Categoria: Rassegna Stampa
di SICUREZZA INTERNAZIONALE Cosa sta succedendo in Catalogna? La Generalitat, il governo autonomo catalano, ha convocato per domenica 1 ottobre il referendum sull’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, dopo che il parlamento regionale ha approvato la legge sul referendum e la legge sulla transitorietà legale, che sanciscono la rottura con Madrid. A favore Junts pel Sí, coalizione composta dal Partit Democrátic de Catalunya (centro-destra) e da Esquerra Republicana de Catalunya (centro-sinistra), e la CUP, l’estrema sinistra...
di LA STAMPA (Fabio Poletti) Nel Milanese 400 facchini Sda in rivolta: “Vogliamo più diritti” Non mollano i 400 facchini che lavorano alla Sda di Carpiano poco a Sud di Milano. Dopo 12 giorni di sciopero e le botte di lunedì sera sono ancora qui, spiaggiati davanti ai cancelli chiusi dell’azienda del gruppo Poste Italiane che consegna pacchi a domicilio. Nel nulla di questa zona industriale in via Sandro Pertini, il cuore della logistica italiana...
di ADNRKONOS “La cura dimagrante messa in campo da Nestlé nel mondo, da quando l’azionista principale ha preso la guida e ‘il fondo attivista’ Third Point, esempio di finanza fortemente speculativa, è diventato di fatto azionista principale, sta penalizzando fortemente le attività produttive in Italia”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil, commentando notizie uscite su alcuni quotidiani odierni. “La scelta di puntare sui brand ad alta redditività come il caffè e nutrizione del...
di RETE MMT (Daniele Basciu) Riproponiamo un articolo del 2014 scritto sette mesi prima del referendum scozzese. Oggi è la Catalogna a rivendicare la propria indipendenza, ma, a differenza del caso scozzese, i Catalani non sanno se riusciranno realmente a votare. Non cambia però la sostanza del problema: si può lottare per la propria indipendenza non curandosi dei problemi legati ai vincoli dell’essere solo utilizzatore della valuta? Per questo quell’articolo è ancora attuale… (La Redazione)...
di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) Sarebbe difficile spiegare i 16 anni di guida Merkel in Germania senza considerare l’egemonia che in Europa la cancelliera ha saputo consolidare nel corso della crisi – e, per certi versi, proprio grazie alla crisi. Questione tedesca e questione europea sono legate. Lo sono fin dal consolidarsi in Stato-nazione di quell’area che dalla metà del XIX secolo conosciamo come «Germania». Probabilmente, anzi, non esisterebbe una questione europea se non esistesse,...
di COME DON CHISCIOTTE (Massimo Bordin) Dev’essere proprio un mondo schifoso quello che mi costringe a dare ragione ad Enrico Letta. Eppure, dichiarando che sarebbe un disastro se il capo della Bundesbank Weidmanndovesse sostituire Draghi, l’ex premier ha perfettamente ragione. Da qualche tempo i tedeschi hanno fatto trapelare l’ipotesi e l’interessato stesso non ha smentito questa possibilità nell’intervista appena rilasciata alla Rai. Già il fatto che l’unica intervista rilasciata da Weidmann sia stata ai media...
di MICRO MEGA Giacomo Rosso Spenna intervista Vladimiro Giacché. Non lo definisce “vento populista”, preferisce chiamarlo più semplicemente “vento della protesta” anche quando si tratta di commentare le elezioni tedesche e il grande exploit dei nazionalisti dell’AfD. Vladimiro Giacché, economista e presidente del centro Europa Ricerche, ne è convinto: “Se l’Europa vira a destra è per precise responsabilità della sinistra che è stata in buona parte corresponsabile delle politiche neoliberali (mi riferisco in particolare ai...
di VITO LOPS Una storia già vista. L’esito delle elezioni in Germania di domenica – con la sostanziale battuta d’arresto della cancelliera Angela Merkelche ha perso quasi 9 punti rispetto al 2013 e che ora farà fatica a formare una coalizione credibile di governo – non è nulla di nuovo nel panorama dell’Occidente dell’era post-Lehman. Lo scorso anno (novembre 2016) negli Stati Uniti Donald Trump batteva il partito democratico, prima delle elezioni guidato da Barack Obama,...
di SINISTRA IN RETE (Michele Mangiani) A dieci anni dall’esplosione della Grande Crisi quali sono gli spazi possibili per un intervento pubblico. Un volume collettivo appena uscito per Asterios analizza i vari scenari Federico Caffè, trent’anni fa, individuò le tendenze della trasformazione neoliberale, ma non poteva immaginare quanto oltre, nel tempo e in profondità, essa sarebbe andata. Solo in seguito si è dovuto prendere atto che il “pensiero unico” (Ramonet 1995) aveva tolto l’ossigeno all’auspicabile...
di RETE MMT Lo Stato deve stare dalla parte del 99% della popolazione, affinché tutti abbiano accesso alle opportunità, alla sicurezza e al progresso. Solo uno Stato monopolista della valuta può garantire questo, mai il privato. Costruire progresso sociale ed economico facendo dello Stato l’Architetto del Futuro Lo Stato è il soggetto che ha configurato l’impianto socio-istituzionale su cui il capitalismo si è evoluto e ha preso forma. L’autorità politica non deve solo agire a posteriori...
di OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Da Barcellona. Quando si parla del referendum per la secessione della Catalogna, si fa spesso riferimento a un popolo catalano unito contrario all’appartenenza della propria terra alla Spagna. Una semplificazione eccessiva che non tiene conto di un dato non irrilevante, almeno a livello numerico: gli indipendentisti, alle elezioni, non hanno mai ottenuto la maggioranza assoluta nel voto popolare. Il che significa che il popolo catalano, pur conoscendo un fenomeno...
di ALBERTO NEGRI Non avremmo mai immaginato ieri alla festa nazionale dell’ambasciata saudita, con la banda dei carabinieri in gran spolvero sulla terrazza romana di Villa Miani, che stava per arrivare da Riad un annuncio storico: le donne in Arabia Saudita potranno guidare. Non subito, ma ormai la decisione è presa. Non potevamo immaginarlo ma forse potevamo intuire che si stava preparando qualche cosa di rilevante. C’era già stato un segnale importante e assai significativo:...
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