L’Iran tra guerra e proiezione geopolitica in Armenia (e nel Caucaso con conseguente aumento dell’importanza strategica della Georgia)
di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Vincenzo Tartaglia Blog)



Sullo sfondo delle recenti minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato conseguenze economiche per qualsiasi Paese continui a commerciare con l’Iran o a fornirgli sostegno, la Repubblica islamica dell’Iran non è rimasta con le mani in mano, anzi tutt’altro…
Oltre alla crescente presenza geopolitica e recente rafforzamento delle relazioni bilaterali con il Tagikistan (di cui ne parlo in questo mio articolo scritto di recente per il quotidiano online “Notizie Geopolitiche” e di cui vi lascio il link se volete approfondire https://www.notiziegeopolitiche.net/tagikistan-dushanbe-guarda-alliran-per-carburante-e-nuovi-corridoi-commerciali/) la Persia in questi giorni ha rafforzato la sua presenza nella confinante Armenia e su una delle sue principali direttrici terrestri verso il Caucaso e il Mar Nero. Infatti nella piccola Repubblica dell’Armenia sono iniziati i lavori per il tunnel di Karajan, infrastruttura chiave della Autostrada Nord-Sud armena e un tassello strategico del collegamento Iran-Armenia-Georgia. Perchè è importante questa autostrada?
Il succitato tunnel avrà una lunghezza di poco più di 7 km. Il progetto prevede circa 200 milioni di dollari di finanziamento dell’EFSD e circa 195 milioni di dollari da parte del governo armeno. L’opera dovrebbe accorciare il percorso di circa 14 km e ridurre il tempo di percorrenza di circa 40 minuti, aggirando il difficile valico montano di Meghri.
Questa nuova infrastruttura aumenterà l’affidabilità del corridoio terrestre tra Iran e Armenia, evitando eventuali interruzioni dovute a guerre o instabilità e si inserisce nella più ampia strategia armena di sviluppo dell’asse Nord-Sud e un tentativo per porsi come alternativa al “Corridoio di Trasporto Internazionale Nord-Sud” (INSTC) che collega la Russia all’India.
Una strategia armena, i cui risultati effettivi si vedranno fra qualche anno, ma che nonostante tutto ha la più completa attenzione da parte del governo ed imprese iraniane. Infatti la società di costruzioni persiana “Tunnel Sadd Ariana” tramite il suo ufficio stampa ha annunciato la recente firma del contratto e dell’avvio dei lavori di costruzione di circa 7 chilometri del tunnel di Kajaran, in Armenia, dove si è svolta anche una cerimonia alla presenza di rappresentanti ufficiali di entrambi i paesi, nonché dell’amministratore delegato e del presidente del consiglio di amministrazione della Tunnel Sadd Ariana Co. Il progetto prevede la costruzione di circa 7 chilometri di galleria e il ripristino di circa 4 chilometri di strade di accesso ed è considerato uno dei principali progetti infrastrutturali dell’Armenia nel settore dei trasporti. L’evento rappresenta un passo importante nel rafforzamento della cooperazione armeno-iraniana in materia di ingegneria civile e infrastrutture tra i due Paesi e segna l’avvio ufficiale del progetto del tunnel di Kajaran. La costruzione del tunnel inizia quest’anno e, secondo le previsioni, dovrebbe terminare nel 2032.
Nell’ambito della diplomazia regionale dei trasporti, sia il viceministro dell’Amministrazione Territoriale e delle Infrastrutture della Repubblica di Armenia, Armen Simonyan, sia il viceministro delle Strade e dello Sviluppo Urbano e capo dell’Organizzazione iraniana per la manutenzione stradale e i trasporti, Reza Akbari, hanno sottolineato come il Corridoio Iran-Armenia-Georgia può ulteriormente potenziare la connettività commerciale regionale e in generale nel Caucaso. Tale infrastruttura acquisirà ulteriore prestigio con l’effettiva integrazione con le infrastrutture di un’altra nazione a volte poco considerata, la Georgia.
Infatti il paese di origine di Stalin è il vero jolly della situazione e al centro di una (particolarmente accesa) contesa tra Mondo Occidentale, Turco, Iraniano, Russo e Cinese. Mi spiego meglio e qui devo aprire una piccola parentesi sulla Georgia.
La Georgia, vista la sua perfetta e strategica posizione centrale come ponte tra Mar Nero e Mar Caspio-Asia, da anni è sfruttata come linea commerciale dalla Turchia ed Unione Europea per il commercio e per avere sicure forniture di petrolio, gas e altre risorse dall’Azerbaijan e altri stati della regione affacciati sul Mar Caspio, come il Kazakistan e Turkmenistan. Altresì anche gli Stati Uniti, Ucraina e UE sono anni che tentano di portare nella loro orbita geopolitica il governo georgiano, soprattutto da quando c’è il conflitto in Ucraina dal 2022, senza però riuscirci. Infatti il governo georgiano dal 2024 ha sospeso i colloqui per la futura adesione nell’UE e mantiene una posizione di equidistanza tra i vari poli geopolitici e con nessun desiderio di inimicarsi il gigante confinante russo, fresca la memoria del disastroso esito della guerra russo-georgiana del 2008. Facendo due calcoli, è lapalissiano che il governo georgiano preferisca la pace e il commercio alla guerra, sfruttando la sua perfetta posizione geografica. Non dimentichiamo che la Georgia è una tappa obbligata di due vie di comunicazione, ovvero:
1) della linea ferroviaria Baku-Tblisi-Kars, che collega Turchia-Georgia-Azerbaijan; qui sotto la mappa della linea ferroviaria;
2) della cosiddetta “Rotta Internazionale di Trasporto Transcaspica” (in inglese Trans-Caspian International Transport Route (TITR)), ergo una via commerciale che collega il Sud-est asiatico e la Cina all’Europa, passando per il Kazakistan, il Mar Caspio, l’Azerbaigian, la Georgia e la Turchia. Qui sotto la mappa dell’Istituto Italiano di Studi di Politica Internazionale ci aiuta a capire la grande portata infrastrutturale del TITR;
Il tutto senza dimenticare i vari partenariati strategici bilaterali firmati e gli ingenti investimenti cinesi negli ultimi decenni e dei più recenti investimenti perfino da parte uzbeka e kazaka in Georgia e nei porti marittimi georgiani di Batumi e Poti, affacciati sul Mar Nero.
Ora che abbiamo capito il contesto e la crescente importanza commerciale e geopolitica della Georgia, solo ora possiamo capire il perchè negli ultimi anni la Georgia e l’Iran abbiano ampliato la cooperazione economica e commerciale negli ultimi anni.
Eclatante è anche la notizia di pochi giorni fa pubblicata dal “Tehran Times” nella quale, con una ferma dichiarazione di indipendenza della propria politica estera, la Georgia ha ufficialmente rifiutato di allinearsi alle ultime sanzioni coercitive imposte dall’Unione Europea all’Iran! Parlando della posizione strategica del Paese, Tengiz Sharmanashvili, un importante membro di spicco del parlamento del partito di governo “Sogno Georgiano”, ha affermato di recente che le azioni internazionali e le ultime scelte di Tbilisi sono determinate esclusivamente dalle sue priorità sovrane. “L’adesione della Georgia a una risoluzione o l’adozione di misure relative alla politica internazionale è determinata da un solo criterio: se ciò sia o meno nell’interesse della Georgia in quel momento”, così ha affermato tale parlamentare.
Conclusa la parentesi della Georgia, si può comprendere come sia di forte interesse per l’Iran intensificare e ampliare gli scambi commerciali e la sua presenza geopolitica in Armenia e Georgia, il tutto per un motivo specifico: ergo investire e avere questa direttrice significa diversificare le proprie opzioni di accesso terrestre verso il Caucaso e, potenzialmente, verso il Mar Nero e quindi l’Europa!
Una direttrice con ovvi benefici per la povera repubblica armena che vedrà rafforzata la sua funzione come spazio di connessione tra sistemi geopolitici e corridoi commerciali differenti in grado di connettere Asia, Caucaso ed Europa.
Proprio per rafforzare la sua funzione, segnalo come il 25 agosto, Il ministro dell’Economia Gevorg Papoyan abbia incontrato l’ambasciatore iraniano in Armenia, Khalil Shirgholami, per discutere dell’ampliamento della cooperazione economica armeno-iraniana, all’espansione degli scambi commerciali e degli investimenti, nonché allo sviluppo delle infrastrutture e dei legami commerciali.
Il ministro Papoyan ha affermato che il dialogo politico di alto livello tra Armenia e Iran dovrebbe tradursi in risultati economici ancora più concreti, ampliando la presenza dei prodotti armeni sul mercato iraniano e sfruttando in modo più efficace le opportunità offerte dall’accordo di libero scambio tra l’Unione Economica Eurasiatica e l’Iran. Durante l’incontro si è discusso anche delle prospettive di cooperazione in materia di energia e logistica, nonché della possibilità di forniture a lungo termine di gasolio e gas liquefatto.
Inoltre è significativa la notizia che i voli diretti tra la capitale armena Yerevan e la città iraniana di Tabriz sono ripresi da pochi giorni, dopo una sospensione di ben due anni! Secondo quanto riportato da “ArmenPress”, i voli saranno operati dalla compagnia aerea iraniana “Pouya Air” dall’aeroporto internazionale Shahid Madani di Tabriz due volte a settimana, il primo volo è partito una settimana fa…La scelta di riattivare i voli da Tabriz non è casuale, il motivo è semplice: in tale città vi risiede storicamente (dopo Isfahan e Teheran) una delle comunità armeno-iraniane più numerose. Mentre si segnala che oggi anche la Viceministra dell’Amministrazione territoriale e delle infrastrutture, Kristine Ghalechyan, ha incontrato il succitato ambasciatore iraniano in Armenia, Khalil Shirgholami, dove hanno discusso l’iniziativa di costruire addirittura un secondo ponte sul fiume Aras (Arasse in italiano) al confine armeno-iraniano.
Il Caucaso, a mio avviso, resta una zona altamente strategica da tenere sott’occhio, per il semplice motivo che tutti gli attori e poli geopolitici mondiali (iraniani, cinesi, russi, europei, turchi e statunitensi) hanno gli occhi puntati su quella zona e se la contendono con l’obiettivo di accrescere la propria fetta di mercato, affari e influenza geopolitica.
In conclusione, gli investimenti e scambi commerciali in Caucaso e lo sviluppo e consolidamento di un corridoio verso il Caucaso e l’integrazione nel corridoio armeno Nord-Sud consentirebbero all’Iran (oltre alla direttrice verso l’Asia Centrale e Mar Caspio) di accrescere la sua influenza geopolitica, di diversificare le proprie direttrici commerciali e di ridurre la vulnerabilità dei suoi traffici alle guerre, alle sanzioni e alle interruzioni delle rotte marittime, il tutto proprio in una fase storico-geopolitica molto delicata in cui l’importantissimo Stretto marittimo di Hormuz, come ben sapete, è oggi al centro della diplomazia, attenzione e tensione internazionale.
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Fonte: https://vincenzotartaglia.blog/2026/08/27/liran-tra-guerra-e-proiezione-geopolitica-in-armenia-e-nel-caucaso-con-conseguente-aumento-dellimportanza-strategica-della-georgia/
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