Il monito di Khamenei, i bombardamenti di Trump e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

USA vs Iran
Nel suo messaggio per l’hajj (annuale pellegrinaggio islamico a La Mecca), la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha sottolineato come il Medio Oriente stia entrando in una fase nuova. A sua detta, le basi militari degli Stati Uniti non potranno più contare sulla protezione dei paesi della regione. Quindi ha elogiato il ruolo del cosiddetto “asse della resistenza” come strumento di pressione su Stati Uniti e Israele. Parole che arrivano mentre la tregua resta appesa a un filo. I negoziati di Doha non stanno ottenendo le risposte tanto attese a Washington. Il Comando centrale Usa (Centcom) ha confermato alcuni attacchi “di autodifesa” contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni persiane accusate di posizionare mine nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha assicurato che il dialogo indiretto con Teheran prosegue, sebbene si sia mostrato intransigente per ciò che attiene i transiti nello strategico collo di bottiglia: “Sarà riaperto in un modo o nell’altro”. Il regime degli ayatollah punta a istituire pedaggi per la navigazione da e per il Golfo Persico/Arabico, ridenominadoli “tasse ambientali” per bypassare la loro illiceità in base al diritto del mare.
Per approfondire: L’asse della resistenza secondo Teheran: ‘Una libera coalizione in lotta contro le potenze esterne’

Guerra d’Ucraina
La Federazione Russa ha invitato i cittadini stranieri e il personale diplomatico a lasciare quanto prima Kiev. Il monito avviene all’indomani di un pesantissimo attacco aereo contro la capitale dell’Ucraina. Mosca si starebbe apprestando a colpire non solo le imprese dell’industria militare e le infrastrutture idriche, ma anche i centri decisionali politico-militari (presidenza, parlamento, sede dell’intelligence). Potrebbero essere utilizzati per la nuova ondata di attacchi aerei sulla capitale anche missili ipersonici, tra cui il famigerato e non intercettabile Oreshnik (velocità superiore a Mach 10) con le sue sei testate dotate di submunizioni. A oggi l’Oreshnik è stato scagliato contro l’Ucraina in un paio di occasioni privo di esplosivo o testate nucleari. La distruzione provocata è stata conseguenza della sola forza cinetica. Le cancellerie occidentali hanno risposto di non voler cedere ad alcun ricatto, confermando di non ritirare le proprie rappresentanze diplomatiche da Kiev.
Per approfondire: Il paradosso Zelensky, presidente di guerra inadatto alla pace
Quad – Figi
I ministri degli Esteri dei paesi Quad – Usa, India, Australia, Giappone – si sono riuniti a Delhi per rilanciare il blocco geostrategico ideato in funzione anticinese. Le delegazioni hanno concordato la realizzazione del primo progetto infrastrutturale congiunto: un nuovo porto alle Figi. L’iniziativa intende rafforzare la presenza del Quad sotto la guida degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico, dove la competizione per il controllo delle rotte con la Repubblica Popolare Cinese si fa più serrata. I quattro paesi hanno inoltre annunciato un’accresciuta cooperazione in materia di sicurezza energetica e un’intesa sulle materie prime critiche (estrazione, raffinazione, riciclo). Quest’ultimo dossier interessa particolarmente a Tokyo, a causa delle recenti restrizioni cinesi su alcuni minerali essenziali per l’industria dell’aerospazio, della difesa e dei semiconduttori.
Per approfondire: La Cina strappa le Isole Salomone agli Usa e all’Australia

Cina – Pakistan
Il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif si è recato a Pechino per incontrare il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e rafforzare il legame strategico tra i due paesi. I due leader hanno annunciato un “nuovo ampio consenso” per rilanciare lo sviluppo di un corridoio economico terrestre per connettere la Cina continentale all’Oceano Indiano, rafforzando il ruolo di hub regionale del porto di Gwadar: “Entrambe le parti hanno accolto con favore la partecipazione di terze parti allo sviluppo del Corridoio economico Cina-Pakistan” (Cpec). I nuovi piani riguardano il passo di Khunjerab e l’ammodernamento dell’autostrada del Karakorum, principale collegamento terrestre tra i due paesi. Islamabad ha quindi promesso misure securitarie per garantire l’incolumità dei lavoratori e degli investimenti cinesi, sovente oggetto di attacchi terroristici.
Per approfondire: Ombre cinesi dietro il Gwadar Fencing Project

Turchia
Le Forze dell’ordine della Turchia hanno fatto irruzione nella sede del Partito repubblicano del popolo (Chp) ad Ankara, dopo che una corte d’appello ha annullato l’elezione del leader Özgür Özel e disposto il ritorno alla guida del partito di Kemal Kılıçdaroğlu, già sconfitto da Recep Tayyip Erdoğan alle presidenziali del 2023. All’esterno e all’interno della sede si sono verificati scontri con l’utilizzo di lacrimogeni e l’approntamento di barricate improvvisate. Il leader del Chp ha denunciato un “attacco” alla democrazia e guidato una marcia verso il parlamento. La sentenza azzera di fatto la dirigenza del principale partito d’opposizione.
Per approfondire: Intorno a İmamoğlu si muove lo Stato profondo turco






Commenti recenti