I segreti di Fauci, i fondi NIH e il mistero di Wuhan: cosa rivelano davvero i documenti declassificati dell’Intelligence (prima Parte)
da SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano)
Documenti declassificati della DNI svelano i retroscena di fondi insabbiati, scontri nella CIA e pressioni politiche. L’ombra della ricerca “gain-of-function” pagata dai contribuenti.

La recente declassificazione di una massiccia mole di documenti da parte della Direttrice della National Intelligence (DNI) Tulsi Gabbard, nel suo ultimo giorno di mandato, ha scoperchiato un vaso di Pandora che, per anni, politica e media mainstream avevano tentato di sigillare sotto l’etichetta di “teoria del complotto”. Quello che emerge non è la sceneggiatura di un film di spionaggio, ma qualcosa di molto più prosaico e, per certi versi, inquietante: uno spaccato di ordinaria burocrazia, gestione spregiudicata dei fondi pubblici e feroci lotte intestine all’interno della Comunità di Intelligence (IC) americana.
Al centro di questo intrico istituzionale si staglia la figura del Dr. Anthony Fauci. Ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) facente capo ai National Institutes of Health (NIH), Fauci non appare in queste carte solo come l’imparziale scienziato che ha guidato l’America durante l’emergenza pandemica, ma emerge piuttosto come un abile operatore politico, profondamente impegnato a tutelare la reputazione della propria agenzia e a orientare le valutazioni dei servizi segreti.
Partiamo da un dato di fatto: i documenti rilasciati dalla DNI non contengono la proverbiale “pistola fumante” di un complotto globale, ma delineano un quadro di reticenze, pressioni indebite e conflitti di interesse che sollevano dubbi pesantissimi sulla gestione politica ed economica dell’emergenza sanitaria globale.
Molte parti dei documenti sono sbianchettati, ma quello che ne emerge è molto interessante e ve ne diamo una sintesi in due parti. Capirete bene perché Biden ha dato una “Grazia preventiva totale“ a Fauci e il suo ruolo in tutta questa vicenda. Questa è la prima parte.
Il giro dei soldi: EcoHealth, DARPA e la semantica del “Gain-of-Function”
L’aspetto economicamente e strategicamente più rilevante emerge da un memorandum redatto dal maggiore Joseph P. Murphy, ricercatore presso l’Office of Naval Research. Da questo documento si evince che nel 2018 la DARPA (l’agenzia del Pentagono per le tecnologie avanzate) aveva categoricamente respinto una richiesta di sovvenzione da ben 14 milioni di dollari presentata da Daszak per il progetto “Defuse”. Il motivo? Il Pentagono giudicava la ricerca sui coronavirus dei pipistrelli troppo pericolosa per la sicurezza nazionale e palesemente configurabile come “gain-of-function” (guadagno di funzione), ovvero la pratica di ingegnerizzare agenti patogeni per renderli più contagiosi o letali. Neanche i militari volevano avere niente a che fare con queste tecnologie. I militari non sono così pazzi.
Eppure, ciò che i militari avevano giudicato inaccettabile è stato successivamente avallato dal NIAID di Fauci. Questo solleva un gigantesco tema di allocazione delle risorse e di assenza di coordinamento (o di voluta miopia) tra i diversi rami dell’amministrazione federale americana.
Durante le burrascose audizioni al Senato del maggio e luglio 2021 (come riportato alle pagg. 60-63 dei fascicoli declassificati), Fauci ha testimoniato sotto giuramento che il NIH non aveva mai finanziato ricerche di gain-of-function a Wuhan. Tuttavia, il rapporto dell’EcoHealth Alliance del 2018 (consegnato con un sospetto ritardo di due anni nell’agosto 2021, visibile nella Part 4 pagg. 2-3 e Part 2 pagg. 53-55) lo smentisce nei fatti. Il testo descrive chiaramente esperimenti in cui i ricercatori avevano l’obiettivo di “sequenziare le proteine spike, ingegnerizzarle per condurre test di legame e inserirle nei backbone dei SARS-CoV dei pipistrelli… per infettare topi umanizzati”.
Dal punto di vista della biologia molecolare, come testimoniato dall’esperto Richard Ebright, questa è inequivocabilmente una ricerca di gain-of-function (GOF). La difesa di Fauci si è basata su un acrobatico sofisma burocratico: giocare sulle definizioni tecniche per sostenere che lo studio dell’affinità con i recettori ACE2 umani non rientrasse nei rigidi parametri governativi del GOF. Un’argomentazione che ha permesso al NIH di giustificare l’esborso di fondi pubblici, ma che si è sbriciolata politicamente quando, nell’ottobre 2021 (pag. 53), lo stesso NIH ha dovuto ammettere in una lettera al Congresso che alcuni esperimenti a Wuhan avevano in effetti configurato quel tipo di rischio, pur affrettandosi a precisare che non potevano aver generato il SARS-CoV-2. Quindi Fauci e NIH hanno finanziato consapevolamente una ricerca rischiosa, vietata, all’estero, nascondendola al contribuente e quindi facendo finta di nulla.

Ora inizate a capire perché Fauci aveva bisogno della Grazia Preventiva di Biden, per cui, nonostante tutto, la passerà liscia. Con questo finiamo la prima parte.
Domani la seconda
FONTE: https://scenarieeconomici.substack.com/p/i-segreti-di-fauci-i-fondi-nih-e?r=obdkf&triedRedirect=true





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