La Cina prepara un secondo terminal per il GNL russo sotto sanzioni
da ANALISI DIFESA (Redazione)

La Cina si sta preparando a costruire un secondo terminale di importazione per gestire i carichi di GNL provenienti dal progetto russo Arctic LNG 2, soggetto a pesanti sanzioni, ampliando così una rotta che finora si basa su un unico impianto.
È quanto hanno riferito tre fonti, second cui il terminal GNL di Longkou, di recente costruzione nella provincia dello Shandong, nella Cina orientale, gestito dal colosso statale dei gasdotti PipeChina, è destinato a ricevere i carichi di Arctic LNG 2.

Questa iniziativa rappresenterebbe un’ancora di salvezza per il progetto da 21 miliardi di dollari, sottoposto a pesanti sanzioni, e per Mosca, le cui esportazioni di gas sono state colpite dalla decisione dell’Europa di sospendere gli acquisti e il cui settore petrolifero è sotto pressione a causa degli attacchi in Ucraina.
Un secondo terminal di importazione consentirebbe alla Cina di ricevere maggiori volumi di GNL russo soggetto a sanzioni, offrendo al contempo ad Arctic LNG 2, progettato per produrre 19,8 milioni di tonnellate all’anno, un ulteriore sbocco per le esportazioni. PipeChina e Novatek, azionista di maggioranza di Arctic LNG 2, non hanno risposto a una richiesta di commento da parte di Reuters.
La Cina, l’unico acquirente noto di carichi di GNL provenienti da Arctic LNG 2 e soggetti a sanzioni, finora ha ricevuto spedizioni attraverso il terminale Beihai di PipeChina nella provincia di Guangxi. L’impianto ha ricevuto la prima consegna del progetto a un acquirente nell’agosto 2025 a bordo della petroliera Arctic Mulan.
(con fonti Reuters e Energia Oltre)
Foto Total





Commenti recenti