
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha denunciato una presunta ingerenza esterna di Israele nel processo elettorale del suo paese, volta a modificare i risultati e a favorire il candidato conservatore Abelardo de la Espriella. Durante un intervento, il presidente ha affermato che si sarebbe verificata una violazione del software elettorale, che avrebbe consentito di apportare modifiche ai dati dei seggi elettorali.
Le accuse di Petro
Petro ha ribadito le sue critiche al conteggio preliminare effettuato dal software della società Thomas Greg & Sons, coinvolta in uno scandalo relativo alla gara d’appalto per la produzione dei passaporti. In precedenza, il presidente colombiano aveva affermato che il responsabile nazionale del registro elettorale, Hernán Penagos, si sarebbe «rifiutato sistematicamente di fornire il codice sorgente, requisito fondamentale per la trasparenza elettorale».
«Avevo avvertito che il software dei fratelli Bautista era vulnerabile, secondo la sentenza del Consiglio di Stato del 2018, e che doveva essere sostituito con un software pubblico. Ho richiesto per tempo una verifica specialistica del software dei fratelli Bautista, ma il responsabile dell’anagrafe elettorale non l’ha permessa», ha scritto.
Secondo le sue argomentazioni, vi sarebbero prove di manomissioni nella piattaforma tecnologica. «Ebbene, oggi disponiamo di prove relative a un cambiamento degli indirizzi IP di diversi server della Registratura Nazionale. Ciò significa che il software è stato violato e che altri hanno inserito dati relativi ai seggi e alle postazioni di voto», ha aggiunto.
Nel corso del suo intervento, il presidente ha puntato il dito direttamente contro i presunti responsabili dell’«attacco hacker»: «L’unico al mondo in grado di fare una cosa del genere è lo Stato di Israele».
Di fronte a questa denuncia, il presidente ha ribadito la sua richiesta di «scrutinio di tutti i seggi» e ha chiesto il «riconteggio di tutti i voti con un’analisi delle violazioni del software elettorale e dei seggi che hanno subito alterazioni». D’altra parte, ha invitato alla «calma e alla moderazione per ottenere uno scrutinio approfondito e ben condotto che rifletta la reale volontà dei cittadini».
Al momento, Israele non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse del presidente colombiano.





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