Israele avanza in Libano, la Francia amplia l’arsenale nucleare e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

Medio Oriente
Il segretario di Stato Marco Rubio ha riferito al Congresso degli Stati Uniti che la decisione di attaccare l’Iran sarebbe maturata alla luce della determinazione di Israele di procedere “con o senza” il supporto americano. L’amministrazione di Donald Trump avrebbe quindi ritenuto opportuno intervenire direttamente per contenere l’inevitabile ritorsione della Repubblica Islamica nella regione. Subito dopo, Il tycoon ha ribadito che l’obiettivo di Washington resta neutralizzare la capacità missilistica e nucleare del regime degli ayatollah senza però fare cenno a un cambio di regime. The Donald ha fatto poi sfoggio di intransigente sicumera: “Rimarremo tutto il tempo che serve, non è un problema”. La Casa Bianca ha tuttavia evitato di qualificare formalmente la situazione come stato di guerra, definizione questa che richiederebbe un passaggio obbligatorio al Congresso con potenziali esiti sfavorevoli vista l’avversione dell’opinione pubblica americana verso una nuova guerra d’oltreoceano. Né Rubio né Trump hanno escluso l’invio sul campo di forze di battaglia a stelle e strisce.
Nel frattempo, le Forze armate di Israele (Tzahal, Idf) hanno riaperto un nuovo fronte in Libano con l’uccisione a Beirut del presunto capo dell’intelligence di Hezbollah Hussein Makled. Subito dopo l’ondata di raid aerei, Tzahal ha schierato truppe in assetto “difensivo” a ridosso della Linea Blu. Nelle ore successive però il ministro della Difesa Israel Katz ha autorizzato le Idf ad avanzare nel paese dei cedri. Le forze israeliane hanno quindi dato il via a un’incursione terrestre per prendere il controllo di nuovi punti strategici, oltre alle cinque postazioni installate dal novembre 2024. Lo Stato ebraico dichiara di aver colpito circa 70 depositi di armi e siti di lancio del Partito di Dio nel Sud del Libano. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al gruppo paramilitare di consegnare le armi, vedendosi rifiutare la proposta.
Per approfondire: Logistica e obiettivi della guerra all’Iran
Francia nucleare
Il presidente della Francia Emmanuel Macron ha annunciato il più importante aggiornamento della dottrina nucleare transalpina dalla fine della guerra fredda. In un discorso pronunciato dalla base militare dell’Île Longue nella rada di Brest (Bretagna) con il sottomarino lanciamissili balistici Le Téméraire alle spalle, il capo dell’Eliseo ha reso noto che l’arsenale nucleare sarà ampliato per offrire garanzie di sicurezza agli altri paesi europei nel “prossimo mezzo secolo”, senza però fornire un numero di nuovi ordigni. Macron ha tenuto a precisare che la nuova force de frappe non mira a sostituire né la Nato e né l’ombrello nucleare degli Stati Uniti nel Vecchio Continente, bensì punta ad affiancare e rafforzare le strutture politico-militari esistenti in chiave europea. La Francia dispone oggi di circa 300 testate atomiche impiegabili tramite dispositivi sottomarini e aerei, quindi non mediante una “triade nucleare” completa. Nelle intenzioni di Parigi, programmi congiunti prenderanno il via già nel 2026 con Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca grazie a esercitazioni congiunte in località strategiche e al dispiegamento temporaneo di caccia multiruolo a capacità nucleare Dassault Rafale.
Per approfondire: Con De Gaulle, oltre De Gaulle: l’atomica francese nel mondo post-americano
Intelligenza artificiale
Il cofondatore di OpenAi Sam Altman ha ammesso che l’accordo siglato dall’azienda di San Francisco con il Dipartimento della Guerra per l’utilizzo dei propri modelli di intelligenza artificiale (Ai) nelle reti secretate è stato gestito in modo “opportunistico e frettoloso“. Il tecnovassallo ha precisato che l’intesa con il Pentagono verrà integrata con clausole esplicite per escludere l’uso dell’Ai per la sorveglianza domestica dei cittadini americani e limitare l’accesso ai dati da parte della National security agency. OpenAi ha preso le distanze dalla decisione del dipartimento guidato da Pete Hegseth di escludere la benefit corporation Anthropic, ribadendo la necessità di principi chiari sull’impiego militare dell’intelligenza artificiale. Nonostante l’accresciuta competizione commerciale con l’azienda emergente di Dario Amodei, Altman si è mostrato intellettualmente onesto: “Ci sono molte cose per cui la tecnologia non è ancora pronta”.
Per approfondire: Il piano dei tecnovassalli, ultimi mistici dell’Occidente


Cina
La Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cppcc) ha rimosso tre generali in congedo – Han Weiguo, Gao Jin, Liu Lei – a pochi giorni dall’apertura delle “due sessioni” della Repubblica Popolare Cinese, ovvero delle sedute plenarie dell’Assemblea nazionale del popolo (organo legislativo) e della Cppcc (consulta interpartitica). La decisione segue l’espulsione della scorsa settimana di nove ufficiali militari dall’Assemblea e colpisce i vertici dell’Esercito popolare di liberazione. La lotta contro la corruzione nelle Forze armate, fortemente voluta dal presidente Xi Jinping per consolidare il proprio potere interno, si intensifica e prosegue senza soluzione di continuità.
Per approfondire: Perché Xi ha decapitato le Forze armate

India – Canada
Il primo ministro dell’India Narendra Modi ha ricevuto a Delhi l’omologo del Canada Mark Carney, annunciando un reset (ripristino da zero) dei rapporti bilaterali dopo anni di crisi diplomatica. Le accuse canadesi di presunti omicidi commissionati dall’intelligence indiana nel paese degli aceri vengono pragmaticamente accantonate per lasciar spazio alla cooperazione economica dal respiro globale. Delhi e Ottawa vogliono siglare “entro la fine dell’anno” un’intesa per portare l’interscambio commerciale a 50 miliardi di dollari entro il 2030. Modi si è inoltre assicurato una fornitura decennale di uranio canadese, tassello dirimente per portare la capacità nucleare indiana a 100 gigawatt entro metà secolo (oggi circa 8 gigawatt). I due leader hanno infine firmato un memorandum su minerali critici, energia rinnovabile, difesa e tecnologia.
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