Categoria: Rassegna Stampa

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La schizofrenia dell’Ue: per la Grecia niente soldi, per l’Ucraina 3,4 miliardi in due anni

di L’ANTIDIPLOMATICO (Eugenio Cipolla) La vittoria di Trump non ha solo cambiato gli equilibri nei rapporti tra Usa e Ue, ma ha letteralmente stravolto quelli tra gli Stati Uniti e l’Ucraina di Petro Poroshenko. Tanto è vero che quella di giovedì, a Bruxelles, sarà una giornata cruciale che segnerà una svolta importante nei rapporti tra Ucraina e Unione Europea, con quest’ultima sempre più decisa e determinata a proteggere l’ex repubblica sovietica nel caso in cui...

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Sistema elettorale e voto all’estero

di CONTROPIANO (Franco Astengo) In queste ore, per via di una forte polemica innestata su possibili manipolazioni nel voto, la questione della procedura elettorale riguardante i cosiddetti “Italiani all’estero” è salita fortemente di tono e autorevoli commentatori apparentemente “super partes” (uno per tutti : Sergio Romano dalle colonne del “Corriere della Sera”) scoprono repentinamente tutti i limiti di un ordinamento al riguardo del quale si era riservata semplicemente una forte sottovalutazione, al riguardo dei possibili...

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I 4 spread da tenere d’occhio prima del referendum

di VITO LOPS Mancano 10 giorni al voto. Il 4 dicembre gli italiani dovranno decidere se approvare o no il testo di riforma della Costituzione. Dallo scorso week end non è più possibile pubblicare i sondaggi e questo alimenta il clima di incertezza sui mercati finanziari. Gli investitori – che per natura non prediligono scossoni – sono a favore del “Sì”, anche perché eviterebbe ribaltoni politici. In ogni caso l’esito è quantomai incerto ed è...

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Non è colpa mia se la musica di “ieri” è molto meglio di quella di oggi

Contro il nuovismo a tutti i costi. di ANDREA SCANZI I social network hanno creato, tra le altre e non sempre negative cose, disastri inauditi. Uno di questi è che ti tocca leggere commenti di persone con cui non hai niente in comune. Tra queste persone ci sono coloro che, se lodi i Rolling Stones o i Pink Floyd, replicano queruli: “Che palle questa musica vecchia, perché non parli di artisti nuovi?”. A tale domanda,...

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Incapaci o criminali: altro che il ’29!

di CARLO CLERICETTI Si continua a dire che questa è “la più grande crisi dell’ultimo secolo dopo quella del ’29”. Beh, l’affermazione è corretta solo se con quel “dopo” si indica l’ordine cronologico, perché questa crisi non è comparabile a quella: è molto più grave. Per verificarlo basta guardare un paio di grafici che Nicola Salerno ha tirato fuori dalle serie storiche Istat-Bankitalia. Il primo mostra l’andamento del Pil pro capite dall’unità d’Italia al 2015....

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Uscire dall’euro non è impossibile ma è molto difficile farlo bene

di PIERGIORGIO GAWRONSKI Nell’articolo L’uscita dall’euro? Una Lehman Brothers elevata al quadrato i sei autori (Leonardo Becchetti, Mauro Gallegati, Guido Iodice, Daniela Palma, Francesco Saraceno e Leonello Tronti, in seguito abbreviati in BGIPST) tutti in qualche modo miei amici,polemizzano con Alberto Bagnai e Jens Nordvig (in seguito ABJN) perché “cercano di minimizzare gli effetti [negativi] dell’uscita dall’euro”. L’articolo di BGIPST è basato su argomenta ab auctoritate e curiosamente, le autorità a cui si appellano sono proprio...

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Il grande raggiro del CETA (e il futuro dell’Unione Europea)

di COME DONCHISCIOTTE FONTE FAILEDREVOLUTION (BLOG) Con l’imminenza del voto presso il parlamento Europeo sul trattato UE-Canada noto come CETA e i potenziali diverbi riguardo alla sua ratifica che potranno susseguirsi nei vari parlamenti nazionali UE, il CETA continua ad attirarsi pesanti critiche. Dando uno sguardo più da vicino al testo dell’accordo, e a recenti dichiarazioni mirate a rassicurare i critici e ottenere appoggio alla sua realizzazione, mostrano che le preoccupazioni rispetto al CETA sono...

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Chi ha distrutto l’economia del Messico? Il neoliberismo

de L’ANTIDIPLOMATICO Il professor John Ackerman denuncia attraverso RT le storture del neoliberismo che hanno distrutto l’economia messicana Donald Trump e il Messico. Un’accoppiata che sin dalla campagna elettorale presidenziale dove il magnate newyorkese ha avuto la meglio su Hillary Clinton, sembra inscindibile. Adesso sono in molti quelli che indicano proprio l’elezione di Trump alla Casa Bianca come il motivo principale della crisi economica che scuote il Messico. Secondo l’analista John Ackerman però questo è...

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Mass media e star system a sostegno di Renzi. Aria di regime

di CONTROPIANO (Stefano De Angelis – Paola Piccini) In determinati momenti storici il potere economico e finanziario, di fronte alla difficoltà di adeguare alle proprie esigenze un sistema politico divenuto ostacolo alle necessità di espansione dei propri interessi, è costretto ad entrare nel merito delle relazioni politiche che guidano la società. Nella maggioranza dei casi tale contraddizione viene obbligatoriamente affrontata attraverso la tendenza a modificare in senso autoritario le forme del potere esecutivo. In questa...

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Renzi non sa più comunicare. L’avreste mai detto?

di MARCELLO FOA Ma perché Renzi non piace più? Perché non riesce più a convincere gli italiani? Me lo ha chiesto un giornalista de il sito ilsussidiario.net, Federico Ferraù, intervistandomi sulla campagna referendaria. Ne è uscita una bella intervista, che potete leggere integralmente qui. La mia tesi è che Renzi stia ripetendo gli errori di Hillary Clinton, puntando soprattutto al controllo dei media mainstream. Controlla la Rai, Mediaset lo aiuta, i principali giornali sono favorevoli...

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Aberrante

di ALESSANDRO GILIOLI Dice il presidente Napolitano che questo scontro referendario è diventatoaberrante e almeno in questo ha piena ragione. Non si può che definire aberrante, infatti, il clima di terrore creato in questi giorni sui possibili effetti economico-finanziari di un’eventuale vittoria del No: quasi che il Pil, l’occupazione e l’economia domestica dei cittadini fossero dipendenti dal fatto che il Senato ha 350 o 100 componenti, eletti a suffragio universale o scelti dai consigli regionali,...

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La maggioranza silenziosa

di CARLO CLERICETTI Ci mancava solo che Matteo Renzi facesse appello alla “maggioranza silenziosa”, che – ha detto – “sta con noi”. In politica le parole contano, e i simboli ancora di più. E “maggioranza silenziosa” è una definizione che ha un valore simbolico, almeno per chi ha più di cinquant’anni e per chi conosce la nostra storia recente.  Si chiamava così un movimento fondato a Milano nel 1971 con il proposito di organizzare mobilitazioni...