno scollamento tra la politica e l’opinione pubblica: la Germania ha, infatti, riesumato spettri che si pensava appartenessero ormai a un lontano passato, ma i cittadini tedeschi non sembrano voler seguire il loro governo su questa strada. Lo dimostra la reazione alla nuova legge sulla coscrizione e, da ultimo, la clausola sull’obbligo di chiedere un permesso all’esercito per viaggi prolungati all’estero, che potrebbe limitare significativamente la libertà personale dei cittadini tedeschi. La Germania – insieme all’UE – ha scelto la via dello scontro e della militarizzazione con ripercussioni importanti per il Vecchio continente.





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