Strage di Viareggio, confermate le condanne: l’ex ad delle Ferrovie andrà in carcere
da L’INDIPENDENTE ONLINE (Dario Lucisano)

Dopo diciassette anni dal disastro ferroviario di Viareggio, è arrivata la sentenza definitiva: undici condanne per disastro ferroviario colposo, a cui si aggiunge, per l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, quella per incendio. La sentenza, emessa dalla Corte di Cassazione, conferma le condanne decise nel terzo processo d’appello e condanna lo stesso Moretti a cinque anni di reclusione. La strage di Viareggio avvenne la sera del 29 giugno 2009, quando un treno merci carico di gas di petrolio liquefatto deragliò poco dopo aver superato la stazione dell’omonima cittadina toscana, causando la fuoriuscita del gas e provocando un’esplosione che coinvolse tre palazzine della zona. Il bilancio fu di 32 morti e un centinaio di feriti.
La sentenza della Corte di Cassazione arriva dopo dodici anni e mezzo dall’inizio del processo, avviato in primo grado presso il tribunale di Lucca. Il percorso giudiziario è stato lungo e ha visto parte delle accuse cadere in prescrizione, come nel caso del reato di omicidio colposo plurimo, del quale erano accusati tutti gli imputati. Non è la prima volta che la Cassazione si esprime sul caso: nonostante costituisca l’ultimo grado di giudizio, i fascicoli sulla strage di Viareggio sono già passati al vaglio della Corte nel 2024. All’epoca, i giudici avevano confermato la responsabilità penale degli imputati, ma disposto un nuovo processo d’appello per rideterminare le pene e applicare eventuali attenuanti generiche. Nel maggio 2025, il terzo processo d’appello ha stabilito le pene confermate ieri, 25 giugno, dalla Cassazione.
Con la sentenza definitiva, Moretti andrà in carcere. Lo ha confermato anche l’avvocata dell’ex dirigente, che ha affermato che il proprio assistito si costituirà. Oltre a Moretti, sono stati condannati dieci tecnici e amministratori delle società coinvolte nelle attività di gestione e manutenzione del treno che deragliò la sera del 29 giugno di diciassette anni fa. Si tratta dell’ex amministratore delegato di RFI Michele Mario Elia, condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni; di Mario Paolo Pizzadini, manager di Cima Riparazioni, azienda a cui era affidata parte della manutenzione del carro cisterna, condannato a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni; del responsabile tecnico della stessa azienda Daniele Gobbi Frattini, che ha ricevuto la medesima condanna del collega; di Mario Castaldo, ex direttore della divisione Cargo Chemical, società incaricata della gestione del trasporto ferroviario del GPL, a cui sono stati imposti a 4 anni; e di dirigenti tecnici e operai di Jungenthal, azienda incaricata di altre operazioni di manutenzione del carro cisterna deragliato.





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