BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo, ha detto che nell’ultimo periodo i titoli delle società quotate europee si sono fatti meno interessanti per gli investitori. C’entra l’aumento dei prezzi dell’energia, che colpisce in particolare l’Europa per via della sua dipendenza dalle importazioni, ma anche il venir meno del vantaggio di valutazione rispetto alle aziende statunitensi.
Cosa pensa Helen Jewell di Black Rock sull’Europa
Helen Jewell, responsabile degli investimenti azionari fondamentali internazionali di BlackRock, ha detto al Financial Times che “è difficile essere ottimisti sull’Europa come lo eravamo prima”. “Non si possono fare queste grandi dichiarazioni secondo cui l’Europa sembra conveniente ora”, ha aggiunto. “Un anno fa c’era questo divario di valutazione davvero interessante, che però si è “colmato e, dal punto di vista energetico, l’Europa è semplicemente molto più esposta… quindi dobbiamo essere un po’ più selettivi su dove vediamo le opportunità”.
Il confronto con gli Stati Uniti
Da anni i titoli azionari europei registrano rendimenti inferiori rispetto a quelli statunitensi. Dall’inizio del 2026, però, sono comunque riusciti a catturare l’interesse degli investitori, alla ricerca di alternative ai costosissimi titoli delle aziende tecnologiche americani. Così, i fondi azionari europei hanno registrato afflussi record e i risultati del primo bimestre dell’anno sono stati ottimi.
La guerra all’Iran, però, ha cambiato tutto: i titoli del Vecchio continente sono crollati e – come riporta il Financial Times – l’indice Stoxx Europe 600 ha perso quasi il 12 per cento rispetto ai livelli precedenti al conflitto nel golfo Persico, toccando il minimo a marzo. Di contro, l’indice S&P 500 della borsa di New York ha perso solo fino all’8 per cento e ha già recuperato, raggiungendo nuovi massimi storici.
Oggi l’indice Stoxx Europe 600 – che raccoglie le seicento società quotate in Europa a maggiore capitalizzazione – è in calo di oltre l’1 per cento. L’indice S&P 500, invece, è in aumento dell’1,2 per cento.
Cosa ci si aspettava dall’Europa, e cosa è successo
Jewell ha spiegato che l’ottimismo di BlackRock sul mercato azionario europeo all’inizio dell’anno era dovuto in parte alle previsioni di un “allargamento” dei rendimenti dai comparti in forte crescita – come quello bancario e della difesa – ad altri settori. Questo allargamento, però, si è “ridotto” a causa della guerra in Medioriente.
BlackRock si aspettava una ripresa, in particolare dei settori della sanità e del lusso e del comparto industriale, che l’anno scorso avevano risentito dei dazi statunitensi sulle importazioni ma che quest’anno avrebbero dovuto recuperare per merito sia del rafforzamento dell’euro, sia dell’attenuamento della pressione tariffaria. Così non è stato, però: la crescita dei prezzi dell’energia ha intaccato le performance di questi settori, assieme all’aumento dei costi di finanziamento e alla riduzione della spesa dei consumatori. “Siamo molto preoccupati per i consumatori”, ha dichiarato Jewell, che sono “sotto pressione a causa dei tassi di interesse e dell’inflazione” e che, di conseguenza, “inizieranno a riflettere attentamente su come spendono”.
La dirigente di BlackRock ha aggiunto che “al momento, i fondi globali vedono opportunità più interessanti per le aziende statunitensi”, anche perché gli Stati Uniti sono meno esposti allo shock energetico internazionale, essendo i maggiori produttori di petrolio e di gas naturale al mondo.
E ora?
BlackRock non è l’unica società di gestione degli investimenti ad avere riserve sull’Europa. Stando alle elaborazioni di Epfr, i flussi di capitali verso i fondi equity europei sono precipitati dall’inizio della guerra all’Iran; di contro, le azioni statunitensi hanno ricevuto più flussi netti ad aprile che in ogni altro mese del 2026 finora.
“La guerra non fa che ricordarci che l’Europa è vulnerabile e che, in ogni ambito, si limita a seguire l’andamento del mercato”, ha spiegato Emmanuel Cau, analista di Barclays: la banca – che ha sede nel Regno Unito – ha recentemente raccomandato ai clienti di puntare sui titoli statunitensi anziché su quelli europei. A detta di Cau, la situazione potrebbe ancora migliorare se la crisi nel golfo Persico dovesse spingere i governi europei ad aumentare la spesa per gli investimenti.






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