Categoria: Rassegna Stampa
di PIER PAOLO DAL MONTE Viviamo in tempi piuttosto confusi nei quali l’arbitrio di innumerevoli opinioni si scatena, assai frequentemente, in discussioni su svariati temi posti alla ribalta dai mezzi che orientano il dibattito pubblico, affinché le masse possano sterilmente accapigliarsi, in maniera aporetica, su questioni il cui merito è materia alquanto controversa. Due esempi di questo fenomeno sono le recenti (ed inutili) discussioni sui vaccini (scatenate dal provvedimento inutilmente draconiano della ministressa della Sanità),...
di FEF Academy Più aumenta il deficit pubblico e più si alzano i tassi d’interesse. Ma è proprio così? Fonte: http:/
di GLI OCCHI DELLA GUERRA La turbolenta fase di transizione che sta investendo il Medio Oriente, consegna al mondo un solo vincitore: la Repubblica Islamica dell’Iran. Dalla guerra in Siria alla crisi del Qatar, dallo Stato islamico alla Turchia, l’Iran è riuscito in questi ultimi anni a ritagliarsi uno spazio di manovra fondamentale all’interno del quadrante mediorientale, neutralizzando ogni tipo di attacco nei confronti della sua sfera d’influenza e costruendo una rete di alleanze e...
di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. L’intensissima narrazione mediatica della situazione socio-economica italiana sta indirizzando la campagna elettorale verso contenuti i cui esiti risultano altamente prevedibili, se si tengono a mente le esperienze di quella parte della storia che più da vicino ricalca la fase attuale. Ci riferiamo, (in senso non frattalico ma fenomenologico), a quella (lunga e ricorrente) fase del ‘900 che vedeva la coesistenza del suffragio universale e, contemporaneamente, l’agireconnaturato delle forze del capitale per neutralizzarne...
di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (di Lorenzo Innocenti) In principio furono Thatcher e Reagan. Quarant’anni dopo il neoliberismo ha altri nomi ed altri volti, ma identici fini. Breve riflessione sulla ciclicità della storia economica. In principio fu la Thatcher. E Reagan, certo. Era il neoliberismo rampante degli anni Ottanta, era la fine del keynesismo di Stato.L’Occidente – Europa e Usa in testa – veniva da un trentennio abbondante di assistenzialismo smaccato, di Piani Marshall, piena occupazione, estensione dei diritti...
di SINISTRA IN RETE (Bruno Guigue) Nel 1973, il colpo di stato del generale Pinochet contro il Governo di Unità Popolare in Cile provocò un’ondata di indignazione senza precedenti nei settori progressisti del mondo intero. La sinistra europea ne fece il simbolo del cinismo delle classi dominanti che avevano appoggiato questo “pronunciamiento”. Accusò Washington, complice del futuro dittatore, di aver ucciso la democrazia armando le braccia assassine dei militari golpisti. Nel 2017, al contrario, i...
di IL PONTE (Juan Carlos Monedero1 , traduzione di Serena Romagnoli) [link testo orginale: https://www.brasildefato.com.br/2017/08/16/artigo-or-onze-teses-e-uma-conclusao-sobre-a-venezuela/] 1. Certamente, Nicolás Maduro non è Salvador Allende e non è neanche Hugo Chávez, ma quelli che realizzarono il golpe contro Allende e contro Chávez sono – e anche su questo non ci sono dubbi – gli stessi che ora stanno tentando il golpe in Venezuela. 2. I nemici dei tuoi nemici non sono tuoi amici. Si può anche non amare Maduro,...
di MICRO MEGA (Alessandro Somma) Sino al crollo del Muro di Berlino il confronto tra capitalismo e socialismo aveva monopolizzato l’attenzione degli studiosi. Solo in seguito ci si è dedicati alle varietà di capitalismo, anche e soprattutto per promuovere la diffusione di quella più in linea con l’ortodossia neoliberale, da ritenersi oramai la normalità capitalistica. La crisi ha però incrinato molte certezze, tanto che alcuni hanno ipotizzato un futuro caratterizzato da un ritorno del capitalismo...
di SENSO COMUNE (Tommaso Gabellini) È ormai troppo corta la coperta dell’austerità. Anche per quei governi e quei partiti che dall’entrata in vigore dei trattati di Maastricht sembrano trarre legittimità meno dall’appoggio popolare che dal presentarsi come i guardiani dell’ortodossia monetarista e neoliberale di fronte ai «mercati». L’Italia ha ormai da più di un ventennio un avanzo primario di bilancio: tradotto in parole per tutti comprensibili, lo Stato prende ai cittadini di più rispetto a...
di ALESSANDRO GILIOLI In fondo ha ragione Minniti, il vero presidente del consiglio nonché ministro degli interni e degli esteri di questo governo: in Italia era “a rischio la tenuta sociale e democratica”. In realtà è da un po’ di tempo che era a rischio. Forse dal 2008, quando è iniziata la crisi che ha gradualmente eroso e incupito gli ex ceti medi; forse dal 2011, quando la speculazione internazionale ci ha legato le mani...
di MEGACHIP (Lorenzo Monfregola) È penoso leggere quintali di sarcasmo auto-compiaciuto, un sarcasmo così fasullo e neo-piccolo-borghese, da essere la venduta parodia dell’atto gioioso dell’ironia. La creazione di contenuti culturali in italiano sta affogando nelle pose evasive di una generazione di mezzi-hipster-anti-hipster che usano ossessivamente la retorica del sarcasmo senza mai dire un cazzo di niente su quello che ci capita stando al mondo. Spesso il sarcasmo è una gran cosa, ma quando diventa totale, totalitario e assoluto, allora diventa...
di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Ruffino) Il mastodontico mondo islamico (che parte dalla Mauritania e arriva fino al Bangladesh interessando anche l’Indonesia) non è un insieme indistinto di etnie e civiltà tutte uguali, tutte simili, con una cieca fede verso la dottrina islamica e con tenori di vita di gran lunga al di sotto degli standard occidentali. Bensì è un variegato ed eterogeneo mondo con svariate sfaccettature che interessano sia la sfera politica, che quella sociale...
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