Categoria: Rassegna Stampa
di CARLO CLERICETTI Marine Le Pen pensava a un referendum sull’euro, e queste elezioni presidenziali ne sono state una sorta di surrogato. Il fronte critico con l’Europa ha preso circa il 45% (il 21,5 di Le Pen più il 19,6 di Melenchon, più qualcos’altro dei sovranisti), gli altri una netta maggioranza. Il risultato finale, quello che si saprà tra due settimane, dopo il ballottaggio, appare a questo punto scontato: se pure tutti coloro che hanno...
di L’ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Verde) L’economista greco-australiano Yanis Varoufakis, già Ministro dell’Economia della Grecia nel primo governo guidato da Alexis Tsipras, intervistato dall’emittente teleSUR effettua un parallelo tra la situazione economica greca e l’America Latina devastata dal neoliberismo all’epoca della ‘larga noche neoliberal’. L’ex ministro ha anche sottolineato le grandi pressioni esercita dall’establishment bancario sia in Grecia che in America Latina. Varoufakis abbandonato l’incarico politico si è dedicato allo studio dei fenomeni economici internazionali. Attualmente...
di EMILIANO BRANCACCIO “Il fascismo è sempre la minaccia principale ma oggi il ‘meno peggio’ è la causa del ‘peggio’. Scegliere uno per contrastare l’altro è un controsenso. I cui esiti stanno nello spostamento sempre più a destra del quadro politico”. Intervista all’economista Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena Ha festeggiato il 25 aprile, da convinto antifascista. Eppure l’economista Emiliano Brancaccio, una delle voci più autorevoli nella sinistra italiana, ideatore della proposta di “standard retributivo...
di FORMICHE.NET (Arcangelo Baudo) L’intervento di un dipendente di Alitalia che sotto pseudonimo spiega i motivi per cui ha votato No al referendum sul pre-accordo tra azienda e sindacati Non vorrei dover far ricorso alla volgare metafora di uno dei furbetti del quartierino, ma è troppo facile chiedere sempre e solo ai lavoratori di fare i sacrifici. Sono ormai vent’anni che assisto a questa scena. Arriva un nuovo capoazienda, si presenta, dice che è molto...
di VOCI DALL’ESTERO Jacques Sapir commenta i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia mettendo in luce alcune novità senza precedenti: innanzitutto il quadripartitismo di fatto, con i due candidati esclusi che seguono i vincitori molto da vicino, e che praticamente segna la fine della Quinta Repubblica. Inoltre, il fatto molto rilevante che a conti fatti le idee sovraniste sembrano aver vinto la battaglia culturale, con i candidati che in varia misura si rifanno a...
di CONTROPIANO (Sergio Cararo) Un corteo di popolo, lungo, affollato, partecipato oltre ogni aspettativa. E tra la gente circola una battuta al vetriolo: “Come si è saputo che il Pd non veniva… sono venuti tutti”. E i numeri nella piazza del 25 aprile romano sembrano confermare la ruvidezza della constatazione. Per vedere un corteo così partecipato occorre tornare con la memoria a quel 25 aprile 1994, quando con Berlusconi appena vittorioso nelle elezioni ci fu...
di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. Non esiste una destra che non sia destra economica: cioè che non sia ideologia del mercato propugnata dall’oligarchia del capitalismo finanziario e grandindustriale. Una “destra” che non fosse economica, – e cioè che, più o meno apertamente, respingesse l’ideologia oligarchica del mercato, come entità riassuntiva di ogni dimensione sociale possibile, in quanto libera dalle interferenze dello Stato e perciò tesa all’efficiente allocazione delle risorse “scarse”-, non sarebbe distinguibile da qualsiasi...
di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Gritti) Il patriota genovese teorizzò una sinistra realista, che si coniugasse con patria e famiglia, religione e proprietà. E, con quasi due secoli d’anticipo, previde e criticò la sinistra arcobaleno “dei diritti”. Oggi, mentre la sinistra ovunque si decompone, leggere Mazzini fa pensare amaramente a ciò che poteva essere ma non fu. Carlo Marx aveva un fratello buono e si chiamava Giuseppe Mazzini. I due fratelli, separati alla nascita, partirono da...
di MEGACHIP (Roberto Siconolfi) La Francia pone la questione: distinguere dove ci sia un’azione favorevole ai popoli e dove ce ne sia una favorevole alle élite e alle oligarchie. Le presidenziali in Francia rappresentano un modello utile ad analizzare il modo in cui il potere si dispiega nei suoi vari livelli, a partire da quello economico-finanziario fino a quello politico-ideologico. Assistiamo, e da tempo ormai, a uno scompaginamento delle categorie alle quali siamo stati abituati....
di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Muratore) L’Europa fa quadrato attorno a Macron, vincitore di misura del primo turno delle elezioni francesi: la reazione di Berlino e Bruxelles all’esito del voto è stata di aperta soddisfazione. In ogni caso, la partita resta apertissima: la storia dice infatti che, quando a scendere in campo è l’Europa, difficilmente i francesi si compattano elettoralmente in suo favore. Il terremoto, come preventivato, c’è stato, ma la Quinta Repubblica non esce completamente...
di CARLO FORMENTI Sul Nuovo Quotidiano di Lecce di domenica 23 aprile è uscita una doppia pagina dedicata al dibattito sul populismo che ospita due lunghe interviste: la prima a Marco Revelli, a partire dal suo ultimo saggio (“Populismo 2.0”, Einaudi), la seconda al sottoscritto, a partire da “La variante populista” (DeriveApprodi). Nelle risposte che diamo a Laura Presicce, che cura entrambe le interviste, ci sono diversi punti di convergenza. Entrambi rifiutiamo la definizione del...
di RETE MMT (Stefano Sanna) Dal 9 aprile la Repubblica Ceca ha riportato il suo sistema monetario al cambio fluttuante, abbandonando il peg (il cambio fisso tra due valute) che ancorava la corona ceca all’euro e ripristinando così le condizioni di piena sovranità monetaria come definita dalla MMT. Per circa tre anni la politica monetaria della Repubblica Ceca è stata vincolata all’impegno auto-imposto di mantenere fisso nel tempo il rapporto di 27 corone per 1 euro....
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