Sondaggio GPF: un italiano su 7 a favore del supporto bellico all’Ucraina
da ANALISI DIFESA (Redazione)

Pubblichiamo il report della ricerca demoscopica effettuata da GPF sulle valutazioni dell’opinione pubblica italiana circa la guerra in Ucraina già reso noto dal quotidiano La Verità.
GPF, istituto di ricerche sociali, di opinione pubblica e di mercato parte del Gruppo Qubit, ha condotto una ricerca demoscopica tesa a comprendere il sentore, la percezione e le opinioni del conflitto russo-ucraino presso la popolazione italiana, partendo dalla rilevazione di dimensioni-base quali il livello di informazione, per poi focalizzarsi più nel dettaglio su aspetti di opinione e “mood” al riguardo del conflitto stesso, investigando anche un ventaglio di tematiche correlate, da alcune “macro” quali il ruolo della NATO e le istanze filo-/anti-atlantiche, ad altre di diretto impatto sulla quotidianità, quali i costi energetici.
La rilevazione è stata condotta nel corso di aprile 2026 su un campione di 1.000 italiani (per l’esattezza 1013) rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, per quote di genere, età e distribuzione geografica; al campione è stato posto un questionario di durata circa 15 minuti sulle tematiche-chiave in tema, inclusivo di domande tese alla segmentazione socioculturale e valoriale del campione, facendo ricorso al modello metodologico proprietario GPF Monitor 3SC, descritto nella pagina successiva.
Gli orientamenti degli italiani sul conflitto
L’analisi delle opinioni degli italiani sul conflitto Russia–Ucraina evidenzia quattro principali orientamenti valoriali e interpretativi. Attraverso una cluster analysis dedicata, basata sugli score rilevati sulle domande-chiave relative al conflitto, il campione è stato segmentato in 4 gruppi distinti sulla base delle percezioni relative a responsabilità, posizionamento geopolitico, sostegno militare, sanzioni e impatti economici.

Le “Quattro Italie” del Conflitto
Atlantisti
Sono il cluster (o “l’Italia”) più nettamente anti-Russia, pro-Ucraina, pro-NATO e pro-sanzioni.
Attribuiscono in modo molto superiore alla media la responsabilità alla Russia; accettano l’idea dei sacrifici economici, considerano giustificata la linea europea, difendono il mantenimento delle sanzioni energetiche e vedono positivamente l’abbandono del gas russo. Sono anche i più favorevoli all’uso dei fondi russi congelati per la ricostruzione ucraina e agli aiuti militari.
La loro lettura è morale-strategica: la Russia è una potenza ostile, l’Ucraina va sostenuta, la NATO e gli USA sono garanzie di sicurezza, e i costi sono il prezzo della difesa dell’ordine occidentale.
Cluster fortemente maschile: uomini al 75,2% contro 49,8% del totale. È anche più maturo: sovra-rappresentati i 55-64 anni e i 65-74 anni, sotto-rappresentati i 18-24. Profilo più istruito della media: laurea/post-laurea 47,3% contro 36,5%. Politicamente è il cluster più “partecipativo” e più collocato nell’area liberal-atlantica: sopra media Azione/Italia Viva; sul voto futuro, anche Forza Italia.
Sovranisti anti-atlantici
Sono il cluster più critico verso la linea occidentale, NATO, USA, sanzioni e anche il governo. Molto sopra media leggono il conflitto come prodotto anche di attori esterni, interessi americani, allargamento NATO nei decenni senza cura dei delicati equilibri geopolitici nell’area (pre-2022). Ritengono dannosa per l’Italia l’uscita dal gas russo, vogliono eliminare/allentare le sanzioni energe-tiche, giudicano sproporzionati o inefficaci i sacrifici richiesti e vedono l’Italia piegata a interessi altrui. Sono anche i più critici verso sanzioni culturali/sportive e qualità dell’informazione italiana.
La loro posizione non è semplicemente “filorussa”: è soprattutto anti-mainstream occidentale, sovranista/realista e centrata sull’interesse nazionale italiano. Cluster maggiormente nel Nord e nella fascia 55-64 anni. È un profilo istruito, più “diploma-centrico” (diploma 63,3% contro 54,2%). Politicamente mostra il segnale più netto di distanza dal sistema: sopra media il non voto alle scorse elezioni e il non voterò alle prossime; sotto media. L’area politica è meno partitica e più anti-establishment/astensionista, con qualche segnale verso offerte nazional-sovraniste.
Pragmatici
Sono il cluster meno ideologico, interessato ad aspetti pragmatici (es. conseguenze sulle bollette) e il più “sospeso“. Il tratto dominante non è una posizione alternativa forte, ma l’incertezza: alte risposte “non ho opinione”, “non so valutare”, “non ho elementi”, soprattutto su USA, sanzioni, fondi congelati.
I meno informati dei quattro, sono molto indecisi su quale ruolo debba avere l’Italia; tendono a non sposare né la narrazione atlantista né quella opposta: non vedono con forza la Russia come unico responsabile, ma nemmeno adottano una lettura marcatamente anti-NATO o anti-occidentale.
Vogliono più chiarezza, più elementi di giudizio e una linea meno assertiva. Il segmento più lavorabile in termini comunicativi: non respingono alcuna posizione: non si sentono informati per assumerla.
Cluster più femminile della media (donne al 60,8% contro 50,2%). È nettamente più giovane: sovra-rappresentazione dei 25-34 anni e dei 18-44, molto sotto media le fasce 55-74. Politicamente poco caratterizzato: l’unico segnale sopra media abbastanza visibile è Forza Italia, ma il tratto vero è la bassa definizione politica, coerente con il profilo di incertezza già emerso sulle opinioni di merito.
Critici Moderati
Sono un cluster plurisfaccettato: attribuiscono principalmente la responsabilità alla Russia (quasi come gli Atlantisti), ma non accettano “automaticamente” tutto l’impianto atlantico. Chiedono più trasparenza, strategia di pace, gradualità; giudicano le scelte energetiche “necessarie ma mal gestite”, sono favorevoli ad allentamenti parziali delle sanzioni energetiche e considerano l’informazione italiana parziale più che apertamente manipolatoria. Sono contrari agli eccessi simbolici contro cultura e sport russi, ma non sposano la tesi anti-NATO radicale.
In sintesi: condannano Mosca ma dissentono dalla gestione occidentale del conflitto; vogliono sostegno all’Ucraina, ma con più realismo, meno automatismi e maggiore attenzione ai costi per l’Italia.
Cluster abbastanza equilibrato in termini di genere e fasce d’età, territorialmente più presente al Sud. Sul piano sociale emergono più casalinghe e meno impiegati/insegnanti; sul titolo di studio, più licenza media e meno diploma. Politicamente non è straordinariamente caratterizzato; a prescindere, si tratta di persone con un livello di partecipazione politica relativamente attiva (sotto media il “non voterò”).
Quantificazione
A poco oltre 4 anni dall’inizio delle operazioni belliche in Ucraina, la distribuzione dei 4 Cluster (o “le 4 Italie” del conflitto) vedono come gruppo più corposo quello dei Sovranisti anti-atlantici, a rappresentare quasi 4 italiani su 10 (il 39%).

Seguono i Critici moderati, con poco più di un quarto del campione (il 27,3%), che – come noto da quanto descritto – pur riconoscendo le responsabilità russe mostrano un alto grado di cautela e un atteggiamento più critico rispetto ai costi economici e sociali del conflitto.
A seguire, i Pragmatici, con una penetrazione nel campione pari a un italiano su 5 (il 19,5%), caratterizzati da un approccio meno ideologico e più focalizzato sulla necessità di una rapida conclusione della guerra.
Il cluster più manifestatamente pro-Ucraina e pro-NATO, gli Atlantisti, sono poco più di un settimo del campione, il 14,2%: dall’analisi si tratta di un cluster minoritario in termini numerici, ma estremamente compatto nel sostegno alla linea occidentale e al supporto all’Ucraina.
Il posizionamento dei 4 cluster sulla Mappa Socioculturale 3SC vedono gli Atlantisti in un’area orientata alla dimensione collettiva e comunitaria, coerentemente con una visione internazionale e multilaterale (è la parte di mappa anche più fortemente pro-UE e pro-istituzioni sovranazionali). I Sovranisti anti-atlantici presidiano di converso l’area più vicina alla tradizione e all’autonomia individuale (Self), riflettendo un atteggiamento più critico verso il mainstream geopolitico.
I Critici moderati, anche coerentemente con il loro nome e il loro DNA, occupano una posizione moderata, intermedia, baricentrica, espressione di una sensibilità più sfumata e meno polarizzata. Infine, i Pragmatici si collocano non sorprendentemente nel quadrante che abbiamo precedentemente visto essere a-politico, a-partitico, distante e poco informato, scettico, (appunto) pragmatico, presidiato sopra media da giovani. La mappa evidenzia come le opinioni sul conflitto riflettano non solo scelte geopolitiche, ma anche fratture culturali-valoriali più profonde della società italiana.
Fonte: GPF e La Verità
Immagini: Forze Armate Ucraine e La Verità





Commenti recenti