Nel 2025 i Paesi UE hanno speso 418 miliardi per le armi, è la cifra più alta di sempre
di L’INDIPENDENTE (Dario Lucisano)

«Gli Stati membri dell’UE hanno raggiunto livelli di spesa per la Difesa senza precedenti negli ultimi 30 anni». A dirlo è l’Agenzia Europea per la Difesa (EDA), nel primo rapporto annuale sul riarmo. Nel 2025 la spesa dei Paesi membri per la Difesa ha raggiunto quota 418 miliardi di euro (2,2% del PIL), in aumento per l’undicesimo anno consecutivo. Per il 2026 è prevista una spesa ancora maggiore, di 454 miliardi di euro, pari al 2,4% del PIL degli Stati membri. «Ciò significa che nel 2026 la spesa per la Difesa è aumentata dell’8,6% rispetto all’anno precedente e del 75,3% rispetto al 2021». Secondo le stime dell’EDA, la spesa per la Difesa UE potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro nel 2029. L’agenzia fotografa la personale corsa europea al riarmo internazionale, ricordando le iniziative intraprese da Bruxelles negli ultimi mesi. A partire dal piano ReArm Europe, che prevede appunto i rapporti annuali dell’EDA, e dal suo meccanismo di finanziamento, ribattezzato fondo SAFE.
Negli ultimi anni, la spesa che gli Stati europei riservano al settore della difesa ha vissuto una vera e propria impennata. Il grafico condiviso dall’EDA mostra una curva che schizza verso l’alto nell’arco di una manciata di anni. Dai 259 miliardi del 2021, ai 454 miliardi del 2025, la cifra destinata al riarmo è aumentata del 75,3% in soli cinque anni. A crescere sono tutte le voci di spesa: gli investimenti nel settore della difesa sono aumentati del 23% rispetto al 2024, raggiungendo un importo «record» di 134 miliardi di euro nel 2025; tale tendenza al rialzo dovrebbe proseguire anche nel 2026, in cui le stime parlano di 163 miliardi di euro; paragonati a cinque anni fa, si tratta di un aumento del 158,7%. Sempre in materia di investimenti, il 2025, segnala l’EDA «ha segnato il settimo anno consecutivo in cui gli Stati membri hanno superato il parametro di riferimento collettivo per la difesa del 20%». Aumenti anche sul fronte delle spese per gli appalti, che nel 2025 hanno raggiunto la cifra di 115 miliardi di euro, segnando un +26% rispetto al 2024; le previsioni per il 2026 parlano di aumenti fino all’87%. Le voci in materia di ricerca e sviluppo sono aumentate del 31%, e hanno toccato quota 17 miliardi di euro nel 2025; la spesa dovrebbe toccare i 20 miliardi di euro nel 2026.
Il piano di riarmo europeo, insomma, prosegue celermente. Esso punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro entro il 2030, attraverso la raccolta di risorse sui mercati e specifici strumenti finanziari. Uno degli strumenti principali del piano prevede che i Paesi membri possano incrementare in modo significativo la spesa militare senza essere soggetti ai vincoli imposti dal Patto di stabilità e crescita, grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Secondo le stime della Commissione europea, questo meccanismo potrebbe consentire di mobilitare fino a 650 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la Difesa nei prossimi quattro anni. Il secondo strumento del piano di riarmo è il cosiddetto fondo SAFE per la Difesa, che prevede la raccolta di fino a 150 miliardi di euro sui mercati finanziari, da erogare agli Stati sotto forma di prestiti, e contempla procedure di appalto comuni e semplificate. Per accedere ai finanziamenti, gli Stati membri devono presentare un piano nazionale di spesa, che deve essere approvato dalla Commissione europea prima della firma dell’accordo di prestito. Finora Bruxelles ha ricevuto richieste di finanziamento da 19 Stati membri, Italia compresa, e sta ancora valutando alcuni dei piani presentati. Entro la fine dell’anno dovrebbe essere definita la ripartizione delle risorse.





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