di TERMOMETRO GEOPOLITICO(WILL SCHRYVER)
Bisogna comprendere che, respingendo fermamente le richieste di Stati Uniti e Israele, l’Iran sta di fatto dettando le condizioni, e questo conferma fermamente ciò che molti di noi sostengono dall’estate scorsa: l’Iran è stato il chiaro vincitore della Guerra dei 12 giorni. Israele lo sa, gli Stati Uniti lo sanno e l’Iran lo sa.
Non ho modo di confermare la veridicità del seguente rapporto, ma è indubbiamente coerente con altri rapporti confermati che emergono dall’Iran in questi giorni.
L’ex ambasciatore del Regno Unito e ufficiale dell’intelligence Alastair Crooke, su Geopolitika,scrive quanto segue:
“Nelle ultime due settimane sono stati trasmessi all’Iran due messaggi importanti, entrambi respinti.
Una proveniva dagli Stati Uniti e l’altra da Israele. La prima era: “Noi [gli Stati Uniti] effettueremo un attacco limitato e dovreste accettarlo; o almeno, dare solo una risposta simbolica”. Teheran ha respinto questa richiesta, affermando che avrebbe considerato qualsiasi attacco come l’inizio di una guerra su vasta scala.
Il messaggio di Israele, trasmesso tramite uno dei vari mediatori, era: “Non parteciperemo all’attacco americano”. Chiedeva quindi all’Iran di non colpire Israele. Anche questa richiesta ha ricevuto una risposta negativa, insieme all’esplicita precisazione che se gli Stati Uniti avessero avviato un’azione militare, Israele sarebbe stato immediatamente attaccato. Parallelamente, l’Iran ha informato tutti gli stati della regione che qualsiasi attacco lanciato dal loro territorio o spazio aereo avrebbe comportato un attacco iraniano contro chiunque avesse facilitato tale azione militare statunitense.”
Questi resoconti sono in realtà piuttosto sorprendenti, perché non solo corrispondono perfettamente a quanto accaduto nelle ultime 48 ore della Guerra dei 12 giorni, ma rivelano anche un profondo grado di insicurezza ed esitazione che permea Washington e Tel Aviv.
Il Pentagono e le Forze di Difesa Israeliane si trovano faccia a faccia con qualcosa che ormai grido dai tetti da diversi anni:
Non ci sono più guerre facili da combattere.
E, contrariamente a quanto percepiscono la maggior parte degli americani e di altri nel mondo, dichiarare guerra all’Iran nel suo stesso cortile nel 2026 è praticamente certo che produrrà risultati disastrosi sia per gli Stati Uniti che per Israele, e ha il potenziale per scatenare una guerra regionale, che finirà fuori controllo e, in ultima analisi, coinvolgerà Russia, Cina e Corea del Nord.
In ogni caso, bisogna comprendere che, respingendo fermamente le richieste di Stati Uniti e Israele, l’Iran sta di fatto dettando le condizioni – e questo conferma fermamente ciò che molti di noi sostengono dall’estate scorsa: l’Iran è stato il chiaro vincitore della Guerra dei 12 giorni. Israele lo sa, gli Stati Uniti lo sanno e l’Iran lo sa.
Se i resoconti sopra riportati sono più o meno accurati, allora è innegabilmente evidente che Washington sta cercando una via d’uscita da questa marcia verso la follia.
Ma, dato che gli iraniani stanno ora dettando i termini di tale uscita e non accetteranno una ripresa dell’operazione orchestrata Midnight Hammer e della sua fittizia Attacco anti-bunker B-2 e data l’enorme concentrazione del potere militare americano nella regione, e dato l’enorme investimento in minacciosa spavalderia che Trump ha già fatto in questa avventura mal concepita, la guerra potrebbe ora essere inevitabile.
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