Categoria: Rassegna Stampa

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Come il neoliberismo distrugge la produttività, pur continuando a chiederla ai lavoratori

di SCENARIECONOMICI (Fabio Lugano) Uno dei leitmotiv neoliberisti, di quelli che si sentono nei talk show in TV e nei cattivi programmi radiofonici è quello della “Produttività”, qualità che viene decantata un po’ come si dice ai bambini di essere buoni per Natale. “Su sii produttivo, se no vengono Monti e la Troika e ti portano via” è  l’augurio del nuovo millennio. Eppure la produttività non è una qualità personale, o meglio lo è solo...

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Guizhou, dove germogliano Partito e tecnologia

di LIMES (Giorgio Cuscito)   Carta di Laura Canali – 2018 BOLLETTINO IMPERIALE Impervia sul piano geografico ed eterogenea su quello etnico, la provincia sud-occidentale è stata banco di prova per molti membri di spicco del Partito comunista. Oggi la “Terra Preziosa” punta sui big data e l’intelligenza artificiale per superare la povertà.   Il Bollettino Imperiale è l’osservatorio settimanale di Limes dedicato all’analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al...

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Gialloverdi che leggono Keynes, ma non lo applicano

Di MICIDIAL (Massimo Bordin) Ho oramai ben pochi dubbi che Salvini, Di Maio, Borghi e Bagnai soffrano della sindrome di KeynesBlog. Come capita sovente ai redattori del noto blog economico, infatti, anche i gialloverdi al governo leggono Keynes, ma capiscono Hayek (suggerimento per Guido Iodice e gli altri: e ribattezzarlo HayekBlog no?). Bisogna aprire il cervello e fare delle analisi, anche se gli altri politici a confronto di Bagnai e di Borghi fanno vomitare il ragù...

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Europeisti e nazionalisti: le due facce del liberismo

di CONIARE RIVOLTA   Potere al Popolo! ha recentemente lanciato un invito al dibattito ed al confronto sull’Europa, in vista delle elezioni europee del 2019. Accogliamo l’invito e pubblichiamo il nostro primo contributo sul tema. Il dibattito politico è costruito sulla retorica, in particolare sulle figure retoriche. Una di queste è la cosiddetta “falsa dicotomia”: si riduce il discorso politico a due alternative, reciprocamente esclusive e, contemporaneamente, onnicomprensive. Per circa un ventennio, in Italia, le...

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Arriva lo sciopero nella Silicon Valley

Di SENSO COMUNE (Domenica De Blasio) Il primo Novembre scorso, alle undici circa, migliaia di lavoratori sono scesi in piazza e hanno portato avanti una marcia di protesta contro le politiche aziendali. No, non ci sono tute blu da metalmeccanico, nemmeno giubbotti catarifrangenti da rider, si tratta di una categoria di lavoratori che ha il privilegio di potersi vestire come meglio crede perché le aziende del settore, sulla carta, considerano la diversità culturale ed estetica un...

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Perché dopo la crisi del 2008 l’agenda neoliberale è ancora dominante?

di ECONOMIA E POLITICA (Massimo De Minicis)   La crisi del 2008 ha dimostrato che le politiche economiche mainstream sono dannose e fallimentari, ma la “retorica” neoliberale riesce ancora dominare il dibattito e le istituzioni e ad imporre pericolosamente la sua agenda. Dalla metà degli anni ’90, nel sistema a capitalismo avanzato, una crescente interdipendenza e accresciuta competizione tra le nazioni, identificata nel concetto teorico della globalizzazione ha determinato le basi concettuali per identificare nello...

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Francia… in giallo

di MEGACHIP (Raffaele Sciortino) L’asse franco-tedesco è normalmente considerato centrale per la tenuta politica della UE. Economicamente sbilanciato a favore del lato tedesco, risulta parzialmente compensato dal peso politico-militare di Parigi, basato sia sulla disponibilità di armi nucleari sia sul controllo neocoloniale dell’Africa occidentale[1]. Nella crisi globale, che ha pesantemente coinvolto il sistema bancario, la posizione francese si è però decisamente indebolita. Senza entrare nei particolari, basterà ricordare che l’economia francese, a differenza di quella...

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La fittizia dicotomia fra Stato e Capitalismo

di COMIDAD   Mentre viene annunciata prossimamente una nuova ondata recessiva, la Commissione Europea riesce a tenere inchiodato il governo Conte alla questione di un ridicolo 0,5 in più o meno di deficit. Il paradosso della artificiosa scarsità di denaro (il “non ci sono i soldi”) a fronte di una capacità produttiva diventata invece praticamente illimitata, costituisce il capolavoro mistificatorio della lobby della deflazione. La lobby della deflazione è un tipico caso di “troppo evidente...

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L’Europa: una crisi senza via d’uscita

di OLTRELALINEA (Federico Bezzi) L’Unione Europea ha sempre avuto difficoltà a venire incontro alle politiche democratiche dei suoi membri. Il problema è diventato serio nel 1999, con la creazione di una unione monetaria senza che si accompagnasse un’unione politica e fiscale. In seguito, all’inizio del 2011, la crisi del debito sovrano dell’eurozona ha trasformato quello che era un problema reale ma gestibile in una situazione dalla quale l’Unione Europea non aveva via di scampo. Bloccata...

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L’Italia, la Francia e le radici profonde della crisi europea

di FORMICHE (Gianfranco Polillo) Il problema è quello di capire come mai l’Unione europea sembra costretta a comportarsi come Crono, che per sopravvivere doveva uccidere i suoi figli. L’analisi di Gianfranco Polillo. Si può salvare la Francia e punire l’Italia? Questo è il dilemma che la Commissione europea dovrà sciogliere ancor prima di entrare nel merito delle due diverse situazioni. Il problema di fondo è sapere se le regole valgono per tutti i Paesi membri, o...

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Deutsche Bank salvata dallo Stato? Se lo fa Berlino l’Ue non apre bocca

di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore)   La surreale vicenda che sta circondando il caso del deficit francese dopo l’annuncio televisivo di Emmanuel Macron di nuove misure, in larga parte cosmetiche, destinate a venire incontro alle rivendicazioni dei gilet gialli la dice lunga sul caso dell’ipocrisia regnante nei palazzi dell’Unione europea. Ipocrisia che non solo si accompagna all’assenza di qualunque tentativo di correzione dei limiti intrinseci del costrutto comunitario, ma rappresenta un fattore di...

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Francia. Dopo il flop all’Eliseo, attendiamo le scuse dei sostenitori italiani di Macron

di BARBADILLO (Mario Bozzi Sentieri)   Varoufakis e Macron Mentre  Emmanuel Macron, è stato costretto a chiedere scusa, in Tv, ai francesi, rimangiandosi (a parole) parte delle sue scelte economiche, che fine hanno fatto i macronisti all’italiana, che, poco più di un anno fa, ne tessevano le lodi, immaginando le sorti (e progressive …) del fenomeno a livello europeo ?  Basta  sfogliare i giornali del maggio 2017 per raccogliere, fior da fiore, una cascata di...