Ora la Cisgiordania
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB)
Benjamin Netanyahu annuncia al mondo un ulteriore salto di qualità. La soluzione finale della questione palestinese e dei palestinesi non si fermerà nello spianare al suolo Gaza. Dalle Nazioni Unite afferma, con la squallida sicumera di un terrorista in doppiopetto, che l’Autorità Palestinese è come Hamas, perché paga a foraggia i terroristi, quindi sostanzialmente è anch’essa un’organizzazione terroristica. Lo Stato israeliano, dunque, forte di una strategia consolidata in ottant’anni di occupazione illegale e del suo progetto di cancellazione dell’identità palestinese, riafferma la necessità di sradicare ciò che resta del popolo palestinese in quella che dovrà essere la Grande Israele.
Detto che gli eserciti di liberazione nazionale dalle occupazioni coloniali e imperiali non possono essere in nessun modo equiparati a gruppi terroristi, è dalla fine degli anni 60 che i sionisti indirizzano il dibattito e i rapporti diplomatici sull’idea che qualsiasi partito politico o qualsiasi fazione palestinese equivalga a un gruppo di stampo terrorista. Valse la cosa anche per l’OLP nel momento in cui iniziò a essere guidata da Arafat e da Al-Fatah. Attraverso questo stratagemma discorsivo Israele ha sempre posto l’attenzione sul rischio della sua sopravvivenza proprio nel momento in cui aveva l’intenzione di aumentare l’offensiva militare, che costitutivamente ha sempre avuto una radice genocidaria. I palestinesi devono scomparire da quel territorio, vivi o morti che siano. Questo il senso più profondo del colonialismo sionista, sin dalla “Dichiarazione Balfour”.
Motivo questo che induce a ritenere i tardivi riconoscimenti dello Stato palestinese uno specchietto per le allodole. Un riconoscimento che avviene quando Israele cancella, occupandolo, il territorio di quello Stato. Un riconoscimento fuori tempo massimo fatto passare per grande risultato politico che impedisce di ragionare politicamente sulla questione. Alla Palestina non servono pacche sulle spalle. Alla Palestina e ai palestinesi servono soldi, armi e serve che la si smetta di nutrire la capacità bellica del sionismo. Serve che i rappresentanti dello Stato terrorista d’Israele vengano processati e condannati. Serve un’inversione completa nei rapporti di forza internazionale. La Cisgiordania è avvisata.
Fonte: https://www.facebook.com/share/p/14N1rvBQ1SC/





Commenti recenti