Repubblica italiana e ideologia del vincolo esterno

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Una risposta

  1. Paolo Di Remigio ha detto:

    Questa frase mi sembra fuorviante: ‘In particolare, il controllo della politica monetaria, resa prima indipendente da quella fiscale e in seguito addirittura ceduta a un’entità sovranazionale difficilmente controllabile da qualsiasi governo, poteva definitivamente risolvere il conflitto interno, vincendo le resistenze di chi a sinistra voleva mantenere un ruolo importante dello stato nell’economia’. La cessione della politica monetaria alla Banca d’Italia prima e alla BCE dopo non ha il potere di vincere le resistenze della sinistra, al contrario, è la fine delle resistenze della sinistra che consente quella cessione. In altri termini, il divorzio e il cambio fisso non sono MEZZI adottati per vincere la resistenza della sinistra, è il tradimento per cui la sinistra cessa di resistere e si fa strumento del grande capitale transatlantico, a costituire il mezzo per realizzare il divorzio e il cambio fisso. A questo tradimento allude Agenor più sotto: ‘Sarà interessante per gli storici andare a studiare cosa esattamente accadde in quei mesi, successivi all’assassinio Moro, in cui la dirigenza del più grande partito comunista d’occidente accettò di fatto le linee programmatiche di politica macroeconomica del grande capitale, con l’obiettivo di diventare “credibile” come forza di governo’. Ne sappiamo già qualcosa: nell’aprile del 1978, poco più di un mese dopo il rapimento di Moro, Napolitano fece un viaggio negli Stati Uniti e a giudicare da quello che avvenne poi fece del PCI il partito di fiducia di Washington, abbandonando Moro (sgradito agli Inglesi per la sua politica in Libia e a Kissinger per la sua indipendenza) al suo destino. Col passaggio del PCI al grande capitale si raggiungeva l’obiettivo di poter spacciare impunemente il vincolo esterno per una misura tecnica, quindi neutrale, dissimulando quello che in realtà era: una manovra di aggiramento nella guerra di classe tra capitale e lavoro. Tra le virtù che la nuova classe dirigente dovrebbe possedere, a quelle menzionate da Agenor, aggiungerei anche il CORAGGIO patriottico. Stati Uniti e Inghilterra sono abituati a considerare l’Italia una colonia e conoscono i mezzi con cui si tengono sottomessi i popoli: propaganda, strategia della tensione, omicidi politici. Non sarà facile.

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