La Cupola di Ferro di Israele sugli Emirati e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

Guerra del Golfo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale a seguito del rigetto dell’Iran della proposta americana per porre fine al conflitto nel Golfo Persico/Arabico. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, il cessate-il-fuoco vigente sarebbe “in terapia intensiva”. Il tycoon valuta dunque l’attuazione di nuove operazioni belliche per incrementare la pressione politica sulla Repubblica Islamica, dalla ripresa della Operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz a nuovi bombardamenti in territorio persiano. Nel frattempo, un’inchiesta di Cbs ha reso noto che il Pakistan ha consentito al regime degli ayatollah di trasferire parte dei propri aerei da guerra nella base aerea di Nur Khan (area metropolitana di Islamabad-Rawalpindi) pochi giorni dopo l’annuncio di cessate-il-fuoco di Trump. Il governo di Islamabad ha smentito.
Per approfondire: Il metodo del Pakistan per navigare il caos regionale

Iron Dome
L’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Mike Waltz ha confermato che gli Emirati Arabi Uniti (Eau) si sono avvalsi del sistema terra-aria israeliano Iron Dome per intercettare missili e munizioni circuitanti (droni a schianto) dell’Iran. La cooperazione militare tra lo Stato ebraico e la monarchia del Golfo è ormai esplicita. Un’inchiesta del Wall Street Journal riferisce che gli Eau avrebbero segretamente preso parte alle operazioni belliche contro la Repubblica Islamica. Tra queste si registra un attacco a una raffineria sull’isola iraniana di Lavan durante le settimane del cessate-il-fuoco annunciato dal presidente americano Donald Trump. Il regime degli ayatollah aveva allora risposto colpendo Emirati e Kuwait con missili e droni.
Per approfondire: Israele o Iran? La percezione della minaccia allontana Riyad e Abu Dhabi

Spagna – NATO
Il ministro degli Esteri della Spagna José Manuel Albares ha sollecitato pubblicamente l’Unione Europea a dotarsi di autonomia strategica, elaborando una propria capacità militare di deterrenza. Secondo il governo di Madrid, il Vecchio Continente non può più dipendere dalle decisioni e dai capricci di Washington per la propria sicurezza. La Spagna, che ha negato agli Stati Uniti l’uso delle proprie basi per le operazioni contro l’Iran, è finita nel mirino della Casa Bianca, che ha minacciato ritorsioni commerciali, il ritiro delle truppe americane e persino una revisione del ruolo iberico nella Nato. Albares ha tuttavia precisato che le relazioni transatlantiche non sono in discussione.
Per approfondire: Vivere senza essere Nato





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