Biolaboratori USA in Ucraina
da TERMOMETRO GEOPOLITICO (pagina FB)

di Alberto Contri
Risulterà difficile ora per la stampa mainstream bollare come bufala il fascicolo desecretato da Tulsi Gabbard sui biolab USA in Ucraina
Un vecchio proverbio recita che il tempo è galantuomo. Oggi lo possiamo applicare a tutti coloro che sono stati definiti complottisti dai media mainstream e dalle grandi agenzie di notizie, che ritenevano una bufala che in Ucraina esistessero dei laboratori biologici particolarmente pericolosi perché specializzati nel guadagno di funzione di virus da impiegare in usi militari.
Così non poteva non colpire – almeno i non distratti dalla continua propaganda diffusa da giornali e tv – il fatto che ieri l’Ansa se ne sia uscita, fresca come una rosa, dando questa notizia: “È ufficiale: gli Stati Uniti hanno finanziato negli anni oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi, e tra questi ce ne sono alcuni in Ucraina che conservano agenti patogeni pericolosi che potrebbero essere a rischio di compromissione a causa della guerra in corso”. La conferma arriva dall’intelligence Usa (Dni), che ha pubblicato sul proprio sito un rapporto siglato da Tulsi Gabbard, la direttrice dimissionaria che rimarrà in carica fino al 30 giugno.
“Nella documentazione allegata – riporta l’Ansa – si citano ‘oltre 40 laboratori costruiti o supportati” in Ucraina, più del 30% del totale: in particolare, in uno, a causa del conflitto in corso, potrebbe essersi verificato un pericolo di contaminazione da brucella o antrace’”. E ancora: “Nel complesso, a livello mondiale, questi centri trattano agenti patogeni come antrace, tularemia, tubercolosi, febbre suina, Mers, Sars, Ebola o peste: molto dipende dal Paese che li ospita; in Kazakistan, ad esempio, circa il 40% del territorio è interessato da focolai naturali di peste e altre malattie, quindi è chiaro che un laboratorio studierà questo tipo di problematiche”.
Come si vede, si cerca di contaminare l’informazione con un po’ di fumo di contorno e, naturalmente, non si fa nessun riferimento al fatto che in questi anni si è fatto di tutto per occultare informazioni in merito che invece giravano insistentemente tra militari, diplomatici e gli stessi giornalisti.
Curiosamente, mi sono ritrovato proprio ieri oggetto di un intenso scambio di citazioni e post sui social, che riportavano uno spezzone video di un mio dialogo un po’ acceso con Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali, nel programma L’Aria che tira su La7. Le avevo chiesto se sapesse qualcosa di questi laboratori biologici pericolosi disseminati in Ucraina, ma lei, con fare stizzito, mi rispondeva che non era usa discutere di bufale, complottismi e propaganda. Così le mostrai il documento ufficiale dei servizi che ne avevano ammesso già allora l’esistenza (mi pare fosse il 2023), ma, dato che io ero in collegamento da remoto, mi tolsero subito la parola.
Il fatto interessante di oggi è che l’Ansa non abbia potuto fare a meno di citare il rapporto dell’attuale direttrice – sia pure per pochi giorni ancora – dei servizi americani, omettendo naturalmente l’omertà che ha circondato per diversi anni questo tipo di informazioni. Quanto alla dottoressa Tocci, che appare continuamente in tv illustrando analisi che ai più attenti non possono non apparire prese dalle veline di chi comanda il giro del fumo, sarei proprio curioso di vedere se esiste ancora un qualche giornalista sufficientemente indipendente da chiederle conto di ciò che lei riteneva una bufala propagandistica.
Ma c’è un fatto assai più importante da prendere in considerazione, ed è di carattere politico. La pubblicazione ufficiale di questo scottante rapporto sul sito dell’intelligence americana smonta anni di controinformazione, soprattutto europea, che trattava Putin – che aveva spesso parlato in dettaglio di questi laboratori – come un bugiardo matricolato. Invasore sì, ma bugiardo non del tutto. Mentre la cortina fumogena sollevata dai media mainstream, accuratamente nutriti dalle grandi agenzie di informazione, ha fatto passare a suo tempo sotto silenzio la dichiarazione della stessa Victoria Nuland (già ministro della Salute americana e inviata di Biden per attivare il colpo di Stato che detronizzò il presidente Janukovyč), che si diceva preoccupata se i laboratori biologici nascosti nell’acciaieria Azovstal fossero passati in mano russa, come poi è avvenuto.
Se mettiamo a confronto le dichiarazioni di von der Leyen e Kallas con quelle di Maria Zakharova su questi argomenti, quale ulteriore significato dirompente possono avere le rivelazioni ufficiali di Tulsi Gabbard?
FONTE: https://www.facebook.com/share/p/1YaXJ79jSk/





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